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		<title>Na furtoina esageroia</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 00:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport:Bici-trekking-Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Io sono nato in un piccolo paesino della provincia di Asti,in una zona che vede l&#8217;incontro tra il Monferrato e le Langhe e che per questo è il confine tra la Liguria e il Piemonte e quindi tra il mare e la montagna .Il territorio porta con se questa contraddizzione e ambivalenza che è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono nato in un piccolo paesino della provincia di Asti,in una zona che vede l&#8217;incontro tra il <em>Monferrato e le Langhe</em> e che per questo è il confine tra la <em>Liguria e il Piemonte</em> e quindi tra il mare e la montagna .Il territorio porta con se questa contraddizzione e ambivalenza che è anche però mescolanza e compenetrazione.Qui con poche decine di chilometri si passa da paesaggi con i tratti tipici del mare nella vegetazione,nelle case e nelle genti a paesaggi tipicamente collinari dove dominano vigneti immensi ma anche boschi di pini,rovere e castagno  per poi scendere a valle dei fiumi con noccioleti,prati,campi di cereali.<strong>&#8220;</strong> <strong><em>A iuma na  furtonia esageroia&#8221;</em></strong>&#8220;<strong><em></em></strong> (abbiamo una fortuna esagerata)affermo sempre quasi con stizza al bar o in altri luoghi quand<strong><em></em></strong>o sento<br />qualcuno del posto lamentarsi che&#8221;<em>a suma isulò,luntan da Dio e dai sant,senza noine cumuditò</em>&#8220;(&#8220;siamo isolati,lontani da Dio e dai santi,senza alcuna comodità&#8221;)&#8221;<em>Na furtoina es<a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2012/01/SimoneedioStradaVengDenice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1390" title="SimoneedioStradaVengDenice" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2012/01/SimoneedioStradaVengDenice-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>ageroia</em>&#8220;ripeto per rafforzare il concetto.E lo penso davvero,anzi lo vivo con tutto me stesso sovente e soprattutto tutte le volte che salgo sulla mia bicicletta e percorro le nostre splendide colline su miriadi di stradine secondarie quasi prive di traffico,con un infinita possibilità di scelta di tragitti,variazioni,collegamenti,rinserimenti,sempre immerso nella natura fra paesaggi in continua mutazione. Itinerari percorsi decine e decine di volte eppure sempre diversi,con scoperte sempre nuove,perticolari non coltioppure piccoli mutamenti invece afferrati con gioia e sorpresa,itinerari confesso spesso faticosi con lungi tratti di salita impegnativa ma sempre incredibilmente appaganti e confortanti. &#8220;<em>Na furtoina esageroia&#8221;</em></p>
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		<title>Caradur</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tramandiamo l'esperienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mio padre e mio nonno prima di lui erano artigiani,erano &#8220;caradur&#8220;(carradori)Un attività ben precisa,delineata e all&#8217;epoca molto considerata,costruivano quei magnici carri agricoli che all&#8217;inizio del XX secolo erano  unico mezzo di trasporto nelle nostre campagne e che si possono ormai ammirare in qualche museo o nei giardini di qualche bella villa anche se nelle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre e mio nonno prima di lui erano artigiani,erano <strong>&#8220;caradur</strong>&#8220;(carradori)Un attività ben precisa,delineata e all&#8217;epoca molto considerata,costruivano quei magnici carri agricoli che all&#8217;inizio del XX secolo erano  unico mezzo di trasporto nelle nostre campagne e che si possono ormai ammirare in qualche museo o nei giardini di qualche bella villa anche se nelle nostre aziende agricole se ne possono trovare ancora molti esemplari conservati con cura sia per ricordo che testimonianza del nostro prezioso passato.Sicuramente per l&#8217;inesperto che li vede appunto in qualche esposizione è molto difficile intuire la mole di lavoro,l&#8217;impegno,la finezza del progetto e le notevoli difficoltà nell&#8217;esecuzione superabili solo con  una grande abilità artigianale,che quei carri rappresentano,non è semplice nemmeno per me che coltivo l&#8217;hobby della falegameria e del restauro.Mi sono già chiesto più volte se sarei in grado di realizzarne uno ex-novo,probabilmente copiandone uno  completamente mi sarebbe possibile ma senza un campione da seguire credo proprio sarebbe un impresa al di là della mia portata nonostante la disponibilità di macchinari che all&#8217;epoca non esistevano e soprattutto mi spaventa l&#8217;idea del numero imprecisabile  di settimane di lavoro necessarie.Quindi quella del <em>&#8220;caradur</em>&#8221; era una vera e propria arte,come detto,molto stimata all&#8217;epoca e  particolarissima perchè comportava la conoscenza di più attività che coniugandosi e compenetrandosi si amalgamavano in una sola.Per essere <em>&#8220;caradur&#8221;</em>  bisognava essere progettisti,falegnami e fabbri provetti,tornitori,fresatori e soprattutto grandi esperti del legno e dei suoi comportamenti,una venatura non vista,un nodo,una fibra nervosa bastavano a compromettere gravemente la robustezza e funzionalità di questi carri sottoposti per decenni a prove e sollecitazioni incredibili,con carichi improbabili sotto pioggia e sole su strade sconnesse e piene di buchi,in pendi ripidi e fangosi.Io resto ogni volta gioiosamente stupito nel vedere lo stato di notevole conservazione di qualche esemplare scoperto nelle nostre cascine,meravigliato dalla loro funzionalità praticamente  intatta.Un attività quindi decisamente eclettica,per questo in realtà nei laboratori come il nostro,anche se l&#8217;attività base era quella del <em>&#8220;caradur</em>&#8220;si faceva un pò di tutto,ovviamente soprattutto nell&#8217;ambito dell&#8217;attività contadina,&#8221;<em>Arò,Erpe,Rulo,coine da sciapè el bosch,pich,sope,sapon,furcò,gigette,gabbie da cunii</em> ecc ecc&#8221;(Aratri,Erpici,Rulli,Cunei per spaccare il legno,Zappe piccole e grandi,Tridenti,Punte da muratori,Gabbie da conigli,ecc ecc)ma anche per l&#8217;interno delle case e per attività femminili&#8221;<em>Capilorie,pulentere,mattarelli,as per fe la pasta,mole e varie per stive,cuerc ecc ecc&#8221;(Taglieri,Tavole circolari per la polenta,mattarelli,tavole per fare la pasta,molle e attrezzatura varia per le stufe,coperchi</em> ecc ecc) E&#8217; resta da dire che di lavoro all&#8217;epoca doveva essercene davvero tanto se penso che nel vecchio laboratorio insieme al nonno e papà lavoravano altri due figli e due dipendenti e che era talmente conosciuto in zona da farne un punto di riferimento geografico,per anni infatti sulle cartine geografiche la borgata bubbiese era segnalata non come <em></em><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/11/Arnesi-carardore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1220" title="Arnesi carardore" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/11/Arnesi-carardore-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a>,attuale denominazione, ma come casa <em>Beccone.</em></p>
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		<title>Langhe.Monferrato:Candidate UNESCO 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è di quelle che in paesini come quelli dove vivo io di 1000 anime ne  scuotono un pò il cromosomico torpore. &#8220;Cume?candidati Unesco 2012?&#8221;"A capis nent,perchè moi?&#8221;(Come,candidati Unesco 2012? Non capisco,e perchè mai?)&#8220;Tei sempre el medesim,ti&#8217;n vore forse dime che la nostra zona a lè nent tra el pi bele?&#8220;(Sei sempre il medesimo,mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è di quelle che in paesini come quelli dove vivo io di 1000 anime ne  scuotono un pò il cromosomico torpore. &#8220;<em>Cume?candidati Unesco 2012?&#8221;"A capis nent,perchè moi</em>?&#8221;(Come,candidati Unesco 2012? Non capisco,e perchè mai?)<br />&#8220;<em>Tei sempre el medesim,ti&#8217;n vore forse dime che la nostra zona a lè nent tra el pi bele?</em>&#8220;(Sei sempre il medesimo,mi vuoi forse dire che la nostra zona non è fra le più belle?&#8221;) &#8220;<em>A dig nent lulè però u me smia che ui sia tanc post chi ian pi dirit che nui</em>&#8220;(Non dico quello ma mi sem<a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/11/RicaldVignelTramonto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1210" title="RicaldVignelTramonto" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/11/RicaldVignelTramonto-300x225.jpg" alt="" width="324" height="244" /></a>bra ci siano molti posti con più diritto di noi&#8221;)&#8221;<em>Me invece a son sto a tanci post e a trov che bei cume que ui na iè ben poich&#8221;</em>(io invece sono stato in tanti postima trovo che belli come qui ce ne sono molto pochi&#8221;)Al di là dei commenti positivi o polemici che ovviamente sempre accompagnano per ovvie ragioniquesto tipo di novità il fatto ha effettivamente una rilevanza ed un impatto davvero notevole.Speriamo che la candidatura venga accettata.Sarebbe il giusto riconoscimento al notevolissimo lavoro nel corso degli anni che hanno preceduto la consegna ufficiale della candidatura  di coordinamento tra tutte le amministrazioniai diversi livelli territoriali(Regione,Province e Comuni),per assicurare la salvaguardia e la tutela dei valori del sito,un lavoro svolto con costanzae determinazione che ha portato alla revisione degli strumenti di pianificazione.Ma la candidatura sarebbe soprattutto il premio ampiamente meritato per le nostre genti che con l&#8217;impegno ed il lavoro di generazioni ha saputo coniugare la loro attivita col rispetto per la natura e l&#8217;unicità del territorio che infatti,nei secoli,si è progressivamente  trasformato e vaste aree collinari incolte o boschive hanno lasciato il posto ad immensi vigneti in un continuo modellamento del territorio basato appunto sulla cultura del vino e sullo sviluppo economico ad esso collegato.Modellamento avvenuto però con il rispetto del proprio lavoro, della propria terra e delle proprie origini che ha permesso,non solo un cambiamento improntato sull&#8217;attenzione e sulla salvaguardia della naturale bellezza delle nostre colline ma anche la salvezza di un patrimonio di conoscenze,tradizioni,tecniche di lavorazione che costituiscono l&#8217;unicità e la specificità del territorio.Il merito più grande della nostra gente non è stato quindi il lavoro già di per sè straordinario ed encomiabile ma la salvaguardia della famiglia,del senso delle cose,della propria storia e della propria cultura,delle proprie origini.Solo il rispetto di questi valori avuti in eredità hanno permesso il rinnovo culturale e la nascità di uno sviluppo al contempo antico e straordinariamente moderno della viticoltura.Il nuovo Codice dei Beni Culturali ha sancito, per al prima volta, il principio della tutela del paesaggio come interazione tra proprietà privata e contesto pubblico , tra architettura e ambiente, tra arte e società., come fusione tra natura e cultura,tra attività ed ambiente.E siccome nelle sue scelte l&#8217;UNESCO premia da sempre,nella categoria dei paesaggi culturali,quelli in cui emerge questa fusione tra funzionalità e bellezza dove  l’uso mirato e rispettoso delle risorse naturali determina l’armonia architettonica ed  ambientale possiamo avere davvero delle grandi speranze che la candidatura venga accettata.</p>
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		<title>I pucio</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 12:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tramandiamo l'esperienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei proverbi più noti della mia zona è &#8220;temp e poia ui madura i pucio&#8220;(&#8220;con tempo e paglia maturano le nespole&#8220;)In effetti qualsiasi contadino o massaia piemontese sa che per ottenere una perfetta maturazione delle nespole bisogna riporle in un cestino o platò e ricoprirle di paglia.Ma ,nel dialetto piemontese, il termine &#8220;pucio&#8221; oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/09/Nespole.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1162" title="Nespole" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/09/Nespole.jpg" alt="" width="250" height="201" /></a>Uno dei proverbi più noti della mia zona è <strong>&#8220;temp e poia ui madura i pucio</strong>&#8220;(&#8220;<em>con tempo e paglia maturano le nespole</em>&#8220;)In effetti qualsiasi contadino o massaia piemontese sa che per ottenere una perfetta maturazione delle nespole bisogna riporle in un cestino o platò e ricoprirle di paglia.Ma ,nel dialetto piemontese, il termine <em>&#8220;pucio&#8221; </em>oltre ad indicare il frutto(per me prelibato)della nespola indica anche con un senso un pò  spregiativo un tipo di individuo un pò immorale,o meglio amorale,una sorta di presentuoso furbone,che cerca sempre di sfruttare le situazioni a proprio vantaggio personale anche a scapito dell&#8217;interesse comune ma che,in realtà,non ha l&#8217;astuzia e l&#8217;intelligenza necessaria per farlo.In senso più lato il proverbio ha anche un valore più universale di moralità ed etica e si ricollega ad una altro proverbio ancora più noto&#8221;<em>tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino</em>&#8220;In tal senso &#8220;<em>temp e poia ui madura i pucho</em>&#8221; acquista il significato di ribadire il concetto che un comportamento immorale e non corretto di qualsiasi genere alla lunga non paga e finisce con il ritorcersi contro lo stesso artefice</p>
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		<title>Avei a che fe con in ignurant</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 12:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è  una frase che più mi è rimasta impressa fra quelle che da piccolo sentivo  spesso pronunciare da mia madre e che nella vita ho poi avuto modo di sperimentarne la grande vericidità,la frase era questa:&#8221; a lè bunben  mei avei a che fe con ion gram che con in ignurant&#8221;(&#8220;è molto meglio avere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è  una frase che più mi è rimasta impressa fra quelle che da piccolo sentivo  spesso pronunciare da mia madre e che nella vita ho poi avuto modo di sperimentarne la grande vericidità,la frase era questa:&#8221;<strong> a lè bunben  mei avei a che fe con ion gram che con in ignurant&#8221;</strong>(&#8220;è molto meglio avere a che fare con una cattivo che con un ignorante&#8221;)<br /><em>Proprio vero,un cattivo puoi farlo ragionare,un ignorante no</em></p>
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		<title>I veri doni di Harry Potter</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 08:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tra un pensiero e l'altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 Luglio uscirà in contemporanea mondiale &#8220;Harry Potter e i doni della morte&#8221;,l&#8217;ultima pellicola della strafamosa saga sulle avventure dello straordinario mago.Io dei libri ho letto solo qualche stralcio e anche i film li ho visti solo in parte ma mi ha subito interessato il perchè di un cosi fenomenale successo,la curiosità sulle motivazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/07/Harry-Potter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1135" title="Harry Potter" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/07/Harry-Potter.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 13 Luglio uscirà in contemporanea mondiale <strong>&#8220;Harry Potter e i doni della morte&#8221;</strong>,l&#8217;ultima pellicola della strafamosa saga sulle avventure dello straordinario mago.Io dei libri ho letto solo qualche stralcio e anche i film li ho visti solo in parte ma mi ha subito interessato il perchè di un cosi fenomenale successo,la curiosità sulle motivazioni che spingevano migliaia di ragazzini a far la fila davanti ad una libreria per accaparrarsi il volume appena sfornato.Un  simile coinvolgimento di massa era chiaro che non poteva solo essere legata alla trama intensa ed appassionante e alla straordinarietà delle scene e dei personaggi e alla,se pur indiscutibile, abilità della <em>Rowling</em>. Le radici dovevano essere ovviamente in un grande coinvolgimento emotivo,cioè ad una identificazione con il personaggio così profonda e totale da arrivare a toccare le corde più nascoste del animo umano.Da un pò cercavo di trasformare questi miei pensieri un pò confusi e slegati in un discorso chiaro,sensato e comprensibile quando,me lo sono,per caso,trovato miracolosamente spiatellato davanti, sulla stampa, sottoforma di un bellissimo articolo dello scrittore <em>Alessandro D&#8217;Avenia</em>.Riporto uno stralcio delle sue acute conclusioni perchè ritengo importante partecipare alla loro divulgazione non solo perchè le condivido in pieno ma soprattutto perchè se sono, come credo reali, allora nulla è perduto,allora è ancora possibile nutrire una speranza di salvezza,è ancora possibile credere che questa nuova bella gioventù così come è capace di un simile trasporto emotivo possa essere capace di invertire la rotta e restituire l&#8217;umanità all&#8217;uomo,capace di contrapporre al consumismo e al culto del danaro quei valori fondanti della società senza i quali non ci sarebbe futuro: <span style="color: #0000ff;"><em>&#8220;I draghi i bambini già sanno che che esistono&#8230;&#8230;&#8230;quello che hanno bosogno di sentirsi dire è che i draghi possono essere sconfitti.In Harry Potter c&#8217;è tutto quello che abbiamo bisogno: come si affrontano i draghi della vita?Forse non passerà alla storia della letteratura ma questa saga ha qualcosa da dire al cuore dei suoi giovani e meno giovani lettori,che vi trovano dentro una una di quelle verità tanto semplici che ci sembrano ormai naif:tutti vogliamo essere amati ed amare.Profondamente.Harruy porta sulla fronte la cicatrice del sacrificio di sua madre,che è morta per salvarlo da Voldemort,ossessionato dal desiderio di potere ed immortalità.Harry è fortissimo perchè è stato amato da sua madre fino al sacrificio,ha si talento per la magia,ma il suo vero talento è l&#8217;amore che ha ricevuto.Quale ragazzo non vuole questo.Quale uomo?Se tanti ragazzi si identificano con questo desiderio non è segno che forse spesso non ricevono quell&#8217;amore, una generazione fragile come l&#8217;attuale non è forse una generazione poco amata o amata nel modo sbagliato? Harry decide di fare come ha fatto sua madre con lui:affronta la morte per salvare i suoi amici.E&#8217; stato amato profondamente e sente di avere un debito,anche lui vuole amare allo stesso modo.Per cui è ancora più forte perchè non solo ha la forza dell&#8217;amore ricevuto ma anche il coraggio di chi vuole amare.Per finire pochi hanno sottolineato che Harry Potter è una saga che racconta la scuola.La scuola come i ragazzi di tutto il mondo la vorrebbero.Una scuola in cui si studia,si fatica ma per qualcosa di grande,qualcosa per cui vale la pena.Una scuola con un pizzico di follia e di mistero.Una scuola in cui tutti i professori sono veri esperti della materia,una scuola in cui gli adulti sono e fanno gli adulti,non lesinano sforzi,e affiancano battaglie e paure dei ragazzi,aiutandoli a trovare la loro vocazione,la loro storia,sfidandoli,mettendoli alla prova,mostrando loro palesemente che la scuola centra con la vita e con il mondo.(Alessandro D&#8217;Avenia,la stampa 3 Luglio 2011)</em></span></p>
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		<title>Successo della prima del progetto&#8221;Porte aperte in Langa Astigiana&#8221;</title>
		<link>http://www.dormireinpiemonte.com/eventi/successo-della-prima-del-progettoporte-aperte-in-langa-astigiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande successo per l&#8217;apertura del progetto &#8220;Porte aperte in Langa Astigiana&#8221; che domenica 15 Maggio ha visto il suo effettivo inizio a Cessole in occasione della tradizionale e conosciutissima Sagra delle Frittelle.Il paese ha appunto aperto i suoi &#8220;tesori&#8221; culturali al libero accesso dei visitatori che sono stati molto più numerosi di ogni aspettativa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/06/ChiesaS.GiovanniRocc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1097" title="ChiesaS.GiovanniRocc" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/06/ChiesaS.GiovanniRocc-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Grande successo per l&#8217;apertura del progetto &#8220;<em><strong>Porte aperte in Langa Astigiana&#8221;</strong></em> che domenica <em>15 Maggio</em> ha visto il suo effettivo inizio a <em>Cessole</em> in occasione della tradizionale e conosciutissima<em> Sagra delle Frittelle</em>.Il paese ha appunto aperto i suoi &#8220;tesori&#8221; culturali al libero accesso dei visitatori che sono stati molto più numerosi di ogni aspettativa e che hanno sottolineato oltre che grande interesse il loro sentito ringraziamento e approvazione per questa importante iniziativa ideata dal circolo <em>Langa Astigiana</em> con l&#8217;aiuto della <em>Compagnia di San Paolo</em> e il sostegno e la collaborazione degli enti e delle associazioni locali.Per l&#8217;intera giornata le guide turistiche locali,che hanno ampiamente dimostrato grande preparazione ed organizzazione,hanno accompagnato,seguito e guidato i visitatori su per la vecchia stradina del borgo antico alla scoperta della Bellissima <em>Parrocchiale dell&#8217;Assunta,del vecchio palazzo comunale </em>con i suoi suggetivi dipinti per poi portarli alla al famoso  studio del <em>&#8220;Setmin&#8221; di Cessole Teodoro Negro </em>e alla degustazione dell&#8217;altrettanto famoso <em>&#8220;Toccasana&#8221;</em>.Un ringraziamento al Sindaco che oltre che aver messo a disposizione ha anche guidato il pulmino della Comunita Montana facendo la spola per accompagnare i turisti.Domenica 5 giugno sarà la volta di <em>Roccaverano </em>in occasione della sagra del Polentone con visita guidata alle <em>Torri di Roccaverano e Vengore ,ai ruderi del castello,alla Parrocchiale(progetto del Bramante) e alla suggestiva chiesa di San Giovanni</em> con i suoi pregiati e noti affreschi.Poi l&#8217;iniziativa &#8220;<em>Porte aperte in Langa Astigiana</em> &#8221; proseguirà per l&#8217;intero mese di <em>Giugno</em> negli altri comuni che hanno aderito: <em>Il 12 Giugno a Monastero Bormida-Il 18 Giugno a Bubbio,il 19 Giugno a San Giorgio Scarampi-il 25 Giugno a Vesime e poi il clou finale Domenica 26 giugno</em> con l&#8217;apertura contemporanea dei monumenti ed edifici storici da parte di tutti i 6 comuni aderenti.Dalle ore 9 del mattino scelta tra visite individuali o l&#8217;adesione al tour organizzato dagli enti locali con bus-navetta a disposizione dei visitatori per compiere l&#8217;intero giro turistico.</p>
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		<title>Thor</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pò per la pigrizia,un pò per gli impegni ed altri interessi era un pò di mesi che non andavo al cinema,anche perchè è tipico del mio carattere immergermi completamente in un attività o abbandonarla del tutto,per cui generalmente se vado al cinema come qualsiasi altra cosa o lo faccio spesso o non lo faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/06/Thor.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1094" title="Thor" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/06/Thor.jpg" alt="" width="129" height="196" /></a>Un pò per la pigrizia,un pò per gli impegni ed altri interessi era un pò di mesi che non andavo al cinema,anche perchè è tipico del mio carattere immergermi completamente in un attività o abbandonarla del tutto,per cui generalmente se vado al cinema come qualsiasi altra cosa o lo faccio spesso o non lo faccio mai.Ci voleva un richiamo al passato per scrollarmi questo periodo di apatico disinteresse per le proiezioni cinematografiche <em><strong>Thor</strong></em> al cinema &#8220;<em>Cristallo&#8221; di Acqui Terme</em>,una pellicola sul figlio di<em> Odino</em>,un film sul mitico <em>Dio del Tuono</em>,malcontati saranno stati 40 anni che non vedevo più <em>Thor</em>,certamente rispetto a personaggi come <em>Tex e Zagor</em> l&#8217;intensità e la durata del mio &#8220;invaghimento&#8221;sono stati per lui decisamente minori ma ciò non toglie che,grazie al prestito di un amico un pò più grande di me,per un certo periodo le nostre strade si sono &#8220;incrociate&#8221; ed anch&#8217;io ho sovente ricevuto gli energici rimbrotti di <em>Odino</em>,arginato a fatica gli attacchi di <em>Loki</em>,salvato il mondo dalla distruzione grazie al pesante martello da forgia dell&#8217;officina di mio padre che lanciato con la mia impressionante forza non faceva più di un paio di metri ma che però bastavano a sconfiggere qualsiasi terrificante mostro Siccome credo che fondamentalmente restiamo dei bambini o che perlomeno anche se soffocato e vilipeso dall&#8217;adultà razionalità nel nostro profondo rimane qualcosa di quella bellissima e fantastica capacità di sognare e di immedesimazione tipica dell&#8217;infanzia,quando ho sentito dire dai miei ragazzi che <em>&#8220;Ad Acqui danno Thor.&#8221;</em> ho rizzato automaticamente peli ed orecchie,insomma sono andato a vederlo.Per me è stata una delusione,pur ammettendo a priori che in parte sia legato all&#8217;impossibilità per la pellicola di rispondere alla grande aspettativa del rinato bambino ansioso di riimedesimarsi credo<br /> di poter affermare che il film è stato abbastanza modesto,perlomeno rispetto a film come<em> Iron Man</em> o i vari <em>Batman</em> piacevoli per spettatori di ogni età questo è un film adatto solo per un pubblico di bambini e ragazzini.<em>Kenneth Branagh</em> ha dimostrato la sua bravura oltre che da attore come regista diverse volte ma qui il suo tentativo di filtrare la storia a fumetti creata nel &#8217;62 da<em> Stan Lee</em> (testi) e J<em>ack Kirby</em> (disegni) con il mondo shakesperiano non ha funzionato Innanzitutto la trama è inconsistente e al di là del banale,la sceneggiatura fragile e debole,se infatti nel mondo di <em>Asgard </em>il personaggio trova una qualche sua autenticità e trasposizione sulla <em>Terra</em> il film funziona molto meno, mancando totalmente sia di ambientazione che di spessore emotivo,sembra quasi che tutto quanto,dalle scene sghembe e confuse,dai costumi e dai rapporti fra i personaggi sia tutto improntato sul banale.Gli attori seppur bravi sembrano straniati dal copione,freddi e compassati,a volte addirittura ridicoli nei loro ruoli.L&#8217;attore <em>Chris Hemsworth</em>,ha come merito maggiore di possedere un fisico imponente e statuario,unica cosa che lo avvicinano al nostro eroe,per il resto niente,meno espressivita dei primo <em>Eastwood</em> dei film western di <em>Sergio Leone</em>,niente di quella gelida e impressionante energia del mio <em>Thor</em>,niente della sua ,quasi arrogante,superiorità .E anche <em>Odino</em>,?,per carità bravo come sempre <em>Hopkins</em>,che ha saputo comunque dare il suo tocco di classe,ma cosa è successo al &#8220;Padre degli Dei&#8221;,un calo di pressione?un attacco di gotta,senilità precoce&#8221;Cosa ne è stata della sua imponente regalità,dei suoi magnifici e spaventosi attacchi di ira,della sua sferzante energia,tutto dissolto,un vecchio che attende la morte.Salvo la figura di <em>Loki</em> abbastanza ben delineata dal regista e dal bravo <em>Hiddleston</em>, ma si sa la parte del cattivo è talmente intrinseca e naturale nel genere umano che alla fine è sempre la più facile,basta essere se stessi In questo modo alla fine, il desiderio di un cinema in grado di unire alto e commerciale, classico e moderno, teatrale e computer grafica si infrange proprio sul terreno più determinante, quello del respiro epico.Un film che ti lascia ai bordi quasi estraniato,senza lil minimo tanto desiderato coinvolgimento emotivo Voto mio all&#8217;età di dieci anni 8   Voto mio adesso 5 e mezzo</p>
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		<title>Progetto Porte Aperte in Langa Astigiana</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 20:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata del 26 Giugno 2011 segna un momento di grande importanza per la valorizzazzione del nostro bellissimo territorio la nascita del progetto denominato Porte aperte in Langa astigiana.Praticamente tutti i monumenti inseriti in questo interessantissimo progetto apriranno contemporaneamente le proprie porte e saranno visitabili sia individualmente che appoggiandosi alla proposta del &#8220;tour&#8221; con bus-navetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/04/ChiesaSanGiovanni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" title="ChiesaSanGiovanni" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/04/ChiesaSanGiovanni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La giornata del 26 Giugno 2011 segna un momento di grande importanza per la valorizzazzione del nostro bellissimo territorio la nascita del progetto denominato Porte aperte in Langa astigiana.Praticamente tutti i monumenti inseriti in questo interessantissimo progetto apriranno contemporaneamente le proprie porte e saranno visitabili sia individualmente che appoggiandosi alla proposta del &#8220;tour&#8221; con bus-navetta della comunità montana Langa Astigiana con la possibilità di iniziare le visite già dal mattino per poter compiere l&#8217;intero percorso programmato.Infatti sono previste 2 navette che già alle 9 del mattino partiranno una da  Bubbio e una da Cessole La prima effettuerà le visite di Bubbio,Monastero Bormida,Roccaverano,San Giorgio Scarampi,Vesime e Cessole e la seconda farà esattamente il percorso inverso.E&#8217; inoltre previsto l&#8217;arrivo contemporaneo a Roccaverano per l&#8217;ora di pranzo e un biglietto gratuito per i partecipanti per gustare un piatto fra quelli proposti dai vari stand delle proloco locali presenti per la Fiera Carrettesca.Innumerevoli i monumenti visitabili il 26 Giugno,basti pensare alle varie parrocchiali,castelli, ponti,borghi antichi,le numerose Torri,gli affreschi medioevali e rinascimentali e altri luoghi dì interesse Ma il progetto &#8220;porte aperte&#8221; non vuole essere solo visita a monumenti ma anche simbolo della volontà della Langa Astigiana di realizzare e proporre un turismo di alta qualità che abbia come priorità far conoscere tutti gli aspetti e i temi di questa nostra splendida zona,quindi monumenti si ma anche paesaggio e percorsi turistici,cultura e storia della civiltà contadina,che insieme all&#8217;artigiano artistico rappresentano l&#8217;arcaica ossatura del territorio.Per questo si tratta soprattutto di un progetto a divenire,che alla base ha l&#8217;intenzione di crescere sempre di più con iniziative e proposte per migliorare la qualità dell&#8217;offerta turistica locale.</p>
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		<title>Amato da Fazio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 21:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tra un pensiero e l'altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera a &#8220;Che tempo che fa&#8221; di Fabio Fazio c&#8217;era Giuliano Amato,ex presidente del consiglio(per ben due volte)Il &#8220;dott Sottile&#8221; come ai tempi del suo mandato veniva definito per la sua grande capacità riflessiva , intuito analiticoed acume politico ha risposto con una buona dose di coerenza e con estrema charezza,ha detto tante cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/03/Giuliano-Amato1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1009" title="Giuliano Amato" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/03/Giuliano-Amato1.jpg" alt="" width="225" height="276" /></a>Questa sera a &#8220;<em>Che tempo che fa</em>&#8221; di <em>Fabio Fazio</em> c&#8217;era <strong>Giuliano Amato</strong>,ex presidente del consiglio(per ben due volte)Il <em>&#8220;dott Sottile&#8221;</em> come ai tempi del suo mandato veniva definito per la sua grande  capacità riflessiva , intuito analiticoed acume politico ha risposto con  una buona dose di coerenza e con estrema charezza,ha detto tante cose  sensate analizzate con la consueta lucidità ma fra tutte quella che più  mi ha colpito è la più semplice,la più comprensibile,la meno  contestabile,la più bella,uso più o meno le sue parole:&#8221;<strong>La cosa più  importante è l&#8217;uguaglianza,è comprendere che le donne sono eguali agli  uomini,che gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste sono nostri  fratelli perchè figli dello stesso Dio e quindi hanno i nostri stessi  diritti,che i figli dei poveri e di coloro che svolgono i lavori più  umili sono eguali ai figli dei ricchi con lo stesso diritto a poter  studiare che hanno quelli carichi di soldi.Basta muoversi con costanza  in quel senso per far si che le cose,in questo mondo,vadano meglio da  sole </strong> &#8221; In tutta sincerità,caro Giuliano ,i politici in generale  raramente riscuotono la mia simpatia e tu non hai rappresentato  l&#8217;eccezzione ma ,almeno questa volta,concedimi un abbraccio.</p>
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		<title>Le Langhe-Monferrato</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 07:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sono nato ed abito a Bubbio,un piccolo paesino(1000 abitanti) all&#8217;incirca alla stessa distanza da  Asti ed Alessandria in una zona davvero particolare del Piemonte,a metà strada tra le Langhe ed il Monferrato, tra Liguria e Piemonte e quindi tra il mare e la montagna,infatti partendo da casa mia con poche decine di chilometri si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/03/VigneCollineMango.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1004" title="VigneCollineMango" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/03/VigneCollineMango-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Io sono nato ed abito a <em>Bubbio</em>,un piccolo paesino(1000 abitanti) all&#8217;incirca alla stessa distanza da  <em>Asti ed Alessandria</em> in una zona davvero particolare del <em>Piemonte</em>,a metà strada tra le <em>Langhe</em> ed il <em>Monferrato</em>, tra <em>Liguria e Piemonte</em> e quindi tra il mare e la montagna,infatti partendo da casa mia con poche decine di chilometri si può accedere a ben 5 provincie di cui 3 piemontesi(<em>Asti-Alessandria-Cuneo</em>)e due liguri(<em>Genova e Savona</em>) Io mi sono sempre ritenuto estremamente fortunato ad essere nato e vissuto qui,praticamente fin dalla prima infanzia grazie alla fiducia e al senso di libertà dei miei genitori ho cominciato a scorazzare alla scoperta delle nostre colline e dei nostri boschi,prima a piedi e poi in bicicletta e nemmeno un incidente pauroso all&#8217;età di 11 anni ha interrotto questa mia passione,genitori stupendi,<em>mia madre</em> mi  taceva la sua ansia,<em>mio padre</em> per il rientro a casa dall&#8217;ospedale mi aveva fatto trovare la bicicletta rimessa a nuovo.Fortuna stavo dicendo,esatto poche cose mi colmano più di gioia come il poter saltare sulla mia bici e trovarmi solamente dopo pochi chilometri immerso nella mia campagna,su stradine secondarie dove le auto passano raramente,dove è più probabile l&#8217;incontro con un animale che con un uomo,dove trovo nella natura che mi circonda i segni inconfondibili dei cambiamenti stagionali,dove ogni volta itinerari percorsi centinaia di volte mi regalano qualcosa di nuovo,paesaggi che conosco benissimo ma ogni volta diversi nella loro sorprendente varietà. Infatti  la caratteristica principale della nostra zona sta appunto nell&#8217;incredibile variabilità e mutevolezza del paesaggio che in poche decine di chilometri passa da quello marittimo a quello tipicamente collinare per arrivare a mostrare i  segni evidenti di quello montano.Qui è tutto un susseguirsi ed intercalarsi di pianure e colline,di altopiani e pendii anche aspri,di dolci vallate e burroni,di campi coltivati e prati,di colline ricoperte di vigne e boschi estesi,di zone quasi deserte e selvagge e  paesini ricchi di testimonze umane e storiche Qui non si trovano gli sconfinati orizzonti marini o l&#8217;impressionante ampiezza delle vallate alpine,qui è tutto più dolce,più smorzato,più tranquillo.Forse è vero quello che mi dicono i miei amici e cioè che sono &#8220;di parte&#8221;,troppo radicato nelle  mie colline e che non tutti possono condividere la  mia visione delle cose.In effetti anch&#8217;io penso che per cogliere la bellezza delle <em>Langhe-Monferrato</em> è necessaria una certa sensibilità congenita,un attenzione  per i particolari e le sfumature ma chi la possiede può veramente nei nostri posti  scoprire una vacanza diversa,lontano dai grandi rumori,dalle perfette,roboanti  organizzazioni,ricca di scoperte paesaggistiche,culturali e storiche.Questa straordinaria ricchezza di territorio lo rende idoneo soprattutto ad appassionati di trekking e di ciclismo che posso scegliere fra percorsi relativamente semplici ed altri decisamente impegnativi sempre comunque interessanti sotto ogni aspetto.Ma il vantaggio delle nostre zone è che la vasta rete di stradine permette di percorrere i medesimi itinerari anche comodamente seduti in auto e si presta quindi per gite di famiglie al completo con bimbi e nonni che possono anticipare o seguire camminatori e ciclisti nelle loro tappe oppure optare per  percorsi misti frazionati in base alle proprie esigenze fisiche e psichiche.</p>
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		<title>Mostrine Mililitari a Bubbio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 13:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal Settimanale L&#8217;Ancora :Echi di guerra,domenica 20 febbraio la comunità di Bubbio,i primis le penne nere,hanno celebrato la consegna ai famigliari  di due mostrine identificative appartenute ai due alpini bubbiesi Giovanni Garbero e Carlo Bottero dispersi nell&#8217;inverno del 1943 nella campagna militare in Russia.Il tutto è nato da un viaggio in Russia di un gruppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal Settimanale L&#8217;Ancora</em> :Echi di guerra,domenica 20 febbraio la comunità di <em>Bubbio</em>,i primis le penne nere,hanno celebrato la consegna ai famigliari  di due mostrine identificative appartenute ai due alpini bubbiesi <strong>Giovanni Garbero e Carlo Bottero</strong> dispersi nell&#8217;inverno del 1943 nella campagna militare in <em>Russia</em>.Il tutto è nato da un viaggio in <em>Russia</em> di un gruppo di camperisti  che tra le loro mete hanno fatto visita alla citta di <em>Miciurinsk</em> ,nella zona di <em>Tandov</em> dove era segnalata la presenza di un campo di prigionia internzionale.Per un caso puramente fortuito il gruppo di amici,chiedendo informazioni,ha incontrato un giovane del posto che  sinceratosi sulla effettiva provenienza dei visitatori e  resosi conti della profonda molla spirituale che aveva animato la spedizione si è sentito in dovere di consegnargli quasi un centinaio di mostrine appartenute a militari italiani.Da qui il contatto con il ministro della difesa,la telefonata del sig <em>Riccardo Storto</em>,uno dei camperisti,con il Sindaco di Bubbio<em> Fabio Mondo</em>,l&#8217;interessamento del comune e  soprattutto del gruppo Alpini di Bubbio con il capogruppo <em>GiovanniMorielli</em>,la raccolta e controllo documenti necessari a stabilire l&#8217;effettiva appartenenza e la cerimonia con la commovente consegna delle due mostrine ai famigliari presenti In quel campo di prigionia morirono 4178 soldati italiani,nella guerra morirono 330.000 militari italiani,in totale 25.162.000 militari e 30.365.000 civili,55.527.000 persone,ogni commento è superfluo,queste cifre da sole documentano con tragica evidenza la disumana assurdità di qualsiasi conflitto militare.</p>
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		<title>Un Matrimonio annunciato</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 22:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;.. Pietro di Pastu, quel giorno di tanti anni fa, era,insieme al padre venuto a segare dei grossi tronchi qui da noi, nella vecchia segheria di mio nonno Becon (scusa nonno vecchia adesso, lo so che allora era all&#8217;avanguardia), tra l&#8217;altro loro stretto parente, per questo insieme ad altre persone della borgata potè vedere Carolina d&#8217;Ambros [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.. <strong>Pietro di Pastu</strong>, quel giorno di tanti anni fa, era,insieme al padre venuto a segare dei grossi tronchi qui da noi, nella vecchia segheria di mio nonno <em>Becon</em> (scusa nonno vecchia adesso, lo so che allora era all&#8217;avanguardia), tra l&#8217;altro loro stretto parente, per questo insieme ad altre persone della borgata potè vedere <em>Carolina d&#8217;Ambros</em> ritornare affaticata a casa sua con al braccio una grossa cesta di vimini con dentro due neonati, un maschio ed una femmina, <em>Cesaren e Zita</em>, &#8220;dui vintiren&#8221; (due trovatelli.) &#8230;..</p>
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<p>Ai nostri giorni, grazie all&#8217;invenzione del latte in polvere artificiale, non è più un grosso problema per una mamma allevare il proprio figlio anche quando, per un motivo o l&#8217;altro non può allattarlo, rimane comunque un dispiacere e comporta qualche riscontro negativo ma non pregiudica appunto la sopravvivenza del bimbo. La stessa situazione solo un centinaio di anni fa invece era molto più seria, non esistevano appunto latti artificiali specializzati e spesso i neonati reagivano male, con vari problemi, a quello di capra a cui normalmente si faceva ricorso in questi casi. Così era abbastanza diffusa l&#8217;abitudine di far allattare i neonati ad altre mamme in esubero di latte per le quali diventava sovente una sorta di lavoro e la maniera di racimolare qualche soldino. Il &#8220;<em>lavoro&#8221;</em> a volte veniva eseguito a domicilio insieme alla mamma ma sovente, per vari motivi logistici o di altro genere era il bimbo ad essere trasportato nella casa dell&#8217;alattatrice e e lasciatogli in custodia e non era raro che per qualche ragione particolare come per esempio problemi di salute della mamma il bimbo venisse affidato per qualche settimana alla &#8220;collaboratrice&#8221; Ancora piu diffusa, legata sia alla situazione di miseria e alla facilità con cui si sfornavano figli a quei tempi era l&#8217;adozione d&#8217;altronde ancora praticata adesso solamente che le distanza erano per ovvi motivi molto più contenute, adesso per adottare un bimbo si va in <em>Africa o in India</em>, allora bastava andare nel più vicino orfanatrofio o addirittura a volte erano i genitori stessi che impossibilitati a mantenere la famiglia offrivano i figli in affidamento.<em> Pietro di Pastu</em>, quel giorno di tanti anni fa, era,insieme al padre venuto a segare dei grossi tronchi qui da noi, nella vecchia segheria di mio nonno <em>Becon</em> (scusa nonno vecchia adesso, lo so che allora era all&#8217;avanguardia), tra l&#8217;altro loro stretto parente, per questo insieme ad altre persone della borgata potè vedere <em>Carolina d&#8217;Ambros</em> ritornare affaticata a casa sua con al braccio una grossa cesta di vimini con dentro due neonati, un maschio ed una femmina, <em>Cesaren e Zita</em>, &#8220;dui vintiren&#8221; (due trovatelli) <em>Pietro</em> aveva allora all&#8217;incirca dieci-undici anni e come tutti i ragazzini di quell&#8217;epoca molto ingenuo e riservato. Non era certamente sua abitudine ma quel giorno rimase cosi affascinato dalla bellezza della bimba che disse,tutto di un fiato a Carolina: &#8220;<em>Che bela ca lè &#8220;ca la fosa cherse ben che quand ca sarà grand a la spus</em>&#8221; (&#8220;Che bella che è, la faccia crescere bene che quando sarà grande la sposo&#8221;) La frase pronunciata all&#8217;improvviso con foga e calore provocò la sorpresa e l&#8217;ilarità dei presenti che si misero bonariamente a prendere in giro il bambino: &#8220;<em>Ma va là fanciuten, et rende man cont ed so che dise, toi apeina 10 an, lo che vore savei ed me ca sarà la vita</em>&#8221; (&#8220;Ma va la bambinello, non ti rendi nemmeno conto di cosa dici, hai appena 10 anni, cosa vuoi sapere di cosa ti riserva la vita&#8221;) Quel bambino invece aveva davvero le idee chiare visto che meno di venti anni dopo sposava proprio quella bimba scoperta nella cesta di <em>Carolina</em></p>
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		<title>E bravo dutur!!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 17:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi un articolo trovato sulla rivista Langa Astigiana mi ha ,per l&#8217;ennesima volta,rinfacciato quasi con veemenza un dei miei difetti che forse più di tutti faccio fatica a controllare cioè la congenita presunzione con cui pretendo di capire le persone  e di cogliere  la loro essenza spirituale ed umana semplicemente da un gesto,una frase,un espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi un articolo trovato sulla rivista Langa Astigiana mi ha ,per l&#8217;ennesima volta,rinfacciato quasi con veemenza un dei miei difetti che forse più di tutti faccio fatica a controllare cioè la congenita presunzione con cui pretendo di capire le persone  e di cogliere  la loro essenza spirituale ed umana semplicemente da un gesto,una frase,un espressione e quindi di inquadrarle e collocarle nel mio archivio personale di stereotipi,è ovvio che quasi tutte le volte che ,per un motivo o l&#8217;altro ho poi  conosciuto meglio quelle persone mi sono  dovuto ricredere e recitare il mea culpa&#8230;&#8230;</p>
<p>Ero un ragazzino quando ho conosciuto il dott Luciano Migliora,se non vado errato la prima volta è stato quando sono letteralmente volato con la bici quando scendendo a rotta di collo da Cassinasco verso Bubbio sul mio percorso ho incrociato un grosso,irremovibile paracarro.Da allora i nostri rapporti non sono mai andati oltre i confini professionali ma essendo  lui il medico della mutua di tutta la famiglia,prima del suo pensionamento ci siamo incontrati diverse volte.L&#8217;ho sempre ritenuto e anche sostenuto in presenza di suoi<br />
degrinatori un professionista serio e un valente medico ma in tutta sincerità ,forse per quella sua aria severa,la scarsa propensione al sorriso e la battuta,il portamento consono alla sua professione sul piano umano un tipo freddo e un pò insensibile,poco incline ai coinvolgimenti emotivi ed affettivi e di conseguenza l&#8217;ho sempre visto come uomo di scienza un pò al di sopra delle parti,distaccato dal ciarpame dei comuni mortali,esente da  conflitti etici e morali,lontano da struggimenti e pensieri filosofici.Nuovo,inevitabile,penoso mea culpa,chiedo scusa dott Luciano,chiunque legga il suo articolo comprende al volo quanto io sia stato ancora una volta superficiale e lontano dalla verità ,il suo articolo a parte il fatto che sia interessante,chiaro e corretto è pieno di grande umanità,di profondo senso dell&#8217;etica e del valore dei sentimenti e della famiglia come veicolo di tramandazione di quei valori senza i quali la vita umana non ha alcun senso.E bravo dutur,toi surprendime(E bravo dottore,mi hai sorpreso)Mi permetta un solo appunto,non sono &#8220;riflessioni semiserie&#8221; e non è detto che siano &#8220;certamente Inutili&#8221; Riporto per conoscenza qualche breve stralcio dell&#8217;articolo del dottore ed invito tutti quelli che ne avranno l&#8217;occasione ad andare a leggerlo su Langa Astigiana Num 1 Gennaio 2011   Pag 4:</p>
<p><em>&#8220;Evito di dire &#8220;meno felici&#8221; e c&#8217;è una ragione ,nell&#8217;ottica del benessere materiale è indubbio è ovvio che le attuali condizioni siano indicibilmente migliori di quelle riservate alla nostra infanzia&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.grande affresco della miseria contadina che è stato &#8220;L&#8217;albero degli zoccoli&#8221;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Però quel mondo non è stato solo severo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;e lo faceva bello in dispetto della vita grama&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Poteva essere l&#8217;attesa di un Natale&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.la riscoperta della Primavera&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..il ritorno della rondine al vecchio nido&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..il cestello pasquale&#8230;&#8230;&#8230;..le cacce alle lucciole&#8230;&#8230;&#8230;.</em></p>
<p><em>I nostri bambini hanno molto,un alimentazione ricca&#8230;&#8230;&#8230;..centimetri di statura&#8230;&#8230;.cure migliori&#8230;&#8230;.una nocurante confidenza con ausili tecnici che a noi adulti richiedono una spaesante impegno&#8230;&#8230;&#8230;.  questo e molto altro è loro riservato dal terzo millennio e questo è un bene,ma dove sarà il discrimine tra molto e troppo??&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..la lusinga pubblicitaria e la pigrizia delle mamme&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..interi guardaroba di capi griffati&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;montagne di balocchi tecnologici&#8230;&#8230;&#8230;.  non è la strada più sicura per spegnere in loro ogni desiderio e con il desiderio l&#8217;immaginazione&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;Il dubbio si avverte come un lieve retrogusto amaro in talune ricorrenze come il Natale&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; un occasione propizia per gli adulti consumatori coatti per contrabbandare lo scialo come generosità,l&#8217;inutile come necessario adeguamento ai tempi;ma concedere cittadinanza all&#8217;equivoco che &#8220;tutto e subito&#8221; sia la regola e che la vita si possa intendere come un bancomat inesauribile è non solo falso &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;è l&#8217;insidia portata ad un mondo fragile e meraviglioso di sentimenti ed intatte potenzialità&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</em></p>
<p>E bravo dutur!!</p>
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		<title>Un Cognome Pesante</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 13:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Una di queste sere mi sono trovato nella sala di attesa del dentista con un altro signore.già presente al mio arrivo.Io sono un tipo, per congenita timidezza, molto schivo,lui no così ci siamo messi a parlare,cinque parole io,cinquantalui,il tu è stato quasi immediato,un tipo comunque simpatico,all&#8217;apparenza schietto e sincero.Ovviamente siamo finiti a parlare di lavoro,gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una di queste sere mi sono trovato nella sala di attesa del dentista con un altro signore.già presente al mio arrivo.Io sono un tipo, per congenita timidezza, molto schivo,lui no così ci siamo messi a parlare,cinque parole io,cinquantalui,il tu è stato quasi immediato,un tipo comunque simpatico,all&#8217;apparenza schietto e sincero.Ovviamente siamo finiti <br />a parlare di lavoro,gli ho brevemente raccontato la mia storia,i miei 30 anni come caporeparto di un attrezzeria metalmeccanica,il mio licenziamento. Mi è venuto naturale fargli la domanda che mi stava a cuore<em>:&#8221;Scusa se approfitto della tua esperienza,io sono  da due anni iscritto alle liste di collocamento,pur considerando il fattore negativo della mia età anagrafica pensavo che la mia lunga e qualificata esperienza di lavoro mi desse qualche chance e aprisse qualche porta,invece niente,nemmeno un offerta?&#8221;  &#8220;Strano</em>&#8221; ribatte lui<em>&#8220;Bisognerebbe dare un occhiata al curriculum</em>&#8220;. Sarà puerile ma dal giorno del licenziamento lo porto sempre con me,glielo sporgo &#8220;<em>Adesso capisco,ma scusa!!&#8230;.. Con quel cognome!!  &#8220;Ma dai, davvero pensi?&#8230;&#8230;.Pazzesco,non è che porto  sfiga,tutti i miei amici mi considerano una specie di talismano&#8221;  &#8220;Va bene ma mica puoi scriverlo nella lettera di presentazione, dai retta a me scrivi Bettino poi al momento opportuno dirai che è stato un errore di battuta&#8230;&#8230;..&#8221;</em></p>
<p> </p>
<p>In linea di massima gran parte di quelli che leggeranno questo articolo avrà un cognome &#8220;normale&#8221;,uno di quelli che suonano bene,che si portano  addosso  con disinvoltura ,anzi quasi come un monile,un accessorio elegante,un di quei cognomi  che sono facili da pronunciare quando l&#8217;ennesimo impiegato di qualsiasi ufficio pubblico vi chiede appunto le vostre generalità,e voi gli sciorinate con una sorta di ricercata e studiata noncuranza i vostri elegantissimi sostantivi,ma immaginatevi per un attimo di avere invece uno di quei cognomi &#8220;strani&#8221; tipo,che sò:<em>Merda,Troia.Moccafighe</em> e via di questo passo,avreste la stessa tranquilla sicurezza nel pronunciarlo e nel renderlo pubblico??,Ovviamente non sto dicendo che questi particolari  cognomi debbano essere motivo di vergogna anzi io che rappresento appunto uno di questi casi  ho portato sempre il mio cognome con orgoglio e difeso ad oltranza da qualsiasi tipo di attacco tant&#8217;è vero che non ho mai nemmeno preso in considerazione il consiglio di conoscenti di rivolgermi alle competenti autorità per la variazione anche perchè mi sembrava un abiura nei confronti di mio padre e dei miei antenati. E&#8217; altrettanto vero però  che spesso, soprattutto nell&#8217;infanzia, mi ha dato qualche problema a causa di scherzi,prese in giro,allusioni più o meno velate da  compagni ignoranti e aggressivi.</p>
<p>Ma veniamo al dunque,io di cognome faccio <strong>Becchino</strong>(no,anche voi?no vi prego,non fate  come tanti che a sentirlo pronunciare ricorrono impacciati e confusi a tutta quella seria di gesti scaramantici che fa parte della nostra tradizione,vi garantisco che non porto iella se non a me stesso,tant&#8217;è vero che  tutti i miei amici mi considerano una specie di parafulmine)Inoltre la ricerca etimologica che ho svolto dimostra con sicura documentazione che il cognome non ha nulla a che fare con Il poco allegro lavoro degli addetti alle sepolture ma che deriva semplicemente dal nome <em>Domenico</em> all&#8217;incirca con questa trafila <em>Domenico-Menico-Meco-Beco-Becon-Bechen.Bechin-Bechino-Becchino</em>.Questo non toglie che comunque l&#8217;associazione con il mestiere del beccamorto sia immediata e che il cognome resti un cognome &#8220;pesante&#8221;da portare in quanto volente o nolente condiziona e complica la vita in molti suoi aspetti ed occasioni.Facciamo qualche esempio pratico che chiarisce il discorso: Vi chiedo cortesemente di tornare indietro con la memoria ai programmi televisi trasmessi qualche anno fa,i più giovani magari no ma molti di voi ricorderanno fra gli altri un programma ai suoi tempi abbastanza famoso, il<em> Costanzo show</em> condotto appunto dal noto conduttore <em>Maurizio Costanzo</em>.Dunque provate ad immaginarvi che <em>Maurizio</em> si chiamasse di cognome  <em>Becchino</em> come me,immaginatevi lo speaker annunciare ad alta voce &#8220;<em>ecco a voi il Becchino show</em>&#8220;,quale sarebbe stata la reazione dei telespettatori?Incredulità,sorpresa,ilarità,probabilmente inizialmente avrebbe prevalso una certa curiosità con magari un decollo della la tanto agognata &#8221;audience&#8221; ma poi ironia e sarcasmo sarebbero diventati il life-motive di tutti i media.Adesso torniamo al presente,siamo a conosciutissima(che piaccia o meno) trasmissione televisa <em>Porta a Porta</em>,al di là del  tema trattato immaginiamo di seguire la  discussione, ad un certo punto della serata uno degli invitati chiede cortesemente a <em>Bruno Vespa &#8220;Chi deve ancora arrivare</em>&#8221; e lui,tutto serio <em>&#8220;il Becchino</em>&#8220;,ehm non credo che i partecipanti saprebbero trattenere una risata o un commento sarcastico. Il giorno dopo per pura combinazione partecipiamo alla &#8220;<em>Parola&#8221;,Carlo Ponti</em> ci presenta al pubblico:&#8221;<em>dunque lei è il Becchino</em>&#8220;,cosa ne dite,ovazione in sala??Oppure immaginate un qualsiasi esponente di spicco della politica in parlamento &#8220;<em>La parola al Becchino</em>&#8221; o ad un intervista&#8221;<em>Bene,sentiamo cosa ne pensa il Becchino</em>&#8221; oppure un attore o un regista:&#8221;<em>Vince con il film &#8220;L&#8217;ombra del cimitero&#8221; il Becchino</em>&#8221; &#8220;<em>Miglior protagonista:il Becchino</em>&#8220;Oppure anche in situazioni più serie e reali appunto come quelle che ho accennato nella prefazione legate al mondo del lavoro,è quasi ovvio che l&#8217;incaricato delle assunzioni di una qualsiasi ditta davanti alle due domande di lavoro con gli stessi requisiti,tocchi ferro e scarti quella del &#8221;<em>Becchino</em>&#8220;</p>
<p>Di esempi analoghi a questi potrei proporne a decine ma questi credo siano più che sufficienti a rappresentare il concetto che volevo far capire,cioè di come quante volte possa essere difficile da gestire un cognome &#8220;strano&#8221; come appunto è il mio.. Per carità ,ripeto adesso sono il primo a scherzarci sopra anche in famiglia e con gli amici ma davanti al sarcasmo becero e maleducato reagisco ancora come da bambino quando non accettavo mai passivamente queste situazioni e reagivo con rabbia,  ovviamente certe volte le soverchianti  convergenze mi costringevano a subire e molte volte ho sofferto della medesima derisione verso amici che avevano come me  un cognome strano e non la medesima capacità di reazione.Per questo già da bambino proponevo alleanze,aggregazioni in gruppi solidali  per essere più forti e avere più capacità di difesa e forse perchè le cose dell&#8217;infanzia restano più impresse questa specie di desiderio non mi ha mai del tutto abbandonato. Da questa premessa nasce &#8220;<strong>Il club del cognome</strong>&#8220;,un associazione solidale che raccolga tutti i cognomi più strani del mondo,che raccolga altre persone come me curiose di storie,aneddoti,esperienze legate a questa particolarità,conoscere i cognomi,sapere quanti siamo,dove siamo,il nostro lavoro,l&#8217;esperienza legata al nostro cognome e non solo,partecipare con proposte consigli,iniziative.</p>
<p> </p>
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		<title>La natura dell&#8217;avere</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tra un pensiero e l'altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ho riletto un libro che avevo letto parecchi anni fa: &#8220;Avere o essere&#8221; del filosofo Erich Fromm. Riporto un brevissimo stralcio che secondo me ne rappresenta e sintetizza l&#8217;essenza filosofica &#8220;Secondo la modalità dell&#8217;avere,non c&#8217;è rapporto vivente tra me e quello che io ho.Questo e l&#8217;io sono divenuti cose,e io ho le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/01/PrimopianoErich-Fromm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-946" title="PrimopianoErich Fromm" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/01/PrimopianoErich-Fromm.jpg" alt="" width="200" height="257" /></a>Ieri sera ho riletto un libro che avevo letto parecchi anni fa: &#8220;<strong>Avere o essere</strong>&#8221; del filosofo <em>Erich Fromm</em>. Riporto un brevissimo stralcio che secondo me ne rappresenta e sintetizza l&#8217;essenza filosofica &#8220;<em>Secondo la modalità dell&#8217;avere,non c&#8217;è rapporto vivente tra me e quello che io ho.Questo e l&#8217;io sono divenuti cose,e io ho le cose perchè ho la forza di farle mie.C&#8217;è però anche una relazione inversa: le cose hanno me,perchè il mio sentimento d&#8217;identità,vale a dire l&#8217;equilibrio mentale,si fonda sul mio avere le cose(e quante più possibile)La modalità dell&#8217;esistenza secondo l&#8217;avere non è stabilita da un processo vivente,produttivo,tra soggetto ed oggetto;essa rende cose sia il soggetto sia l&#8217;oggetto.Il rapporto è di morte,non di vita.&#8221;(Erich Fromm)</em> Il notevole successo di critica e pubblico avuto dal libro dimostra ancora una volta quanto sia difficile con le parole ed il pensiero per quanto illuminato fare veramente breccia nella mentalità umana,la nostra società,il nostro attuale sistema economico e il nostro modo di vivere dimostrano quanto sia in realtà caduto nel vuoto il messaggio di <em>Fromm</em></p>
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		<title>Don Andrea Gallo ad Acqui Terme</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tra un pensiero e l'altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Don Andrea Gallo non ha certo bisogno di presentazioni,quasi tutti conoscono questo “prete da marciapiede” come lui stesso si definisce,un prete vero,anarchico,discusso,amato per la straordinaria autenticità,per la forza e la coerenza con cui ha raccolto e fatto suo il messaggio evangelico un prete schierato per vocazione sempre ed agni costo con il più debole.Venerdi 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/01/Don-Gallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-942" title="Don Gallo" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2011/01/Don-Gallo.jpg" alt="" width="117" height="78" /></a>Don Andrea Gallo</strong> non ha certo bisogno di presentazioni,quasi tutti conoscono questo <em>“prete da marciapiede”</em> come lui stesso si definisce,un prete vero,anarchico,discusso,amato per la straordinaria autenticità,per la forza e la coerenza con cui ha raccolto e fatto suo il messaggio evangelico un prete schierato per vocazione sempre ed agni costo con il più debole.Venerdi 28 Gennaio 2011 sono andato a sentirlo in conferenza ad <em>Acqui Terme</em> e nonostante lo conoscessi già abbastanza bene tramite le molte interviste lette e vari video guardati sono rimasto comunque sorpreso .Arrivava da Milano dove aveva partecipato alla manifestazione della Fiom:&#8221;<em>Sono 42 ore che non dormo</em>&#8220;ha affermato al suo arrivo,cribbio,,il viaggio da <em>Genova a Milano</em>,la manifestazione in Piazza del Duomo,il viaggio da <em>Milano ad Acqui</em>,42 ore di veglia,chi poteva immaginare tanta prorompente energia in quell&#8217;uomo di ben 82 anni di età e dal fisico minuto.<em>Don Gallo</em> parla,racconta,affascina,emoziona,un fiume di parole senza seguire un filo logico e per questo ancora più coinvolgente,pensieri,aneddoti,opinioni,citazioni ,il tono di voce sommesso che segna lunghi momenti si trasforma improvvisamente in acuti  tuonanti ed imperiosi,<em>don Gallo</em> racconta la sua congenita scelta di restare  accanto agli ultimi, i suoi dissensi con  rappresentanti di una chiesa che comunque ama e a cui sente di appartenere, sviscera con intelligente ironia e grande cultura  le sue posizioni spesso contrarie a quelle dei suoi superiori  su temi quali il testamento biologico, l&#8217;aborto, la liberalizzazione delle droghe, l&#8217;accoglienza agli immigrati;racconta della sue tante amicizie tra cui con <em>Vasco Rossi,Piero Pelù</em> e soprattutto <em>FabrizioDe Andrè</em>,della sua poesia,del sua ricerca e proclamazione di amore ,col cardinal <em>Bertone</em> con cui aveva frequentato le stesse scuole universitarie:&#8221;<em>Ma dimmi un pò,, abbiamo frequentato la stessa facoltà ed io ero più bravo negli esami,com&#8217;è che tu sei diventato una delle maggiori autorità ecclesiastiche ed io sono rimasto un povero prete??&#8221;</em>Ma soprattutto <em>Don Gallo</em> parla di amore,quello stesso amore declinato da Gesù Cristo:&#8221;ama il prossimo tuo come te stesso&#8221;,parla del dolore che prova quando la sua chiesa non si schiera con lui  dalla parte dell&#8217;oppresso:&#8221;Ebbi fame e mi daste da mangiare,ebbi sete e mi daste da bere,fui pellegrino e mi albergaste&#8221;,parla della missione basilare della chiesa e dei suoi uomini richiamandosi ancora una volta al messaggio evangelico:&#8221;<em>io sono venuto per servire,non per essere servito</em>&#8221; E alla fine della sua lunghissima,emozionante conferenza ancora parla di amore esortando tutti i resenti a diventarne attivi interpreti e conclude con un messaggio di fiducia e speranza :&#8221;<em>Mi dicono che abbiamo raggiunto il fondo,che non c&#8217;è più un futuro per l&#8217;umanità,io credo che fino a quando vedrò tante belle persone giovani radunate insieme così,finchè tante persone come stasera si raccolgono per parlare di queste cose un futuro c&#8217;è ancora e come</em>&#8220;</p>
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		<title>Gestori e gestiti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 06:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tra un pensiero e l'altro]]></category>

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		<description><![CDATA[La situazione politica italiana è penosa,su questo credo che .al di là,di ogni tipo di ideologia di sinistra o di destra siamo tutti d&#8217;accordo.Il berlusconismo è finito o perlomeno è in totale crisi d&#8217;identità e un alternativa vera non c&#8217;è ne a destra ne a sinistra non tanto per la mancanza di leader o personaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione politica italiana è penosa,su questo credo che .al di là,di ogni tipo di ideologia di sinistra o di destra siamo tutti d&#8217;accordo.Il berlusconismo è finito o perlomeno è in totale crisi d&#8217;identità e un alternativa vera non c&#8217;è ne a destra ne a sinistra non tanto per la mancanza di leader o personaggi politici in grado di gestirne l&#8217;eredità ma piuttosto per la dolorosa impossibilità di realizzare alleanze concretamente tali e quindi in grado di governare il paese.Tutte le ipotesi di cui si è discusso in questi giorni di alleanze di vario tipo di estrazione destra o sinistra,centrista o mista ,pur avendo l&#8217;importantissima valenza di affondare del tutto Berlusconi,restano però a livello di possibilità di governo del tutto ridicole per il semplice motivo che ogni partito politico in Italia è rappresentativo di una determinata lobby di potere di cui deve seguire in toto le direttive e siccome gli interessi di questi gruppi sono decisamente discordanti è utopico pensare di poterli superare nel nome del &#8220;bene comune&#8221;L&#8217;unica voce davvero innovativa,un pò al di fuori del coro,di una certa consistenza  è quella di Vendola ma qui l&#8217;utopia assume proporzioni ancora maggiori,per prima cosa bisogna valutarne ancora in pieno l&#8217;integrità morale e la sincerità ma anche dandola per scontata il discorso che sta, almeno a livello di pensiero, portando avanti troverebbe,anzi sta già trovando ostacoli e siluramenti in seno a se stesso ancora prima di incontrarli negli schieramenti delle forze politiche di destra.E poi non è che ci voglia molto,basta guardare indietro,dare una sfogliata anche sommaria alla storia,tutte le civiltà che ci hanno preceduto non hanno saputo fare a meno degli schiavi,in forme più o meno stridenti,più o meno velate le società si sono sempre basate su questo rapporto tra gestori e gestiti,e in un modo o nell&#8217;altro,al di fuori delle sporadiche vere rivoluzioni sociali i gestori non hanno mai rinunciato,al di là di qualsiasi crisi sociale ed economica,ai loro previlegi.Non voglio ripetermi sui soliti temi di etica e di morale che sottendono tutta questa situazione,aggiungo solo questa breve considerazione: l&#8217;italia è piena  di rappresentanti di questi  &#8220;gestori&#8221;appartenenti a diverse categorie,dottori,dentisti,imprenditori,liberi professionisti che dietro una maschera di fulgida irreprensibilità guadagnano mediamente 6/7000 euro al mese e che fanno lavorare degli extracomunitari in nero a quattro-cinque euro all&#8217;ora,e poi ci lamentiamo dei nostri politici!!!!!!</p>
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		<title>Carolina dl&#8217;Ambros</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 06:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[Carolina dl&#8217;Ambros viveva in una casa a poche decine di metri dalla nostra,quando io era un bambino di 6/7 anni era molto anziana &#8220;la pi vegia du Geiron&#8220;(la piu anziana della borgata Giarone),abitava li con l&#8217;amato  figlio Vigio e la nuora Tilde con cui per quel congenito e proverbiale astio che si instaura spesso sin dall&#8217;inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/12/Giarone1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-919" title="Giarone1" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/12/Giarone1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Carolina dl&#8217;Ambros</strong></em> viveva in una casa a poche decine di metri dalla nostra,quando io era un bambino di 6/7 anni era molto anziana &#8220;<em>la pi vegia du Geiron</em>&#8220;(la piu anziana della borgata <em>Giarone</em>),abitava li con l&#8217;amato  figlio <em>Vigio</em> e la nuora <em>Tilde</em> con cui per quel congenito e proverbiale astio che si instaura spesso sin dall&#8217;inizio tra suocera e nuora c&#8217;era un rapporto abbastanza conflittuale.E anche se ad onor del vero gestito con una buona dose di rispettosa riservatezza non poteva sfuggire in una comunità di poche anime di cui tutti conoscevano vita e miracoli di tutti.Carolina  ha sempre lavorato duro,lei e il marito si erano praticamente costruiti la casa recuperando con una carretta tirata a mano le pietre del vicino fiume <em>Bormida</em>,poi era rimasta vedova ancora giovane con 3 figli sulle spalle.Per anni si era presa l&#8217;incarico di preparare i pasti nella caserma del paese, lavandaia e stiratrice a casa e a domicilio e qualsiasi altro lavoro gli venisse offerto,dire quindi che la sua è stata una vita dura è un eufemismo,ma <em>Carolina</em> oltre al fisico aveva anche il carattere di puro acciaio,non si era mai arresa,aveva sofferto,lottato e combattuto come probabilmente non sarebbe riuscito a fare nemmeno un uomo,&#8221; <em>A le foia ed fer</em>&#8220;(è fatta di ferro),questo il commento dei vicini Quando la frequentavo io era ancora relativamente in gamba,nelle stagioni calde era quasi un abitudine vederla seduta sulla panchina di legno davanti a casa in riflessione o a parlare da sola con se stessa,spesso andavo a salutarla e ancora più sovente mi chiamava lei,era ancora lucida nei pensieri ma la memoria,com&#8217;è tipico dei vecchi,formidabile sulle cose più lontane la tradiva in quelle recenti.Aveva la particolare abitudine di regalarmi dei soldi,non grosse cifre ma qualche moneta,100,200,300 lire,mi facevano molto comodo e mi consentivano di togliermi qualche sfizio nel negozio di <em>Pina ed Posaleva</em>(Pina Passalacqua),una pezzo di surrogato di cioccolato bianco e nero,un pò di mentini,qualche bastoncino di liquerizia.Per di più non accettava assolutamente alcun rifiuto ed era inutile discutere,te li infilava in tasca,te li metteva in mano e poi con una forza insospettabile ti faceva chiudere il pugno tenendolo stretto finchè capiva che ti eri arreso,poi faceva quel segno inequivocabile di complicità col dito diritto sul naso .Era durato un pò finche mio padre accortosi della cosa mi ha spiegato che<em> Carolina</em> non era più del tutto consapevole di cosa stava facendo e che non era giusto per lei e la sua famiglia approfittare della sua strana abitudine e che non dovevo accettare i soldi<em>.&#8221;A le vegia,a sa pi nent be lo cas fa</em>&#8220;(é vecchia,non sa più bene cosa sta facendo&#8221;) &#8220;<em>Ma papà,del vote ai li dig cai voi nent ma chila ansist e s&#8217;ufend</em>&#8220;(Ma papa,delle volte glielo dico che non li voglio,ma lei insiste e si offende) &#8220;<em>A iò capi,fa pareg,te piglie,poi l&#8217;induman tei li porte con na scusa</em>&#8220;(Ho capito,fai così tu prendili,poi l&#8217;indomani glieli riporti con una scusa) E così facevo &#8220;<em>Carolina a io truvò i sto sod davante a la vostra  porta</em>&#8220;(Carolina ho trovato questi soldi davanti alla vostra porta)  &#8220;<em>Carolina,a io truvò to fii Vigio,u ma dime ed dete sti sod</em>&#8220;(Carolina,ho trovato vostro figlio Vigio,mi ha detto di portarvi questi soldi) e via di questo passo.Anche <em>Carolina</em> come oramai quasi tutte le figure che,insieme alla mia famiglia,hanno dato un senso alla mia infanzia non c&#8217;è più o perlomeno non abita più nella mia borgata</p>
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		<title>El Mulinè</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 15:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[Arturo è un altra figura indelebile della mia infanzia,era il gestore del vecchio mulino vicino a casa mia,ad una cinquantina di metri di distanza ,sullo stesso lato della strada provinciale era perfettamente visibile dalla nostra cucina fino al momento in cui Stevo e Duina hanno fatto costruire la loro nuova casa nel pezzo di terreno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/12/il-mugnaio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-912" title="il mugnaio" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/12/il-mugnaio.jpg" alt="" width="274" height="184" /></a>Arturo</strong></em> è un altra figura indelebile della mia infanzia,era il gestore del vecchio mulino vicino a casa mia,ad una cinquantina di metri di distanza ,sullo stesso lato della strada provinciale era perfettamente visibile dalla nostra cucina fino al momento in cui <em>Stevo e Duina</em> hanno fatto costruire la loro nuova casa nel pezzo di terreno che separava i due edifici e che ospitava un vecchio portico aperto.Una specie di muro di Berlino altissimo,lunghissimo,bianco,senza finestre che  ha per sempre precluso il nostro libero sguardo sull&#8217;orizzonte e condannati su quel lato ad una nebbia fitta,inesorabile  e  perenne.I miei contatti frequenti e continui con <em>Arturo</em> erano legati a due precise realtà,la prima dovuta al fatto che era lo zio di <em>Marialisa e di Coscè</em>(Josè),nati in Argentina e trasferitisi piccolissimi nel mulino con la madre <em>Rita</em> rimasta vedova giovanissima.La vicinanza di luogo e di età (Marialisa un anno in più,Cosce quattro)avevano ovviamente cementato la nostra amicizia.La seconda era invece dovuta all&#8217;amicizia sicuramente non meno solida fra Arturo e mio padre.Era una consuetudine durata anni quella trovarci periodicamente e alternativamente da loro e da noi per la classica partita a carte.Quelle sere ero felice,stavo bene con quelle persone e poi <em>Rita</em>,cuoca molto abile ci faceva sempre trovare qualche novità,come dimenticare le sue nocciole inzuccherate,le torte, i marron glasè.Il ricordo più vivo di Arturo è proprio legato a quelle dolci sere,si giocava a  briscola e più sovente a Escartè.a coppie fosse,sempre lui e <em>Marialisa</em> ed io con mio padre,era un giocatore incallito,bravo come il pane,ma che non amava perdere,Marialisa giocava bene ma riusciva molto meno di me a mantenere la concentrazione in mezzo alle nostre continue chiacchere e risate per cui gli errori erano frequenti,i rimbrotti dello zio i suoi sbuffamenti,i cenni di disapprovazione,i caratteristici fantastici suoi stralunamenti servivano solo a peggiorare il gioco della nipote e a rallegrare ancora di più l&#8217;atmosfera generale.L&#8217;altra immagine chiara di <em>Arturo</em> è quella di quando era al lavoro,piccolo di statura,con pochi capelli bianchi,i baffi pure bianchi,con in testa una di quelle berrette morbide con visiera ricoperto tutto di farina era un tutt&#8217;uno con l&#8217;ambiente,una parte,un prolungamento,un accessorio del mulino.Ad osservarlo sembrava impossibile immaginare di sradicarlo dal luogo,credere che potesse avere una vita propria,indipendente da quel suo mulino e da quel suo lavoro che era la ragione della propria esistenza.Un altra immagine che ho in testa come un flash è quella di <em>Arturo</em>,giocatore di bocce,a quei tempi era abbastanza frequente nella nostra borgata  la partita a bocce il sabato e la domenica sera.<em>Vigio dl&#8217;Ambros</em> aveva ,non so come,una dozzina di bocce francesi da petanque,piu piccole delle nostre e organizzava spesso sfide &#8220;all&#8217;ultimo sangue&#8221;  Bene <em>Arturo</em> era il giocatore più anziano ma anche il più bravo,ad ottantanni se il tiro non era troppo lungo faceva ancora delle bocciate al &#8220;truc&#8221;(cioè con la boccia che rimane al posto di quella bocciata) fantastiche di cui si commentava ancora molto tempo dopo.&#8221;Eeh,<em>Arturo</em> te tei na spona sura&#8221;"eeh <em>Arturo</em> tu sei una spanna al di sopra)  diceva <em>Vigio</em> ammirato.</p>
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