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		<title>Cognome Preti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 19:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono circa 1020 PRETI in Italia mentre nella versione al singolare PRETE  in Italia ci sono 1304 presenze .(Dati Sito Cognomix) PRETI : 366 Emilia-Romagna       11 Sardegna        321 Lombardia      7 Valle d&#8217;Aosta       114 Piemonte      7 Marche       5 Campania     46 Trentino A.A.      3 Puglia      26Lazio 2 Friuli V.G.      23 Sicilia      1 Basilicata     [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono circa 1020 <strong>PRETI</strong> in Italia mentre nella versione al singolare <em>PRETE</em>  in Italia ci sono 1304 presenze .(Dati Sito Cognomix)</p>
<p><strong>PRETI</strong> : 366 Emilia-Romagna       11 Sardegna        321 Lombardia      7 Valle d&#8217;Aosta       114 Piemonte      7 Marche       5 Campania     46 Trentino A.A.      3 Puglia      26Lazio 2 Friuli V.G.      23 Sicilia      1 Basilicata        21 Liguria       1 Abruzzo       17 Veneto</p>
<p>PRETE :422 Puglia     22 Toscana    161 Veneto     22 Liguria     148 Piemonte     17 Marche     116 Campania     17 Molise     85 Lazio    12 Abruzzo       84 Lombardia       12 Sicilia    71 Calabria       9 Umbria        43 Basilicata       4 Trentino A.A.       32 Emilia-Romagna      1 Sardegna      24 Friuli V.G.      1 Valle d&#8217;Aosta</p>
<p>Varianti<em>:Preite,Preve/i,Prevete,Previte/i/o,Previtera,Privitera,Proviteri,Del Prete,Lo Prete,Loprete.</em><br />Alterati e derivati:<em>Privitelli,Prevedel,Prevedello,Previtali,Prevati,Previati/o</em><br />Composti:<em>Pretegiani,Pretegianni,Pregianni</em>.<br />E&#8217; la cognominizzazione del nome o titolo attribuito al ministro cristiano e cattolico ma anche greco-ortodosso che guida la comunità religiosa nel culto ed incontro con la fede. Il punto di partenza è il tardo latino &#8220;<em>Praebyter&#8221;</em>alterazione ed adattamento dal latino cristiano&#8221;<em>presbyter&#8221;</em>derivato a sua volta dal greco&#8221;<em>presbyteros</em>&#8220;, che significa propriamente «più anziano» Infatti era ovvio affidare per la sua maturità ed esperienza la guida della comunità ad un &#8220;anziano&#8221;<br />A partire dal <em>Medioevo</em> si forma per successivi adattamenti e per progressiva italianizzazione,con diverse varianti ed alterazioni legate anche ai vari dialetti  locali  <em>Preve,Preive,Previ</em> dal dialetto del <em>Nord</em>,<em>Previte,Previti,Prevete,Preotè nel Sud</em>. <em>Preite</em> è testimoniato in Puglia, Preve genericamente nel Nord e specialmente nelle Venezie, <em>Prevete, Previti,Privitelli e Lo Prete</em> nel Sud.Curiosa è soprattutto in Sicilia, con forte concentrazione nel catanese e nel messinese,la doppia presenza di <em>Previtero</em> e <em>Previtera</em>(moglie di un prete ortodosso) che ricalca la tradizione bizantina e greca con <em>presbyteros e presbytera</em> che s&#8217;incrociano con <em>Previtè o Prevete</em> testimonia la contemporanea presenza della religione cattolica con quella  greco-ortodossa.(fonte <em>Edmidio De Felice</em> ) Quindi il cognome nasce da soprannomi attribuiti a persone legate alla chiesa,al sacerdozio o legate da un grado di parentela o anche dipendenza con un prete.Alcuni ceppi possono anche essere nati senza un collegamento specifico con il prete ma a sottolineare qualcuno caratterizzato da un forte legame con la fede religiosa vissuta con  un assidua e costante frequentazione della chiesa Al Nord infatti è ancora diffusa l&#8217;abitudine diaprostofare queste figure con il detto<em>&#8220;tei pes che in preve</em>&#8220;(sei peggio di un prete) appunto</p>
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		<title>XIII Fiera Carrettesca</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima Domenica di Giugno a Roccaverano,(Rocha Uverani- Ruspaverano, da cui si ottenne poi l&#8217;attuale Roccaverano. )splendido gioiellino dell&#8217;Alta Langa Astigiana di cui ne è un pò la capitale con i suoi primati in estensione geografica ed altitudine(il più elevato) e posizione territoriale viene organizzata tutti gli anni dal comune e dalla comunità montana&#8221;Langa Astigiana-Val Bormida&#8221; [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Robiola.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2931" alt="Robiola" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Robiola.jpeg" width="267" height="189" /></a>L&#8217;ultima <em>Domenica di Giugno a Roccaver</em>ano,(Rocha Uverani- Ruspaverano, da cui si ottenne poi l&#8217;attuale Roccaverano. )splendido gioiellino dell&#8217;Alta Langa Astigiana di cui ne è un pò la capitale con i suoi primati in estensione geografica ed altitudine(il più elevato) e posizione territoriale viene organizzata tutti gli anni dal comune e dalla comunità montana&#8221;<em>Langa Astigiana-Val Bormida&#8221;</em> la <strong><em>&#8220;Fiera Carrettesca ai sapori di Robiola D.O.P</em></strong>.&#8221;,quella in corso è già la <em>XIII edizione</em> di questa tipicissima fiera che riunisce praticamente tutti i produttori della famosa <em>Robiola D.O.P</em>. che fanno parte del &#8220;<em>Consorzio di tutela della robiola di Roccaverano&#8221;</em> La manifestazione che riscuote di anno in anno un crescendo di consensi è ovviamente incentrata sulla promozione e celebrazione del tipico formaggio presentato nelle numerose bancarelle dei produttori e sul relativo concorso che vede la premiazione della migliore robiola D.O.P. dell&#8217;anno sia da parte degli esperti assaggiatori qualificati <em>dell&#8217;ONAF</em> che di quella votata dal pubblico che così diventa protagonista dell&#8217;evento.Ma la festa oltre al formaggio vive anche su tanti eventi che gli fanno da cornice,innanzitutto enogastronomia con i piatti tipici locali proposti da varie proloco di zona,gli ottimi vini piemontesi delle aziende della comunità montana,le bancarelle di  tanti prodotti della tradizione piemontese e più precisamente locale.Musici itineranti,,animali,rievocazioni e dimostrazioni di attività agricole  ed antichi mestieri</p>
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		<title>Festa del Piemont e della lingua piemontese</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 12:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 16 Giugno 2013: il piccolo paese di Loazzolo fa da apripista alla  &#8220;Festa del Piemont&#8220;quest&#8217;anno alla sua 46° edizione ed in parallelo la 12° edizione della festa della lingua piemontese nella Langa Astigiana dal nome suggestivo&#8221;E s&#8217;as trovèisso an Langa ?&#8221;incentrata sul concorso letterario&#8221;La me tera e la sò gent&#8220;che da anche il titolo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/LoazzoloDaMadNeve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2923" alt="LoazzoloDaMadNeve" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/LoazzoloDaMadNeve-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><em>Domenica 16 Giugno 2013</em>: il piccolo paese di <em>Loazzolo</em> fa da apripista alla  &#8220;<strong>Festa del Piemont</strong>&#8220;quest&#8217;anno alla sua <em>46° edizione</em> ed in parallelo la <em>12° edizione</em> della festa della lingua piemontese nella Langa Astigiana dal nome suggestivo&#8221;<strong>E s&#8217;as trovèisso an Langa</strong> ?&#8221;incentrata sul concorso letterario&#8221;<strong>La me tera e la sò gent</strong>&#8220;che da anche il titolo al secondo volume che è uscito proprio quest&#8217;anno che raccoglie tutti i testi dei numerosi partecipanti al concorso negli ultimi 5 anni Primo momento importante della manifestazione l&#8217;arrivo del &#8220;<em>Gran Drapò</em>&#8221; portato dall&#8217;Associazione &#8220;<em>La Badia del Gran Drapò</em>&#8220;e dall&#8217;Associazione &#8220;<em>Piemont dev vive&#8221;</em>alla presenza dei Sindaci ed amministratori dei comuni della <em>Langa Astigiana</em>,dei gruppi degli <em>Alpini</em> zonali,di numerose autorità provinciali e regionali,e delle varia associazioni culturali. e con la partecipazione della <em>Banda musicale di Canelli</em>.Il &#8220;Gran Drapò&#8221; dopo una sosta presso il monumento dei caduti e la presenza alla messa nella chiesa parrocchiale sfilerà per le vie del paese per giungere infine nella sede operativa del<em> Circolo Culturale Langa Astigiana</em>.<br />
La manifestazione ha come scopo principale la celebrazione e la riconferma  della compattezza ed unione delle genti della Valle,del loro amore per la propria terra,per le proprie radici,tradizioni,e sentimenti.La dimostrazione del senso di appartenenza e comunione con un intero territorio.E in Piemonte,da sempre,il desiderio di incontro,comunione e famigliarità si accompagna alla divisione del cibo,recupero della propria storia significa innanzitutto recupero di quel senso di solidarietà e condivisione  che hanno caratterizzato la storia delle nostre genti.Anche in quei periodi di estrema poverta che hanno contraddistinto lunghi periodi della vita contadina della Valle quel poco che si aveva si divideva anche con l&#8217;inaspettato ospite al di là del fatto che fosse un parente,un conoscente od un estraneo,Quindi la cultura come in tutte queste incontri di persone deve andare a braccetto con l&#8217;enogastronomia,la tavola imbandita,il pranzo come momento di aggregazione e di comunione ed amicizia:alle 13 quindi grandioso pranzo realizzato in collaborazione con la Proloco di Monastero Bormida e l&#8217;Agriturismo San Desiderio con alla base ovviamente tipici piatti della tradizione culinaria Piemontese e gli ottimi vini della zona.<br />
Già dal mattino inoltre mercato di bancarelle dei tipici prodotti locali: salumi,robiole,dolci,mieli,confetture e tanti vini.Nel pomeriggio come già accennato la premiazione del concocorso letterario &#8220;<em>La mia tera e la so gent</em>&#8220;alla presenza di tanti illustri personaggi della cultura ed esperti della tradizione piemontese.Saranno anche visitabili due mostre;quella fotografica di <em>Clara Nervi</em> e quella di quadri del pittore <em>Riccardo Ranaboldo</em> da decenni legato al paese di Loazzolo.Continueranno per tutto il pomeriggio oltre che la degustazione dei prodotti tipici locali anche intrattenimenti musicali con la Banda di Canelli ed una rappresentazione di balli tradizionali presentata dai piccoli allievi ballerini della maestra Ilenia ed ancora altre novità.La festa del Piemont continuerà sabato <em>29 Giugno a Bubbio</em> nella pista all&#8217;aperto Giardino dei sogni  con la &#8220;<strong>Vijà Piemonteisa</strong>&#8221; serata dedicata alla celebrazione delle tradizioni locali tramite racconti, poesie,canti,balli tipicamente piemontesi</p>
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		<title>Assedio di Canelli 2013</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 15 e Domenica 16 Giugno 2013  ritorna una delle più realistiche ed affascinanti rievocazioni storiche a livello non solo regionale ma anche nazionale ed ad avallare questa affermazione bastano forse i 50000 turisti che le passate edizioni anno ichiamato nella città.In realtà durante tutto il periodo di quella che fu definità la &#8220;guerra per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Assedio1Canelli1-e1368954842395.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2892" alt="Assedio1Canelli" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Assedio1Canelli1-e1368954842395.jpeg" width="259" height="194" /></a>Sabato 15 e Domenica 16 Giugno 2013</strong>  ritorna una delle più realistiche ed affascinanti rievocazioni storiche a livello non solo regionale ma anche nazionale ed ad avallare questa affermazione bastano forse i 50000 turisti che le passate edizioni anno ichiamato nella città.In realtà durante tutto il periodo di quella che fu definità la &#8220;<em>guerra per la successione del Ducato del Monferrato&#8221;</em>scatenasi dopo la morte nel 1612 di <em>Francesco Gonza</em>ga,duca di Mantova,quando iniziarono molteplici discussioni e controversie fra i pretendenti alla successione:da una parte ovviamente l&#8217;erede dei Gonzaga ,<em>Carlo Gonzaga</em>,duca di Nevers e dall&#8217;altra <em>Carlo Emanuele I</em>°che ,essendo il nonno dell&#8217;unica figlia di Francesco Gonzaga accampava delle pretese <strong><em>Canelli</em></strong>,posta al confine tra il territorio dei <em>Savoia ed il Monferrato</em> fu scenario di continue scaramucce e combattimenti fra le opposte fazioni che culmineranno appunto con la battaglia <em>dell&#8217;assedio di Canelli</em>.Carlo Gonzaga,fanteria,cavalleria e sostegno di cannoni prese d&#8217;asseddio la città commettendo l&#8217;errore di dare per scontata una facile vittoria sull&#8217;esigua guarnigione savoiarda lasciata a guardia di <em>Canelli</em> e sicuramente sarebbe stato così se non ci fosse stato il decisivo intervento della popolazione canellese che combattè con grande coraggio ,spirito di abnegazione  e comune solidarietà a fianco dei soldati sabaudi fino a sconfiggere e respingere gli assedianti.Per questo <a href="http://youtu.be/PUINYaA5tsg" target="_blank"><strong>&#8220;</strong></a><em><strong><a href="http://youtu.be/PUINYaA5tsg" target="_blank">l&#8217;assedio di Canelli</a>,</strong></em>per la popolazione locale, oltre che  una festa, è l&#8217;occasione di ribadire e proclamare questo comune senso di appartenenza,l&#8217;orgoglio per le proprie radici e la propria storia,inoltre quest&#8217;anno un motivo in più di far festa,dato che la battaglia ebbe luogo nel 1613, sono i 400 anni di anniversarsio. Duemila figuranti in rigoroso costume d&#8217;epoca daranno corpo e vita ad una dettagliata ricostruzione storica dei fatti legati alla battaglia riuscendo quasi per magia a riemmergere la citta nella tipica atmosfera dell&#8217;epoca sicentesca nella quale lo spettatore medesimo si sente inserito nel contesto diventando anche lui protagonista,questo ovviamente grazie anche all&#8217;abilità e fantasia teatrale degli organizzatori.Già nel primo pomeriggio del <em>15 Giugno </em> lo spaccato seicentesco è completo e si prepara alla lunga,suggestiva notte dell&#8217;assedio del sabato precedente lo scontro finale,parate d&#8217;armi,accampamenti,postazioni militari,taverne,scontri improvvisi,duelli,botteghe artigianali,contadini,poolani,personaggi vari,ispeziosi a sorpresa,controlli del &#8220;<em>Tiletto</em>&#8220;,l&#8217;apposito lasciapassare rilasciato dalle autorità militari senza il quale si rischia la  &#8220;gogna&#8221; coinvolgono magicamente il turista mentre l&#8217;odore della polvere da sparo diventa sempre più intenso come il rumore dell&#8217;artiglieria. e delle altre armi.Ovviamente non può mancare il lato enogastronomico:nelle &#8220;<em>Hosterie&#8221; e &#8220;taverne</em>&#8221; tante proposte di piatti seicenteschi nel rispetto della cucina tradizionale e storica del Monferrato e poi non può sicuramente mancare in un territorio produttore di grandi vini, il &#8220;<em>vino dell&#8217;assediato</em>&#8221; che le bottiglie con apposita etichettatura sono diventate ricercati pezzi da collezzione.Il discorso enogastronomico continua la <em>Domenica 16</em>,dopo il momento decisivo della battaglia alle ore 11 e la conseguente  vittoria finale delle truppe sabaude e della popolazione locale  con il &#8220;<em>Pranzo della vittoria</em>&#8221; e altri appuntamenti sino a sera Anche gli altri  festeggiamenti continuano all&#8217;interno ed all&#8217;esterno della citta per tutto il pomeriggio, divertimenti, spettacoli, giochi che culminano con disfida della &#8220;<em>carra</em>&#8220;,e con la <em>finale del torneo</em>.</p>
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		<title>Cognome Fracasso</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono circa 944 FRACASSO in Italia.(Sito cognomix) 421Veneto     11 Valle d&#8217;Aosta       258 Puglia      10 Trentino A.A.      62 Piemonte       10 Abruzzo      52 Lombardia       7 Toscana       25 Lazio     4 Sardegna    21 Friuli V.G.    3 Umbria     14 Emilia-Romagna     3 Marche    12 Liguria     3 Basilicata     12 Molise    3 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono circa 944 <strong>FRACASSO</strong> in Italia.(<em>Sito cognomix</em>)<br />
421Veneto     11 Valle d&#8217;Aosta       258 Puglia      10 Trentino A.A.      62 Piemonte       10 Abruzzo      52 Lombardia       7 Toscana       25 Lazio     4 Sardegna    21 Friuli V.G.    3 Umbria     14 Emilia-Romagna     3 Marche    12 Liguria     3 Basilicata     12 Molise    3 Sicilia      11 Campania       2 Calabria</p>
<p><strong><em>Fracassi</em></strong> è presente soprattutto al Nord e al centro con una netta prevalenza in Lombardia con più di 300 presenze,seguono poi Lazio,Abruzzo,Emilia Romagna <strong><em>Fracassa</em></strong> più raro,a parte qualche sporadica presenza in altre regioni è presente soprattutto in Lazio ed in Abruzzo.<br />
Secondo la maggior parte degli esperti dovrebbe derivar dal cognomen latino <em>Fraucus</em> e nel caso di cognomi di più recente datazione dal soprannome francese <em>Frequesse</em> italianizzato in <em>Fracass</em>. Probabilmente come sostenuto da vari studiosi tra cui la dott.<em> Gianna Ferrari De Salvo</em> l,&#8217;origine del cognome legato a prima del XV secolo ha alla base un soprannome affibbiato a qualche personaggio particolarmente spaccone e turbolento,incline magari alla violenza,(vi squasso,vi sconquasso,vi fracasso) un &#8220;<em>fracassone</em>&#8221; appunto.D&#8217;altronde il verbo <em>fracassare</em> deriva dal latino &#8220;<em>quassare</em>&#8220;,forma frequentativa di &#8220;<em>quatere</em>&#8221; col significato di &#8220;percuotere&#8221; a cui viene aggiunta la particella &#8220;fra&#8221; come in altri casi tipo&#8221;squassare&#8221;-&#8221;conquassare&#8221;-&#8221;sconquassare&#8221;.Secondo altre teorie la particella &#8220;fra&#8221; non sarebbe un aggiunta ma una sostituzione della particella con come fusione tra i verbi &#8220;<em>frangere&#8221; e &#8220;quassare&#8221;</em> per cui &#8220;con-quassare&#8221; diventa&#8221;<em>fra-quassare</em>&#8220;(<em>fracassare</em>)Altri vedono un possibile accostamento con una delle possibili origini della parola &#8220;<em>maschera</em>&#8221; cioè il  con il termine  pregallico <em>baska</em> da cui dariva  il verbo francese &#8220;rabacher&#8221;,(antico francese<em> rabaschier)</em> fare fracasso per l&#8217;appunto</p>
<p>Un tipico caso di cognominizzazione legata al soprannome è quello di <em>Gaspare da San Severino</em> soprannominato appunto <strong><em>Fracasso</em> </strong>per la sua indole impetuosa e violenta e per la sua forza fisica ad di fuori del comune.Figlio di <em>Leonetto e di Elisa Sforza</em>,sorella di <em>Francesco</em>,Duca di Milano aveva assunto il cognome<em> d&#8217;Aragona</em> per concessione del Re di Napoli,<em>Ferdinando I</em></p>
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		<title>Gustadom 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Rione Cattedrale del Palio di Asti annuncia la XIII edizione del &#8220;Gustadom&#8221; che avrà luogo dal 31 Maggio al &#8221; Giugno 2013,questa  manifestazione iniziata appunto nell&#8217;anno 2000,patrocinata dalla Regione Piemonte è diventata nel tempo uno degli eventi enogastronomici e culturali più importante non solo a livello regionale ma anche nazionale che, con un aumento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Duomo-di-Asti.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2864" alt="Duomo di Asti" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Duomo-di-Asti.jpeg" width="259" height="194" /></a>Il <em>Rione Cattedrale del Palio di Asti</em> annuncia la XIII edizione del &#8220;<strong>Gustadom&#8221;</strong> che avrà luogo dal <em>31 Maggio al &#8221; Giugno 2013,</em>questa  manifestazione iniziata appunto nell&#8217;anno 2000,patrocinata dalla <em>Regione Piemonte</em> è diventata nel tempo uno degli eventi enogastronomici e culturali più importante non solo a livello regionale ma anche nazionale che, con un aumento esponenziale di anno in anno, vede la partecipazione di migliaia di persone.</p>
<p>Il &#8220;<strong>Gustadom&#8221;</strong> come già allude la denominazione è una suggestiva ed affascinante passeggiata enogastronomica che svolgendosi intorno all&#8217;imponente <em>Duomo e Cattedrale di Asti</em> diventa anche culturale e storica.La <em>Cattedrale  di Asti</em> infatti oltre che ad essere con i suoi 24 metri di larghezza ed altezza e gli 86 di lunghezza la chiesa più grande di tutto il Piemonte è anche il più importante edificio gotico della regione con alcuni punti di rilevanza artistica come le sontuose cappelle barocche e lo splendido mosaico del duecentesco pavimento, le due acquasantiere sui capitelli romanici e all&#8217;esterno notevole il <em>portico del Pelletta</em>.Inoltre quest’anno sono aperti alle visite  anche il <em>Palazzo del Collegio e la Casa Ramelli di Celle</em>.Un connubbio perfetto quindi tra enogastronomia,cultura e storia.</p>
<p>Nelle varie postazioni lungo il percorso tante le proposte di piatti tipici locali accompagnati dagli ottimi vini della zona,carne cruda battuta al coltello,lanza arrosto con ratatouille, frittata di ortiche, friciula con lardo,agnolotti in varie presentazioni,polenta,i tajarin alla piemontese,ovviamente salumi,formaggi e tanti tipi di dolci tra cui spicca il &#8220;<em>Mon&#8221; di Mongardino</em> ottimo pane casereccio e i tipici grissini&#8221;soffiotti&#8221;.Per di più quest&#8217;anno partecipano con le loro squisite proposte anche due famosi e titolati ristoranti locali:l&#8217;&#8221;<em>Osteria dei tre Asu</em>&#8221; e l&#8217;agriturismo &#8220;i<em> Suri&#8221; di San Marzanotto</em>&#8220;</p>
<p>Oltre alle prelibatezze enogastronomiche e magici ed incantevoli scorci del <em>Rione della Cattedrale</em> faranno da corollario anche altre iniziative culturali come mostre fotografiche e pittoriche,concerti e conferenze Domenica 2 Giugno si terra il consueto &#8220;<em>Mercà dij Busiard</em>&#8220;(Mercato dei Bugiardi) denominazione allusiva ed ironica sull&#8217;attività un pò furbesca del commercio per strada,il tradizionale mercato è giunto quest&#8217;anno alla sua <em>trentesima edizione</em></p>
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		<title>Sagra del Polentone di Roccaverano</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 19:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La serie dei Polentonissimi della Valle Bormida che vede ben altri 4 paesi,in ordine di tempo Ponti,Monastero Bormida,Bubbio,Cassinasco cimentarsi nella loro personale edizione di questa antica e tipica festa tradizionale si chiude con la sagra del Polentone di Roccaverano che quest&#8217;anno si tiene domenica 2 Giugno .Il filo conduttore di queste sagre oltre al festeggiare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Roccaverano1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2854" alt="Roccaverano" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/Roccaverano1.jpeg" width="275" height="183" /></a>La serie dei <em>Polentonissimi della Valle Bormida</em> che vede ben altri 4 paesi,in ordine di tempo <em>Ponti,Monastero Bormida,Bubbio,Cassinasco</em> cimentarsi nella loro personale edizione di questa antica e tipica festa tradizionale si chiude con la sagra del <strong>Polentone di Roccaverano </strong>che quest&#8217;anno si tiene <em>domenica 2 Giugno<strong> </strong></em>.Il filo conduttore di queste sagre oltre al festeggiare è la rievocazione di quello che oltre ad essere uno squisito piatto locale è stato in epoche economicamente molto dure uno mezzi di sostentamento basilari per le famiglie contadine Le peculiarità della manifestazionedi <em>Roccaverano</em> rispetto alle altre è non solo nell&#8217;abbinamento Polenta-formaggetta(<em>la famosissima robiola d.o.p. di Roccaverano</em>) ma anche della splendida cornice paesaggistica in cui si svolge.<em>Roccaverano</em> infatti è un dei punti più alti delle <em>Langhe-Monferrato</em> e dalla sua splendida torre,aperta per l&#8217;occasione al pubblico,si può ammirare l&#8217;intero e splendido  territorio circostante.Tra l&#8217;altro è già di per sè uno spettacolo lo scenario dove ha luogo la cottura della polenta cioè lo splendido <em>complesso monumentale della chiesa bramantesca e del castello</em> <em>medioevale</em>.Ovviamente come in tutte le feste che si rispettino molti gli intrattenimenti,musica,folclore e un grande mercato di produttori locali di prodotti agricoli,tra cui appunto la robiola d.o.p.e gli ottimi vini del territorio ed artigianali.A rendere più interessante ed emozionante  la sagra  anche la rievocazione storica di vari gruppi impegnati in suggestive dimostrazioni di arti,mestieri,costumi ed abitudini di un tempo antico</p>
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		<title>Cognome Straniero</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 06:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono circa 151 Straniero  in Italia.55 Puglia     3 Veneto     24 Lombardia     3 Sardegna      17 Lazio       3 Toscana       12 Piemonte      2 Abruzzo      10 Sicilia       2 Friuli V.G.        7 Campania   1 Trentino A.A.    7 Emilia-Romagna       1 Molise      4 Marche  Varianti:Straniera,Stranieri,Straneo,Stranio,Strangio.Straniero quindi è diffuso al Sud soprattutto in Puglia con una discreta presenza in Sicilia e al Nord [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono circa 151 <strong>Straniero</strong>  in Italia.<br />55 Puglia     3 Veneto     24 Lombardia     3 Sardegna      17 Lazio       3 Toscana       12 Piemonte      2 Abruzzo      10 Sicilia       2 Friuli V.G.        7 Campania   1 Trentino A.A.    7 Emilia-Romagna       1 Molise      4 Marche  <br />Varianti:<em>Straniera,Stranieri,Straneo,Stranio,Stran</em>gio.<br /><em>Straniero</em> quindi è diffuso al Sud soprattutto in Puglia con una discreta presenza in Sicilia e al Nord in Lombardia e Piemonte.<em>Straniera</em>, quasi unico, sembrerebbe pugliese, <em>Stranieri</em> predomina al Sud  in Puglia e in Calabria(con rispettivamente 114 e 94 presenze secondo il sito cognomix) con una discreta presenza al Nord in Lombardia e Piemonte e la centro nel Lazio<br />E&#8217; la cognominizzazione di soprannomi attibuti a persone appunto provenienti da paesi stranieri.Oltre a straniero altre origini sono le voci <em>Stranio</em> in campania,<em>Straniu</em> in sicilia e <em>Stranu</em> in Calabria tutti con significato di forestiero,straniero,estraneo<br /><em>Straniero</em> deriva dal latino &#8220;<em>extraneus</em>&#8221; sulla base delle preposizioni latine &#8220;<em>ex e extra</em>&#8220;, che implicano il concetto di fuori, all’esterno. cosi come,con lo stesso significato,anche <em>forestiero</em> deriva dal tardo latino &#8220;<em>foristarius</em>&#8221; con radice &#8220;<em>foris foras</em>&#8220;(al di fuori) D&#8217;altronde In greco &#8220;<em>ξένος (xenos</em>)&#8221; è la preposizione greca corrispondente alla latina <em>ex</em>: quindi &#8221;<em>xénos&#8221;</em> indicherebbe un riferimento al di fuori della  comunità,inizialmente come descritto anche da Omero nel senso di straniero&#8221;<em> accolto come ospite con vincoli di reciproca solidarietà</em>&#8221; ma successivamente con l&#8217;unico significato di &#8220;<em>straniero&#8221; come &#8220;estraneo,forestiero</em>&#8221; Quindi l&#8217;attuale duro termine lessicale <em>xenofobia</em> che esprime un concetto negativo dello straniero non è etimologicamente  corretto in quanto <em>&#8220;Xenos</em>&#8220;indicava appunto non solo l&#8217;estraneo,il nemico ma anche l&#8217;ospite.Anche a Roma il termine&#8221;<em>hostis</em>&#8221; che indicava il nemico esterno deriva da &#8220;<em>hospes</em>&#8221; parola che definiva  sia il nemico,l&#8217;intruso che la persona ospitata.Inoltre l&#8217;origine del termine proveniente dall&#8217;area mediterranea si collega alla parola araba che indica lo straniero (<em>al ajnabi/ al aja’nib</em>) come &#8220;<em>quello di fianco&#8221;</em> non come &#8221; <em>quello di fuori</em>&#8221; quindi in senso decisamente più positivo</p>
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		<title>Sagra degli incantesimi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 18:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La &#8220;sagra degli Incantesimi&#8221; di Cossano Belbo,piccolo paese posizionato al centro delle Langhe, è quest&#8217;anno alla sua sedicesima edizione,dagli esordi è stato un crescendo esponenziale in qualità e notorietà,basta pensare che i visitatori nella scorsa edizione hanno superato le 2000 unità La manifestazione ha come prima peculiarità quella di ispirarsi al soprannome&#8221;Cichinin&#8221; con cui veniva [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/VolanSagraIn2013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2841" alt="IT sagra degli IN bianca 2013 ULT MODIFI" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/05/VolanSagraIn2013-216x300.jpg" width="216" height="300" /></a>La &#8220;<strong>sagra degli Incantesimi&#8221;</strong> di <strong><em>Cossano Belbo</em></strong>,piccolo paese posizionato al centro delle <em>Langhe</em>, è quest&#8217;anno alla sua sedicesima edizione,dagli esordi è stato un crescendo esponenziale in qualità e notorietà,basta pensare che i visitatori nella scorsa edizione hanno superato le 2000 unità La manifestazione ha come prima peculiarità quella di ispirarsi al soprannome&#8221;<em>Cichinin</em>&#8221; con cui veniva chiamato <em>Francesco Bo</em>,pittore locale molto noto per la sua indiscutibile e sensibilissima valenza  pittorica e per la ricchezza della sua produzione della quale una grossa parte costituita da quadri ex-voto dipinti dal pittore lungo l&#8217;intero arco della vita e di cui la maggior parte conservata nel piccolo santuario della &#8220;<em>Madonna della Rovere</em>&#8221; situato sulle colline di Cossano Belbo.Da &#8220;<em>Cichinin</em>&#8220;deriva appunto la desinenza in &#8220;<strong><em>in&#8221;</em></strong> terminale di tutti quei piatti tipici locali che hanno reso famosa la cucina del luogo e :<em>tajarIN, ravioli al plIN, salamIN, trifulIN, farina del MulIN, FurmentIN e Bon VINIl</em>) D&#8217;altronde anche la moneta legata alla manifestazione ed accettata per i pagamenti nei due giorni a Cossano Belbo termina in <em>&#8220;in</em>&#8220;,obbligatorio infatti per ogni tipo di acquisto cambiare gli euro in &#8220;<em>SagrIn&#8221;</em>,un sagrin per ogni euro(i prezzi dei vari piatti variano dai 3 ai 5 sagrin)la degustazione degli ottimi vini comporta una spesa di 1 sagrin. Visto il progressivo successo della manifestazione quest&#8217;anno si è aggiunto l&#8217;appuntamento di <em>sabato 18</em> ricco di attrazzioni  tra cui spicca la sfilata con gli abiti femminili,fedeli riproduzioni della moda nel periodo che va  dal Medioevo al Rinascimento, la mostra fotografica “Le Langhe e dIN&#8230;torni”. Dalle 18,30 pane e pizza cotti in forno a legna e poi suggestiva cena itinerante a base di tipici piatti locali accompagnati da ottimo vino locale,ovviamente tanta musica(Fa La Brak, i Bravom e la Compania dij Musicant d’Alba) e balli e finale con grandioso spettacolo pirotecnico <em>Domenica 19</em> si inizia dal mattino con lo spettacolo itinerante circense medioevale Alle ore 11 del mattino con replica alle  15.30 dimostrazione di caccia con aquile e falchi con la diretta partecipazione del pubblico. Spettacolo degli sbandieratori di Moretto d&#8217;Alba in costume. Molto particolare e divertente la  corsa dei &#8220;<em>Patin</em>&#8221; con gli atleti che si cimentano nella gara con ai piedi delle ciabatte  Pranzo itinerante con prelibati piatti locali e gli ottimi vini piemontesi.Ovviamente il tutto accompagnato da tanta musica Rassegna d’arte, artigianato e creatività Mostra fotografica “ Le Langhe e dIN&#8230;.torni” SAGRA degli IN              </p>
<p>Ma partecipare alla manifestazione è anche l&#8217;occasione per visitare un paese che è specchio della bellezza delle Langhe,territorio che per la sua unicità paesaggistica e ricchezza storico-culturale è candidato a patrimonio Unesco 2012-2013 e e conoscere dal vivo i luoghi che hanno ispirato i romanzi di Beppe Fenoglio e Cesare Pavese</p>
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		<title>Cognome Puzzone</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 06:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cognome PUZZONE, in base alla ricerca del sito Cognomix, compare 10 volte in Italia 1 solo in Abbruzzo e i restanti 9 concentrati nel Lazio Il cognome non ha alcun tipo di legame con il termine &#8220;puzza&#8221; od il verbo &#8220;puzzare&#8221;,infatti la base deriva dal latino &#8220;puteu&#8221;"puteus&#8220;(fossa,buco) da cui&#8221;pozzo&#8221; anche se non si conosce [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cognome<strong> PUZZONE,</strong> in base alla ricerca del sito Cognomix, compare 10 volte in Italia 1 solo in Abbruzzo e i restanti 9 concentrati nel Lazio</p>
<p>Il cognome non ha alcun tipo di legame con il termine &#8220;<em>puzza&#8221;</em> od il verbo &#8220;<em>puzzare&#8221;</em>,infatti la base deriva dal latino &#8220;<em>puteu&#8221;"puteus</em>&#8220;(fossa,buco) da cui&#8221;<em>pozzo</em>&#8221; anche se non si conosce bene come sia avvenuta la transizione,probabilmente per uno dei tanti errori di trascrizione e modifiche dialettali che hanno portato oltre ad alcune varianti come <em>Pozza/i,DelPozzo,Della Pozza </em>ai moltissimi derivati ed alterati:<em>Puzu,Puzzo,Putzo,Putzulu/o,Pozzale/i,Pozzati/o,Pozzesi,Pozzetti/o.Puzone,Putzone</em>.Comunque a parte la derivazione etimologica sono tutti cognomi legati alla presenza di un pozzo o come toponimi o come soprannomi affibbiati a qualche proprietario di un pozzo,o abitante vicino ad un pozzo o ad una zona ricca d&#8217;acqua(pozza) ed anche ad un esperto costruttore di pozzi</p>
<p>Nel caso specifico di <strong><em>Puzzone</em></strong> probabilmente si tratta di un accrescitivo da &#8220;<em>Puzzo</em>&#8221; attribuito a qualche personaggio particolarmente robusto e di corporatura massiccia o anche nella stesso senso da un raddoppio di consonante del cognome <em>Puzone </em>anche se la rarità di questo cognome rende l&#8217;ipotesi abbastanza remota.E&#8217; altresì possibile che <em>Puzzone</em> possa essere un toponimo collegato a qualche zona talmente ricca d&#8217;acqua da aver evocato l&#8217;accrescitivo per indicarla,un pozzo gigantesco,un &#8220;puzzone&#8221; appunto. <em>Puzo e Puzone</em> sono campani,i più del napoletano ,<em>Puzzo</em>,presente soprattutto in Sicilia e <em>Puzoni</em>(rarissimo) derivano probabilmente da errate trascrizioni <em>Pozzesi</em> è Toscano;<em>Pozza,Pozzan,Pozzati/o</em> sone delle Venezie.<em>Putzu</em> è tipicamente sardo come testimoniato dalla grande diffusione di toponimi in tutto il territorio dell&#8217;isola,&#8221;<em>Su putzu</em>&#8221; è propriamente,per i Sardi,una voragine,una cavità piena d&#8217;acqua,un pozzo(esempio:su putzu de sa mena .il pozzo della miniera)Dei 220 comuni dove sembra essere presente ben 95 sono della Sardegna dove risultano abitare 1743 <em>Putzu</em>, distribuiti su tutto il territorio</p>
<p>La diffusione del cognome e dei suoi derivati e dei tanti toponimi in Sardegna è legata al culto delle acque e alla realizzazione durante la civiltà nuragica di tanti pozzi costruiti espressamente nel senso di templi per celebrare la sacralità delle acque,tipico esempio <em>il pozzo di Santa Cristina</em>,nei pressi di Oristano,sito archeologico di grande interesse D&#8217;altronde Il pozzo è sempre stato un tema tipicamente biblico:gran parte degli avvenimenti più importanti del Vecchio Testamento hanno come punto di riferimento un pozzo ,l&#8217;acqua,citata più volte da Gesù,simbolo di vita ed unione con Dio</p>
<p>Curiosità: Il <em>Puzzone è anche un formaggio</em>: Il puzzone di Moena (in ladino spretz tzaorì ossia formaggio saporito) è un formaggio da tavola tipico di Moena e, più in generale, della Val di Fassa e della Val di Fiemme (TN)</p>
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		<title>Cognome Becchino</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 06:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[In base ai dati forniti dal sito Cognomix ci sono circa 19 Becchino in Italia:15 in Piemonte,3 in Liguria  ed 1 in lazio VARIANTI  Becchina,Becchini, Becchi, Becchio. Becchina è siciliano, di Castelvetrano nel trapanese e di Palermo e Giuliana nel palermitano, Becchini,è assolutamente rarissimo, forse di origini toscane,Becchino, estremamente raro, sembrerebbe della zona che comprende [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In base ai dati forniti dal sito <em>Cognomix</em> ci sono circa 19 <strong>Becchino</strong> in Italia:15 in Piemonte,3 in Liguria  ed 1 in lazio<br />
VARIANTI  <em>Becchina,Becchini, Becchi, Becchio.</em><br />
<em>Becchina</em> è siciliano, di Castelvetrano nel trapanese e di Palermo e Giuliana nel palermitano, <em>Becchin</em>i,è assolutamente rarissimo, forse di origini toscane,<em>Becchino</em>, estremamente raro, sembrerebbe della zona che comprende l&#8217;astigiano, l&#8217;alessandrino, il savonese ed il genovese, anche se le tracce meno recenti portano all&#8217;area campana ed a Castelvetrano nel trapanese.Molto dibattuta e contradittoria la disputa sull&#8217;origine etimologica del cognome e sulla provenienza del soprannome o soprannomi da cui deriva soprattutto per la scarsità di documentazione storica..Anche se ovviamente <em>Becchino</em> porta immediatamente all&#8217;associazione con il mestiere di necroforo l&#8217;ipotesi che il cognome abbia questa origine è abbastanza remota ed ultimamente quasi del tutto scartata per la prevalenza di altre ipotesi più probabili.I sostenitori di questa tesi fanno risalire il soprannome di base al Medioevo collegandola all&#8217;usanza, (diffusasi soprattutto in concomitanza con periodi di guerre e pestilenze tipo quella della peste) dei &#8220;dottori&#8221; del tempo di accertarsi del effettivo trapasso di una persona tramite una tecnica davvero singolare e ben poco scientifica che era quella di  mordere o pizzicare forte il morto per vedere se c&#8217;era ancora qualche reazione al dolore,la tecnica pìù utilizzata era generalmente un deciso morso all&#8217;alluce del piede,considerato punto molto sensibile.Quindi da mordere,pungere per dialettalizzazione &#8220;<em>beccare&#8221;</em> da cui il termine &#8220;<em>beccai&#8221;</em> ed il composto&#8221;<em>beccamorti&#8221;.</em>Secondo altri studiosi potrebbe derivare da una alterazione del soprannome e nome longobardo <em>Bacco,Bacconis</em>, nome a sua volta originato dal termine bag (lotta, contesa, battaglia), di questo nome abbiamo un esempio nel 1146 a Milano in un Breve finis: &#8220;&#8230;Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum et pergamenum que suis tenebant manibus Anselmus Tintore et Vuerenzo filius quondam Bregongii et Amizo qui dicitur Ruzo et Scoto qui dicitur Bacco de civitate Mediolani, decani de scola Sancti Michaellis&#8230;&#8221;. Comunque le due ipotesi più attendibilii e probabilmente anche intreciate fra di loro sono due: Secondo la prima si tratterrebbe  di forme ipocoristiche aferetiche<em> Becchinus e Becchina</em>, derivate dal nome medioevale di origini ebraiche <em>Rebekah</em>, o dal nome normanno <em>Lambekin</em>, o anche da una forma ipocoristica latinizzata del nome ebraico <em>Becher</em>, di quest&#8217;uso abbiamo un esempio d&#8217;uso nel libro di Boccaccio Genealogie deorum gentilium: &#8220;&#8230;Nec non labentibus annis factum est, ut <em>Becchinus Bellincionus</em>, familiaris tuus et concivis meus, e Cypro veniens, apud Ravennam urbem me conveniret, et postquam placidis verbisclementiam atque gratiam celsitudinis tue erga me inmeritum monstravit &#8230;. Vivit <em>Becchinus</em>, et Paulus Geometra vivit, hos ego et regiam fidem tuam veritatis huius testes in terris habeo. Te igitur cum illis invoco, tuum hunc, si necessitas exigat, laborem esse oportunum  est, oppugnationi scilicet huic obsistere&#8230;&#8221;Resta da dire che questa teoria non convince tutti gli studiosi,soprattutto uno dei massimi esperti,Vincenzo Di Criscito sembra non avere dubbi quando afferma che &#8220;I cognomi vanno interpretati nel contesto in cui sono nati, molti cognomi non hanno nessuna relazione con il significato attuale, questo è il<br />
caso del cognome<em> Becchino</em> che non ha nessuna relazione con il mestiere di chi seppellisce i morti. <em>Becchino</em> è un vezzeggiativo alterato di <em>Bechi</em> che nel Veneto diventa <em>Beghi e Beghini. Bechi</em> è un ipocoristico popolare toscano <em>Béco</em> (femminile <em>Beca</em>) che in toscano viene usato per<em> Domenica</em>. Potrà sembrare strano, ma<em> Becchino</em> deriva da <em>Domenico</em>, la strada è la seguente:<em>Domenica</em> in toscano<em> Beca</em> che diventa <em>Bechi</em> al maschile e <em>Becchi</em> rafforzato nella C e vezzeggiato in <em>Becchino, &#8220;un piccolo Domenico</em>&#8221; A suffragare le affermazioni del sig.Di Criscito abbiamo un esempio di quest&#8217;uso lo troviamo in un atto del 1274 a Firenze dove si parla di un rimborso da parte della città di Firenze ad un certo: &#8220;<em>Beco Bonaccorsi</em> mercadante fiorentino&#8221;.<br />
Un altra ipotesi collega invece<em> Becchino</em> con beccus con una base onomatopeica &#8220;<em>bek&#8221;</em> per imitazione del tipico belato dell&#8217;animale o più probabile dal latino &#8220;<em>ibex</em>&#8220;(capra selvatica),longobardo &#8220;<em>bikk</em>&#8221; cioè capra in relazione con il gallico&#8221;<em>bannos-beccus</em>&#8221; da cui &#8220;<em>becco&#8221;</em> il maschio della capra,chiamato in dialetto lombardo e piemontese appunto <em>&#8220;bech</em>&#8220;quindi a qualche soprannome legato in qualche modo a questo termine o come presa in giro nella suo significato allusivo legato alla sua caratteristica di assistere impassibile all&#8217;accoppiamento della propria compagna con altri pretendenti e quindi &#8220;<em>Becco</em>&#8221; affibbiato a qualche marito consapevolmente tradito oppure tesi più gettonata che sia legata al mestiere di macellaio,venditore di carni, infatti nel  latino medioevale <em>&#8220;beccharius</em>&#8221; significa &#8220;macellaio di becchi&#8221; poi esteso agli altri animali,difatti il macellaio in dialetto fa &#8220;<em>beccher</em>&#8221; e la sua bottega &#8220;<em>beccheria</em>&#8221; D&#8217;altronde la rarità del cognome e la sua attuale localizzazione concentrata soprattutto in Piemonte portano a pensare che nonostante le tante tesi sostenute non esistano molti ceppi distinti.<br />
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		<title>Cognome Pochintesta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cognome Pochintesta sembra quasi uscire da un gioco di parole,infatti sembra che il capostipite sia un certo Pochintesti Pochintesta. Infatti una delle prime famiglie nobili che hanno abitato Villanova(Bagnacavallo) fu la famiglia Pochintesta, inviata dagli Este nel XV secolo per proteggere i confini dei loro territori.La famiglia originaria da Cortona,  si era stabilita in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cognome <strong>Pochintesta</strong> sembra quasi uscire da un gioco di parole,infatti sembra che il capostipite sia un certo <em>Pochintesti Pochintesta</em>. Infatti una delle prime famiglie nobili che hanno abitato Villanova(Bagnacavallo) fu la famiglia <em>Pochintesta</em>, inviata dagli <em>Este</em> nel XV secolo per proteggere i confini dei loro territori.La famiglia originaria da Cortona,  si era stabilita in Ferrara mediante un valoroso soggetto che  chiamavasi <em>Pochintesta</em> , e che servì nel militare sotto il <em>Duca Borso</em>.Nel tempo la vocale I venne completamente sostituita dalla A. Successori, che nello (stesso genere d&#8217; armi si dimostrarono abili comandanti , ed utili per il servigio del Principe furono <em>Gian. Maria Pochintesti</em> che viveva al tempo del <em>Duca Ercole I</em>, da cui fu molto considerato  per la fedeltà e coraggio più volte dimostrato in battaglia e nei  combattimenti.Il suo coraggio era al limite dell&#8217;incoscienza al punto che nel corso della  guerra coi Veneziani  avvenuta nel 1481 fu accusato di scarsa riflessione e lucidità strategica , perchè,trascinato dalla foga e dal suo veemente ardimento, s&#8217;impergolò in un controattacco in difesa del Forte di Ficarolo con nobile e totale sprezzo del pericolo ma davvero scarsa lungimiranza così che ,per  esiguità di forze e di mezzi  e mal calcolata posizione, nonostante sforzi sovrumani per resistere ,dovette soccombere,arrendersi e dichiararsi prigioniero.<em> Gioavan Paolo Pochintesti</em> , commissario del <em>Duca Ercole I</em>, che  aveva fedelmente servito da anni mori in battaglia presso il Taro.Uno dei successori <em>Gian  Tommaso Pochintesti</em> superò la fama dei suoi avi sia come governatore che come capitano d&#8217;armi.  Servì il Duca <em>Alfonso I</em>. nelle sue famose guerre, diventando uno dei suoi più fidati collaboratori. Non lo abbandono mai,nemmeno nei momenti di difficoltà e per questo fu perseguitato dalla indignazione di due successivi Pontifici ,e molto più da quella dei  Veneziani. Oltre che grande condottiero era un abilissimo consigliere dotato di notevole intelligenza ed arguzia, fu utilissimo al duca che, per gratitudine e riconosciuti,indubbi meriti lo nominò suo ministro.Anche il generale del Re di Francia , alleato nella  guerra di Cambrai ammirato dalla sua abilità lo nomino cavaliere in battaglia.</p>
<p>Probabilmente,anche se non esistono documentazioni trascritte,l&#8217;origine etimologica del cognome è legata come ceppo iniziale a qualche soprannome affibbiato ad uno di questi personaggi noto oltre che per le sue gesta anche per l&#8217;esiguita della chioma o all&#8217; abitudine di  radersi completamente  la testa.Infatti lo stesso gioco di parole che caratterizza quel <em>Pochintesti Pochintesta</em> ritenuto capostipite della famiglia porta a pensare che l&#8217;origine sia stata proprio quella.</p>
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		<title>Cognome Boccadifuoco</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 06:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la ricerca eseguita dal sito&#8221;Alfemminile.com&#8221; In Italia : 95 persone hanno il cognome Boccadifuoco e il cognome è il 36 407° più diffuso in Italia,tipicamente siciliano, più precisamente diffuso nel siracusano,ragusano e nel nisseto Incerta l&#8217;origine precisa da cui è scaturito il cognome,comunque si tratta ,come in moltissimi altri casi,(per esempio:Boccanegra,Boccafusca,Boccasavia,Boccarossa ecc ecc) di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la ricerca eseguita dal sito&#8221;<em>Alfemminile.com</em>&#8221; In Italia : 95 persone hanno il cognome <strong>Boccadifuoco</strong> e il cognome è il 36 407° più diffuso in Italia,tipicamente siciliano, più precisamente diffuso nel siracusano,ragusano e nel nisseto Incerta l&#8217;origine precisa da cui è scaturito il cognome,comunque si tratta ,come in moltissimi altri casi,(per esempio:<em>Boccanegra,Boccafusca,Boccasavia,Boccarossa</em> ecc ecc) di un soprannome formato da &#8220;<em>bocca</em>&#8221; più un aggettivo descrittivo delle caratteristiche fisiche particolari della bocca(larga,rossa,fosca,nera,&#8221;di fuoco&#8221;appunto) o in senso figurato legato alla parlantina di un certa persona,sincera,falsa,sconsiderata che ne evidenziavano le caratteristiche caratterriali.Nel caso specifico di &#8220;<strong>Boccadifuoco</strong>&#8220;probabilmente l&#8217;attribuzione era legata alla particolare veemenza nel parlare di individui abituati all&#8217;alterco ed ad alzare facilmente la voce nelle discussioni o anche con la stessa facilità emettere giudizi sommari e condanne senza appello.In molti casi si può trattare anche di un cognome attribuito a trovatelli dai funzionari degli orfanotrofi borbonici.La maggior parte degli studiosi sostiene che il cognome <em>Boccadifuoco</em> derivi  da una trasformazione del cognome B<strong><em>uttafuoco</em></strong>,nobile famiglia che da <em>Piacenza</em> nel lontano 1347 si trasferì in <em>Sicilia</em> nel 1347 col suo capostipite <em>Giacomo Buttafuoco</em> molto benvoluto da rè <em>Pietro II</em> .Documentato nel 1350 un <em>Piero Boccadifuoco</em> famigliare e custode della chiesa al servizio di re <em>Ludovico d&#8217;Aragona e Sicilia</em>.La famiglia continuò ad avere personaggi illustri con cariche varie a <em>Catania</em> sino al 1744 con un <em>Mario Boccadifuoco</em> che fu senatore di <em>Palermo</em> e con il quale pare essersi estinta la discendenza.Stemma della casata:un drago d&#8217;oro fiammeggiante dalla bocca in campo azzurro</p>
<p>Curiosità: <em>Buttafuoco</em> è anche un vino dell&#8217;Oltrepo Pavese  pregiato elegante ed austero composto da una miscela di uve ,barbera,Ughetta di Canneto,uva rara</p>
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		<title>Cognome Scorza</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 06:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono circa 633 SCORZA in Italia 128 Calabria        25 Emilia-Romagna        97 Liguria      21 Toscana      79 Campania       9 Veneto     66 Lombardia      5 Basilicata       58 Lazio      5 Marche  53 Sicilia      3 Abruzzo      43 Piemonte      2 Trentino A.A        39 Puglia  (sito Cognomix) Varianti:Scorzo,Scorcia Alterati e derivati:Scorzelli,Scorziello,Scorzetti,Scorzoni,Scorzon,Scorzati/o,Scorsone,Scorziera,Scorsese. Scorza  è distribuito in tutta l&#8217;Italia con una leggera [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono circa 633<strong> SCORZA</strong> in Italia</p>
<p>128 Calabria        25 Emilia-Romagna        97 Liguria      21 Toscana      79 Campania       9 Veneto     66 Lombardia      5 Basilicata       58 Lazio      5 Marche  53 Sicilia      3 Abruzzo      43 Piemonte      2 Trentino A.A        39 Puglia  (sito Cognomix)</p>
<p>Varianti:<em>Scorzo,Scorcia</em> Alterati e derivati:<em>Scorzelli,Scorziello,Scorzetti,Scorzoni,Scorzon,Scorzati/o,Scorsone,Scorziera,Scorsese</em>.</p>
<p><strong>Scorza </strong> è distribuito in tutta l&#8217;Italia con una leggera prevalenza in Calabria.Anche <em>Scorzo</em>, decisamente raro, è tipico calabrese,<em>Scorziello</em> è napoletano,<em>Scorzato e Scorzon</em> veneti,<em>Scorcia</em> è della Puglia,Una curiosità:sembra esserci un solo <em>Scorzese</em> in Italia(Campania)<br />E&#8217; un cognome che può avere molti etimi,formazioni e successive derivazioni.Una buona parte dei ceppi originari sono legati al termine &#8220;<em>scorza</em>&#8221; dal latino<em>&#8220;cortex</em>&#8220;(Gen Corticis),corteccia di piante legnose,buccia spessa,ruvida,attribuito come soprannome a qualcuno il cui lavoro è legato in qualche modo alla parola:scorticatore,raccoglitore,commerciante di cortecce,artigiano che lavora il sughero o usa le corteccie per lavori di conceriae più raramente inteso anche come spellatore di animali.In questo senso il termine assume anche un altra valenza &#8220;<em>spellare,scorticare</em>&#8221; nel senso di rubare ed i soprannomi in questo caso affibbiati in senso allusivo e ironico Esempi sono:<em> Scorzabove,Scorzalupo,Scorzavacca,Scorzavillani</em>.Un certo<em> Scorzalupus</em> è già documentato a Farfa Sabina nella provincia di Rieti già dal XI secolo e in  Toscana nel XII e XIII secolo.Secondo alcuni studiosi alcuni ceppi potevano avere alla base un soprannome derivato dal  latino &#8220;<em>scortum</em>&#8220;(cuoio,pelle) attribuito con due opposte valenze.uno per indicare un uomo rude o rozzo(anche donna rozza)&#8221;Scorzoso&#8221;"Scorzuto&#8221; l&#8217;altro con un senso positivo come simbolo di vigoria, di robustezza, di coriacità benevola cioè un tipo che sotto una &#8220;scorza dura&#8221; cela un carattere bonario,una naturale predisposizione alla bontà.Altri ceppi potrebbero derivare da toponimi come <em> Scorzato</em> nel Vicentino,<em>Scorze di Venezia,Scorzò</em> a SalernoTra i vari ceppi possimo ricordare le famiglie nobili degli <em>Scorza di Genova</em>,discendente dai Conti  di Lavagna in persona di Guirardo detto appunto <em>&#8220;Lo Scorza</em>&#8220;e ,figlio di Pagano Fieschi e quella Cosentina di Cetraro arrivata a questo cognome in seguito a numerose variazioni,infatti sembra che il ceppo originario fosse  uno &#8220;<em>Scarzo</em>&#8221; da cui prima derivò &#8220;<em>Scarso</em>&#8221; mutato in <em>&#8220;Scorso&#8221;-&#8221;Scorzo&#8221;-&#8221;Scorza</em>&#8220;</p>
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		<title>Festa del Ruchè</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 06:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ruchè è un vino straordinario innanzitutto per la qualità e poi per il territorio di produzione abbastanza limitato visto che raccoglie solo 7 comuni:  Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi .Questi comuni questìanno saranno tutti presenti l&#8217;11 e il 12 Maggio 2013 a Castagnole Lanze per prendere parte  6° edizione della &#8220;Festa del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Ruchè.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2753" alt="Ruchè" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Ruchè.jpeg" width="259" height="194" /></a>Il Ruchè è un vino straordinario innanzitutto per la qualità e poi per il territorio di produzione abbastanza limitato visto che raccoglie solo 7 comuni:  Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi .Questi comuni questìanno saranno tutti presenti l&#8217;11 e il 12 Maggio 2013 a Castagnole Lanze per prendere parte  6° edizione della &#8220;Festa del Ruchè&#8221; L&#8217;inizio della festa è previsto sabato pomeriggio 11 Maggio con un breve convegno organizzato per fare il punto sulla vendemmia 2012 ed esaminare news e proposte Parallelamente prenderà il via  il banco d’assaggio dove le aziende vinicole ,all’interno delle stupende  sale della Tenuta La Mercantile continueranno  sino a Domenica sera la presentazione e l&#8217;offerta di degustazione dei loro prodotti  . Tra le altre iniziative domenica si terrà il wine tasting dedicato ai giornalisti ed agli esperti del settore.<br />L&#8217;abbinamento vino e gastronomia è praticamente obbligatorio per cui i ristoratori di Castagnole saranno lieti di presentare  i loro migliori piatti  alla Tenuta La Mercantile da abbinare ai &#8220;Ruchè&#8221;  Non in secondo piano la possibilità per i visitatori di scoprire un territorio di grande fascino tramite anche passeggiate guidate tra i vigneti e le stradine del circondario </p>
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		<title>Cognome Sacco</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 22:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club del Cognome]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono circa 4846 SACCO in Italia.(sito cognomix) 1010 Piemonte      159 Emilia-Romagna      621 Campania      91 Toscana     421 Calabria       60 Abruzzo      420 Sicilia     51 Umbria     410 Lazio     35 Marche         397 Lombardia             27 Trentino A.A.      382 Puglia         26 Molise       274 Liguria    25 Friuli V.G     248 Veneto     13 Sardegna     168 Basilicata      7 Valle d&#8217;Aosta Varianti: Sacchi,Lo Sacco,  [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono circa 4846 <strong>SACCO</strong> in Italia.(sito cognomix)</p>
<p>1010 Piemonte      159 Emilia-Romagna      621 Campania      91 Toscana     421 Calabria       60 Abruzzo      420 Sicilia     51 Umbria     410 Lazio     35 Marche         397 Lombardia             27 Trentino A.A.      382 Puglia         26 Molise       274 Liguria    25 Friuli V.G     248 Veneto     13 Sardegna     168 Basilicata      7 Valle d&#8217;Aosta</p>
<p>Varianti: <em>Sacchi,Lo Sacco,  Losacco</em>.Alterati e derivati:<em>Sacchetti/o,Sacchet,Sacchini/o,Saccucci,Saccone/i,Saccon,Saccani,Saccheri,Sacchieri</em></p>
<p><strong>Sacco</strong> come si vede dalla tabella sopra è panitaliano ma con una netta predominanza in Piemonte,<em>Sacchi</em> è tipico lombardo ma è abbastanza diffuso in Piemonte,Emilia Romagna e Toscana,<em>Sacchetti</em> è presente al centro nord, <em>Sacchinelli</em>, molto molto raro,ha  piccolissimo ceppo nel vibonese, <em>Sacchini</em> ha vari ceppi,in Emilia Romagna,Lombardia,Toscana,Marche ,Abbruzzo e Lazio, <em>Sacchino </em>è praticamente unico, <em>Saccon</em> è decisamente veneto. <em>Saccone</em> ha un ceppo nella Liguria di Ponente, a Roma, in Campania, nella provincia di Foggia e in Sicilia. <em>Sacconi</em> è diffuso nell&#8217;Italia centrale. <em>Saccani</em> è dell&#8217;Emilia Romagna</p>
<p>Questi cognomi non hanno la stessa origine.Generalmente i ceppi principali derivano dal termine &#8220;sacco&#8221;,(latino <em>saccus</em>,greco <em>σάκκος</em>) con una radice semitica dall&#8217;ebraico &#8220;<em>saq&#8221;,</em>contenitore di canapa,juta o tela molto utilizzati già nell&#8217;antichità per il trasporto di merci tipo cereali e farina.In questo caso alla base soprannomi attribuiti a persone che avevano in qualche modo ad avere a che fare con i sacchi,quindi:produttori,venditori,trasportatori,scaricatori.Di quest&#8217;uso abbiamo un esempio nel  1300 a Firenze con un certo  <em>Saccone Tarlati</em>.Altri ceppi derivano invece da variazioni accrescitive o ipocoristiche dell&#8217;aferesi del nome <em>Isacco</em> e dei tanti alterati.Un esempio si ha nella famiglia fiorentina medioevale dei <em>Sacchetti</em> che risalirebbe ad un<em> Isacchetto</em> documentato a Firenze nel XI secolo.Il nome Isacco è di tradizione tipicamente israelita ma anche protestante e cattolica per cui abbastanza comune in Italia nel tardo <em>Medio Evo.</em>Il nome deriva attraverso il latino <em>&#8220;Isaac</em>&#8221; ed il greco &#8220;<em>Isaak&#8221;</em> il nome biblico ebraico &#8220;<em>Yishaq&#8221;(figlio di Abramo</em>) traducibile con &#8220;<em>Dio sorride</em>&#8220;o &#8220;<em>possa Dio sorridere</em>&#8220;ll chiaro  significato augurale del nome proviene dal verbo ebraico <em>&#8220;zahaq</em>&#8220;, cioè ridere, e nella tradizione dell&#8217;<em>Antico Testamento</em> si collega alla grande gioia di <em>Sara</em> ed <em>Abramo</em> per la nascita del figlio avvenuta a tarda età quando non ci speravano più</p>
<p>Una famiglia <em>Sacco</em> molto importante è quella che ha governato per oltre 400 anni una regione del <em>Canton Grigioni in Svizzera</em>,la <em>Val Mesolcina</em></p>
<p><strong><em>Curiosità:</em></strong></p>
<p><em>Sacco</em> è un comune montano in Provincia di Salerno,nella zona del Cilento,ai piedi del monte Motola.Un tempo chiamato <em>Sacco Vecchio</em> è non solo un angolo naturalistico stupendo ma anche uno dei centri storici più interessanti ed importanti della regione</p>
<p><em>Piove di Sacco</em> è un comune della provincia di Padova e più precisamente dell&#8217;area sud .orientale a cui da il nome di Saccisica.Molte e dibattute sono le teorie sull&#8217;origine del nome,per alcuni deriva da &#8220;<em>Saces</em>&#8221; il nome di un capo militare citato da Virgilio,per altri da &#8220;<em>Saci</em>&#8221; una popolazione iraniana citta da <em>Catullo e Plinio il Vecchio</em>,per altri ancora il nome è una derivazione dal fiume <em>Sciocco</em> che attraversando il piovese gli avrebbe attribuito il nome così come <em>Padova</em> deve il suo al Po(Padus).Un altra ipotesi lo associa al <em>&#8220;saccus</em>&#8220;l&#8217;erario medioevale dell&#8217;imperatore.In realtà l&#8217;ipotesi più attendibile lega il nome alla morfologia del suo territorio dove le acque avevano formato una sacca,un insenatura senza uscita.Ipotesi avvalorata da documenti del VII secolo che descrivono <em>Sacco</em> appunto come un avvallamento naturale senza sbocco.</p>
<p><em>Louis Amstrong</em>,il grande musicista ebbe lo scherzoso soprannome di &#8220;<em>Satchmo</em>&#8221; per la sua grande bocca che suonando la sua memorabile tromba prendeva la buffa forma di un sacco,&#8221;<em>Satchelmouth</em>&#8220;,&#8221;bocca a sacco&#8221; appunto</p>
<p>Molti i detti legati al termine sacco:</p>
<p><em>Come un sacco di patate</em>:cadere e rialzarsi goffamente</p>
<p><em>Mettere a sacco</em>:Saccheggiare e derubare un luogo</p>
<p><em>Mettere nel sacc</em>o: ingannare,raggirare,gabbare qualcuno</p>
<p><em>Sciogliere la bocca al sacco</em>:abbandonarsi a confessioni,confidenze</p>
<p><em>Tenere il sacco</em>:aiutare a compiere un azione disonesta,collaborare con un ladro</p>
<p><em>Un sacco e una sporta</em> :Indica una grande quantità,anche eccessiva</p>
<p><em>Vuotare il sacco</em>:Liberarsi di un segreto ingombrante,confessare una cattiva azione</p>
<p><em>Sembrare un sacco</em>: Avere un aspetto inadeguato oppure essere vestiti in modo ridicolo</p>
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		<title>Orto Biologico Cadbecon.Inizio attività</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 07:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orto Biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno il perdurare di una primavera decisamente piovosa ha posticipato di quasi un mese l&#8217;inizio effettivo dell&#8217;attività nel nostro orto biologico.Infatti le interruzzioni del tempo brutto sono state così brevi e sporadiche da non consentire al terreno di asciugarsi di quel tanto necessario a renderlo praticabile.Siamo comunque riusciti a seminare quegli ortaggi precoci che consentono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/DavSempatateB2013.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2692" alt="DavSempatateB2013" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/DavSempatateB2013-300x225.png" width="300" height="225" /></a>Quest&#8217;anno il perdurare di una primavera decisamente piovosa ha posticipato di quasi un mese l&#8217;inizio effettivo dell&#8217;attività nel nostro <em>orto biologico</em>.Infatti le interruzzioni del tempo brutto sono state così brevi e sporadiche da non consentire al terreno di asciugarsi di quel tanto necessario a renderlo praticabile.Siamo comunque riusciti a seminare quegli ortaggi precoci che consentono la semina a fine inverno in quanto abbastanza resistenti ai primi freddi tipo le <em>carote</em> e quelli che invece seminati troppo tardi soffrirebbero il caldo tipo le <em>fave ed i piselli</em>. grazie ad una lavorazione del tutto manuale cioè vangatura,successiva zappatura e rastrellatura finale creando dei camminamenti con delle tavole di legno per evitare l&#8217;indurimento del terreno Questo perchè appunto l&#8217;umidità del terreno non permetteva assolutamente l&#8217;uso di macchinari che avrebbero causato con il loro peso un eccessiva compattatura del terreno,la presenza di dannosi solchi e soprattutto l&#8217;inaccetabile fenomeno della <em>grumatura</em> del terreno,cioè la formazione di una miriade di mini- zolle che asciugandosi diventano estremamente dure,molto difficili da eliminare anche con una successiva accurata fresatura(solo una nuova aratura o vangatura profonda possono risolvere l&#8217;inconveniente).Queste piccole zolle oltre che del tutto inestetiche inficiano pesantemente ogni tipo di semina impedendo ai semi,soprattutto quelli più piccoli di trovare quel terreno soffice ed uniforme indispensabile al loro attecchimento ed anche dopo l&#8217;auspicata nascita delle piantine continuano ad ostacolarne la crescita impedendo lo sviluppo completo delle radici e creando fenomeni di aereazione ed irrigazione del terreno.</p>
<p>Abbiamo dovuto posticipare di 10 giorni dalla data abituale anche la semina delle <em>patate</em> riuscendo a portarla a termine con grande fatica tra una goccia e l&#8217;altra Dico abbiamo perchè da un paio d&#8217;anni si è affiancato nel lavoro mio figlio <em>Davide</em> che di questa attività è appassionato almeno quanto me.In realtà lavoriamo in due sedi diverse cioè su due appezzamenti di terra separati,quello storico nato a fine 800 ,realizzato da mio nonno <em>&#8220;Becon</em>&#8220;e curato per tanti anni dai miei genitori e che attualmente seguo io si trova nelle immediate vicinanze della  struttura ricettiva,di fronte alla casa,l&#8217;altro ,gestito da mio figlio si trova a poco più di un chilometro dal primo Ovviamente la nostra è quasi una simbiosi con una collaborazione continua ed intensa che crea praticamente un amalgamento ed un unificazione virtuale delle due parti con un continuo scambio,inversione ed interazione dei compiti.Resta comunque una distinzione di base,il primo è il <em>&#8220;mio</em>&#8220;orto,il secondo è l&#8217;orto di <em>Davide</em> legato soprattutto al fatto che mio figlio preferisce nettamente la tranquillità e l&#8217;isolamento dai curiosi che la posizione del &#8220;suo&#8221;appezzamento gli consente. Ovviamente resta anche tangibile la differenza fra i due terreni di cui dobbiamo tenere conto nella scelta delle semine,infatti il terreno di <em>Davide</em> è più sabbioso con un ph più basso,quindi da un lato più soffice da lavorare,naturalmente drenato,meno propenso al fenomeno della compattatura ,indurimento e screpolatura,dall&#8217;altro più povero e bisognoso di ammendanti come letame maturo e più asciutto per cui più soggetto a soffrire di siccità.Comunque per tornare alle patate ne abbiamo seminato una parte,soprattutto del tipo &#8220;primura&#8221;,più precoci nel mio orto per averle ad immediata disposizione dei nostri ospiti e la maggior parte nell&#8217;orto di <em>Davide</em> appunto perchè il tipo di terreno è decisamente più idoneo a questa coltivazione.Infatti anche in questo caso nel primo terreno più argilloso abbiamo dovuto eseguire la preparazione del terreno col sistema manuale,vangatura e zappatura mentre nel secondo ci siamo potuti avvalere dell&#8217;aiuto di trattore e fresa.In questo tipo di coltura non ci spaventa l&#8217;idea delle successive frequenti sarchiature e rincalzature per mantenere il terreno soffice,aereato e libero da erbe infestanti, ma ci terrorizza la minaccia delle <em>dorifere</em>(nome scientifico<em> Leptinotarsa Decemlineata</em>, )queste divoratrici insaziabili e tremendamente prolifiche capaci di distruggere in pochi giorni un intero raccolto Per un coltivatore biologico questi insetti sono un vero e proprio spauracchio in quanto sorde a quasi ogni tipo di lotta.Infatti le piante solanacee e le patate soprattutto sono continuamente esposte ai pericolosi attacchi di microorganismi e parassiti da cui si difendono producendo i <em>glicoalcaloidi</em>,soprattutto<em> solanina</em>,che sono per loro indigeste e dannose a tal punto da essere letali se assunte in grandi quantità anche per l&#8217;uomo.Bene se si pensa che una&#8221;simpatica&#8221; dorifora arriva a mangiare sino a<em> 10 cm</em> quadrati di foglie al giorno(straricche di solanina) e che nel mondo pare che l&#8217;animaletto sia presente su una superficie pari a <em>14 milioni di km/q</em> ci si rende immediatamente conto della straordinaria resistenza di questo animale Inoltre la patata ha la caratteristica di comportarsi come una spugna assorbendo avidamente ogni sorta di composti con cui viene a contatto per cui è oltremodo impensabile l&#8217;utilizzo di qualsiasi prodotto chimico gia di per sè nemmeno preso in considerazione in una coltura biologica.Gli altri sistemi di lotta biologica tipo il macerato di ortica,la semina vicino e la consociazione  di altri ortaggi deterrenti come aglio e  cipolla,l&#8217; utilizzo di insetti ostili come il coleottero &#8220;<em> Edovum puttleri</em> &#8221; sono solo dei paliativi e presentano delle controindicazioni come,per esempio, la pacciamatura che ostacola l&#8217;aereazione e i benefici dei raggi solari sul terreno Noi nel nostro piccolo ci saimo purtroppo resi conto che in una coltivazione veramente biologica della patata l&#8217;unica soluzione è la <em>raccolta manuale</em> degli insetti e per avere una possibilità di spuntarla in questa vera e propria guerra l&#8217;unico sistema è la precocità cioè la raccolta iniziale delle uova quando comincia la deposizione da parte degli adulti che &#8220;non si sa come&#8221;(eufemismo)spuntano improvvisamente dal nulla.Se non si effettua in tempo questa operazione debellare l&#8217;invasione dopo rischia di diventare se non una battaglia persa senza dubbio un impegno estenuante.</p>
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		<title>La patata</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 20:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Patate (Solanum Tuberosum) appartengono alla famiglia delle Solanacee Sembra che la loro nascita risalga a 8000 anni fin quella zona  tra il Peru’ e la Bolivia dove si trova il lago Tititaca , in europa fu conosciuta solo dal XVI secolo  importata dai conquistadore spagnoli di Franciso Pizzarro di ritorno dalla america meridionale La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/DavsemPatate2013.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2686" alt="DavsemPatate2013" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/DavsemPatate2013-225x300.png" width="225" height="300" /></a>Le <em>Patate (Solanum Tuberosum</em>) appartengono alla famiglia delle <em>Solanacee</em> Sembra che la loro nascita risalga a 8000 anni fin quella zona  tra il <em>Peru’</em> e la <em>Bolivia</em> dove si trova il lago <em>Tititaca</em> , in europa fu conosciuta solo dal XVI secolo  importata dai conquistadore spagnoli di <em>Franciso Pizzarro</em> di ritorno dalla america meridionale La patata ,utilizzata già dall&#8217;antichita dal popolo <em>Incas del Perù</em>,per molto tempo fu vista con diffidenza dalla popolazione europea sia per la sua forma bitorzoluta che vagheggiava l&#8217;dea della lebbra sia perchè, al contrario di tanti altri ortaggi, cresceva e si sviluppava al buio,nella profondità della terra,un vero mistero che rimandava a forze sconosciute ed inquietanti,tra l&#8217;altro non era nemmeno citata nella <em>Bibbia</em> ,il tubero quindi assunse valenza negativa e diabolica collegata a riti pagani e stregonerie Solo la fame dilagante potè decretarne la fortuna, cibo umile per eccellenza, di facile produzione a bassissimo costo divenne il volano dell&#8217;aumento demografico verificatosi tra il 1700 ed il 1800 sfamando appunto quella larga parte della comunità che non poteva permettersi il pane.Come scrisse uno dei  maggiori economisti dell&#8217;epoca,il tedesco <em>Friedrich Engels</em> ha rivoluzionato l&#8217;economia europea più la patata che la scoperta del ferro</p>
<p>La patata si presenta in varie qualità,di tipo tondo od ovale,a polpa  bianca o gialla con la buccia di diversi colori,dal giallo chiaro,al marroncino,al rosso ed al violaceo di consistenza più o meno farinosa e diversa capacità di conservazione.Alle solanacee oltre alle patate appartengono anche il <em>tabacco,il pomodoro,il peperone,la melanzana</em>.Questo gruppo di ortaggi hanno la caratteristica di auto-proteggersi dalle aggressioni dei parassiti producendo dei complessi molecolari chiamati <em>glicoalcaloidi</em>,particolarmente sviluppati appunto nelle patate che crescendo nel terreno sono più esposte agli attacchi dei molti micro-organismi presenti sottoterra.Questi <em>alcaloidi</em> ,in primis <em>caconina e solanina</em>, hanno la proprietà,tramite un processo naturale chiamto &#8220;<em>apoptosi</em>&#8221; di impedire  la crescita di diversi tipi di cellule cancerogene, fra cui  quelle del tumore al colon, allo stomaco, al fegato e all’utero.Ovviamente per quanto detto è chiaro che essendo la buccia la parte più a diretto contatto con gli attacchi dei parassiti sia quella decisamente più ricca di alcaloidi(con concentrazioni superiori all&#8217;interno di quasi 100 volte) e quindi la parte più preziosa a livello terapeutico.Bisogna però anche precisare che la solanina a grandi dose diventa tossica per cui bisogna evitare di mangiare i germogli o le parti verdi della patata in quanto straricche di solanina. Perché mantenga intatte le sue proprietà curative, la patata dovrebbe coonsumarsi intera con la buccia o perlomeno cotta con la buccia utilizzando l&#8217;acqua di cottura per altri piatti come minestre o brodi.Inoltre l&#8217;acqua di cottura delle patate ha un forte  potere sgrassante,ideale  per lavare pentole e piatti,molto utile anche contro l&#8217;eccessiva secchezza delle mani,tenedole immerse una decina di minuti la pelle<br />
tornerà morbida e vellutata Le patate cotte lasciate lì sviluppano microrganismi tossici come il &#8220;<em>Bacillus proteus</em>&#8220;.per cui bisogna mangiarle entro breve tempo dalla cottura.Un altra precauzione importante è quella di usare solo patate rigorosamente biologiche in quanto il tubero si comporta come una spugna assorbendo facilmente eventuali pesticidi e prodotti chimici trasformandosi in un specie di veleno.<br />
Le patate contengono,oltre agli alcaloidi anche buone dosi di  <em>vitamine</em> del gruppo <em>A,C, B2, B5, PP, magnesio, ferro, fosforo, zinco,  e polifenoli</em> che contrastano l&#8217;invecchiamento cellulare inibendo l&#8217;azione dei radicali liberi,prevengono quindi le malattie degenerative ed il cancro Il succo delle patate cura l&#8217;ulcera gastro duodenale e la gastrite,è utile anche per la calcolosi biliare e la stitichezza. Fette di patate crude hanno la propietà di lenire gli arrossamenti e le irritazioni degli occhi e della pelle,anche le piccole bruciature e le punture d&#8217;insetti,curano anche il fastidioso herpes delle labbra dovuto alla febbre<br />
La tisana di bucce stimola la funzione epatica,favorisce l&#8217;eliminazione delle tossine L&#8217;<em>atropina</em> contenuta nella patata ad alte dosi può addirittura causare la morte ma alle giuste dosi ha un effetto antispastico.Gli impacchi caldi di patata stimolano la  circolazione sanguigna diminuendo i dolori muscolari.Il <em>potassio</em> contenuto nel tubero è un rimedio contro l&#8217;ipertensione ed è un purificatore del sangue.Ricche di <em>carboidrati complessi</em> sono indicate anche per chi soffre di diabete perchè normalizzano la glicemia. Il decotto di foglie di patata si prepara utilizzando un paio di manciate di foglie di patata,una manciata di foglie di salvia e un paio di cucchiai di miele,il tutto in un litro d&#8217;acqua che si fa bollire,si filtra e si lascia riposare.Un bicchiere ogni 3/4 ore è un ottimo rimedio contro la tosse.Una patata tagliata a metà e strofinata sotto le ascelle regola la sudorazione ed i cattivi odori.Le bucce di patata non vanno buttate in quanto sono un ottimo concime per i tterreni</p>
<p>La coltivazione delle patate per la loro grande capacità di assorbimento ad uso privato deve comportare come già si detto l&#8217;esclusione di qualsiasi prodotto chimico,anche la concimazione va fatta unicamente con ammendanti naturali e biologici.Uno dei sistemi migliori è l&#8217;utilizzo di letame maturo distribuito ed interrato almeno un paio di mesi prima della messa a dimora.Il terreno deve essere ben lavorato in profondità,soffice e ben drenato.la patata non ama terreni alcalini o troppo pesanti<br />
I tuberi vanno interrati ad una profondita di una decina di cm,con distanza fra di loro di 35/40 cm con distanza fra le file di almeno 50 cm per consentire la  successiva rincalzatura,operazione con cui ogni 15/20 giorni si mantiene il terreno soffice e libero da infestanti  e si accumula  terreno sulle porche fino a raggiungere intorno alle piante un rialzo di 30/40 cm di altezza</p>
<p>Una ricetta molto semplice:<strong><em>Pasta e patate</em></strong><br />
Lavate le patate e tagliatele a cubetti,aggiungete sempre tagliato a pezzetti il sedano e a cilindretti il porro,la cipolla tritata.Fate rosolare lentamente le verdure con olio,aggiungete l&#8217;acqua,un pò di salee pepe.Coprire e fate rosolare le verdure a fiamma medio-bassa per circa mezz&#8217;ora rimescolando di tanto in tanto Aggiungete la pasta facendo cuocere per quasi 10 minuti,controllate ogni tanto,la pasta deve rimanere al dente.Aggiungere il parmigiano e un pò di pomodoro Tenete sotto controllo,la pasta non deve asciugarsi ne essere immersa in troppo brodo,in un caso o nell&#8217;altro togliere od aggiungere acqua</p>
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		<title>La carota</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 13:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orto Biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Avendo da circa 5 anni decisamente ampliato le dimensioni dell&#8217;orto biologico famigliare nell&#8217;ottica di mettere a gratuita disposizione degli ospiti del nostro piccolo affittacamere gli ortaggi coltivati appunto in modo rigorosamente biologico mi sono trovato nell&#8217;esigenza di approfondire le mie nozioni  non solo relativamente alla tecniche di coltura biologica e di lotta ai parassiti senza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Mazzo-Carote.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2671" alt="Mazzo Carote" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Mazzo-Carote.jpeg" width="275" height="183" /></a>Avendo da circa 5 anni decisamente ampliato le dimensioni dell&#8217;orto biologico famigliare nell&#8217;ottica di mettere a gratuita disposizione degli ospiti del nostro piccolo affittacamere gli ortaggi coltivati appunto in modo rigorosamente biologico mi sono trovato nell&#8217;esigenza di approfondire le mie nozioni  non solo relativamente alla tecniche di coltura biologica e di lotta ai parassiti senza utilizzo di prodotti chimici ma anche più in generale come per esempio una maggiore conoscenza delle caratteristiche e proprietà delle verdure.</p>
<p>Siccome uno dei primi ortaggi da seminare ad inizio primavera è la <strong>carota</strong> mi sono documentato un pò a proposito scoprendo molte curiosità che non sapevo come ad esempio l&#8217;esistenza di varietà di carote dal colore nero e bianco,d&#8217;altronde le carote che mangiavano i nostri antenati in realtà erano decisamente diverse dalle attuali, erano di colore viola con un sapore decisamente amaro.Le carote come le conosciamo si diffusero dal diciassettesimo secolo, grazie al lavoro  di orticoltori olandesi che tramite vari tentativi d&#8217;incrocio pervenirono al tipico colore arancione per omaggiare la casa reale olandese degli <em>Orange.</em></p>
<p>Nella coltivazione biologica delle carote uno delle prerogative indispensabili è la cura nella preparazione del terreno a partire dalla  scelta,la carota non ama infatti terreni troppo argillosi e compatti e poco drenanti,non ama memmeno ristagni d&#8217;acqua per  cui  bisogna cercare di seminarla in un area leggermente rialzata e dosare bene le irrigazioni,infatti sono dannose sia la siccità che la sovrabbondanza.Ovviamente è poi  necessaria una buona concimazione eseguita nel periodo più lontano dalla semina quindi subito dopo l&#8217;ultima raccolta, con ammendanti assolutamente naturale tipo letame o concimi organici,ottimi quelli a base di humus di lombrichi più adatti a mantenere il terreno soffice,io generalmente eseguo una concimazione a fine Ottobre/inizio Novembre, con letame molto maturo e quindi ricco di lombrichi,istancabili lavoratori del terreno,immediata aratura o vangatura,quindi fresatura.Ad fine inverno ripeto la concimazione però solo con concimi organici e con<em> macerato di ortiche</em>,senza uso di letame e rieseguo la fresatura ed una rastrellatura accurata in modo da lasciare il terreno molto soffice e privo di zollette.A primavera appena la temperatura lo consente eseguo quella che viene chiamata la &#8220;<em>falsa semina</em>&#8220;,cioè una irrigazione come se si fosse seminato in modo da causare la nascita di erbe infestanti che poi vanno eliminate preferibilmente bruciandole con la tecnica del<em> pirodiserbo</em> utilizzando dei lancia fiamma a gas liquido e dopo una decina di giorni,rivangatura e rastrellatura.La carota è minacciata soprattutto dalla mosca della carota e da malattie fungine che si combattone innanzitutto con i sistemi della <em>rotazione</em>,evitando la risemina nel medesimo terreno prima dei tre anni e la<em> consociazione</em> con altri ortaggi quali aglio e cipolle.La mosca viene anche scoraggiata da semine molto precoci (marzo) e tardive(giugno) ,dal pirodiserbo e dalla cocimazione con macerato di ortica.Inoltre è molto importante nella fase di raccolta non lasciare radici scoperte,ma anzi bisogna ricompattargli il terreno intorno.</p>
<p>Nell’antichità(sembra che la patria originaria sia <em>l&#8217;Afghanistan</em>) la carota veniva esclusivamente utilizzata come alimento per gli animali e non per scopi culinari.In un secondo tempo vennero coltivate dai greci e romani(ma pare anche da popolazioni antecedenti) per le loro virtù curative tra cui quella di favorire l&#8217;alito fresco e la salute della bocca fu forse quella che funzionò come maggiore molla di sviluppo</p>
<p>Delle tante proprietà curative della carota si sono già scritti trattati per cui non è il caso di approfondire,ne cito solo brevemente le principali:per prima cosa sono praticamente prive di grassi e ricche disostanze preziose,in primis <em>fibre,alfacarotene e Betacarotene</em> (artefice della produzione<em> vitamina A</em>) e poi contengono molti sali minerali quali <em>calcio,ferro,fosforo,magnesio,potassio,rame e sodio e vitamine come la B2 e B6,C, D, E</em>, Questo mixer naturale di componenti rendono la carota indispensabile in una sana e corretta alimentazione.La carota è un prezioso alleato per l&#8217;intero organismo perchè migliora la funzionalità dei vari sistemi: linfatico, nervoso, endocrino e immunitario:<strong>1)</strong>protegge e rinforza la mucosa dello stomaco diminuendo l&#8217;acidità gastrica e pare che addirittura serva da cicatrizzante nelle piaghe ulcerose,<strong>2)</strong>è un forte riequilibratore della flora intestinale in quanto uno dei pochissimi alimenti che hanno la doppia funzione di combattere contemporaneamente sia la stitichezza che la diarrea,<strong>3)</strong>disintossica e tonifica il fegato ed anche i reni,4)la ricchezza di betacarotene e vitamina A la rendono potenziatrice della vista e il tonico per eccellenza della pelle che protegge da ogni forma di inestetismo sia si tratti di pelle grassa e di acne sia in caso di pelle secca,<strong>5)</strong>è un toccasana per il sitema respiratorio</p>
<p>che protegge dall&#8217;inquinamento e dal rischio di tumori,d&#8217;altronde studi recenti hanno evidenziato nelle carote la presenza del f<em>alcarinolo</em>,una potente difesa dai tumori in generale <strong>6)</strong>benefica pe ril cuore ed il sistema circolatorio in quanto in grado di abbassare il livello di colesterolo nel sangue <strong>7)</strong>Può essere un coadiuvante contro l&#8217;anemia</p>
<p><strong>8)</strong>Rinforza il sistema immunitario,pare infati che l&#8217;Alfa-carotene sia un forte inibitore dei radicali liberi e che quindi abbia la proprietà di migliorare la qualità e la lunghezza della vita</p>
<p>Aspetti negativi:in caso di diabete bisogna fare attenzione ai quantitativi .In certi casi di grande uilizzo il betacarotene può causare una pigmentazione gialla della pelle che comunque sparisce subito con la diminuzione del consumo</p>
<p>La carota di varietà <em>nera</em> poco conosciuta in Occidente è invece molto utilizzata in Oriente,più ricca di <em>antociani</em> dall’alto potere antiossidante, molto utili contro i <em>radicali libe</em>ri,questa varietà è superiore alle altre nelle infiammazioni, i problemi circolatori, i danni provocati dagli ultravioletti,così come secondo gli studiosi la varietà bianca più ricca di falcarinolo e altre sostanze in fase di studio è la migliore nella prevenzione dei tumori.Mancano però delle virtù legate al betacarotene.Per questo il migliore utlizzo terapeutico delle carote sia nella prevenzione che nella cura è quello di consumare le diverse varietà alternativamente cioè un giorno la qualità gialla,la volta successiva quella nera,quindi la bianca,la rossa e via di questo passo.</p>
<p>Per sfruttarne al massimo le virtù bisogna consumarle  crude e centrifugate anche se bisogna ricordare che il betacarotene non</p>
<p>patisce  il calore per cui la cottura  ne favorisce l&#8217;assimilazione che  aumenta ulteriomente condendo le carote con olio di oliva o burro</p>
<p> Di ricette a base di questa splendida verdura ne esistono a decine.Io mi limito a suggerire uno dei sistemi più semplici ,veloci ed efficaci per sfruttarne in pieno le proprietà: Prendere  cinque/sei carote possibilmente di media dimensione,lavarle molto bene,al limite oltre al lavaggio eseguire una leggera(molto leggera) raschiatura con un coltello,grattuggiarle con l&#8217;apposita macchinetta a mano(preferibile) od elettrica con una griglia media,aggiungere volendo un pochino d&#8217;erba cipollina,rucola e una punta d&#8217;aglio,condire abbondatemente con olio di oliva extra-vergine.Nello stasso identico sistema sostituendo all&#8217;aggiunta verdure delle mele anch&#8217;esse grattugiate,oppure un yogurt o meglio ancora entrambi,un pò sdi succo di limone ed un cucchiaio di miele d&#8217;acacia o mille fiori avete un dolce molto semplice,di facilissima preparazione e davvero squisito.</p>
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		<title>Sagra dello stoccafisso</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 06:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Melazzo 27/28 Aprile 2013: 42° sagra dello stoccafisso,una delle più antiche e conosciute feste della zona che vede ogni anno crescere la sua notorietà.Molti dei turisti sono attratti dalla caratteristica e particolare gara che fa da sfondo all&#8217;evento,&#8221;il lancio dello stoccafisso&#8221; che si disputa a partire dalle ore 14 di Domenica 28 Aprile dopo l&#8217;apertura [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Lancio-stoccafisso.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2660" alt="Lancio stoccafisso" src="http://www.dormireinpiemonte.com/wp-content/uploads/2013/04/Lancio-stoccafisso.jpeg" width="275" height="183" /></a>Melazzo 27/28 Aprile 2013</em>: <strong>42° sagra dello stoccafisso</strong>,una delle più antiche e conosciute feste della zona che vede ogni anno <br />crescere la sua notorietà.Molti dei turisti sono attratti dalla caratteristica e particolare gara che fa da sfondo all&#8217;evento,&#8221;il lancio <br />dello stoccafisso&#8221; che si disputa a partire dalle ore 14 di Domenica 28 Aprile dopo l&#8217;apertura ufficiale:la partecipazione è a coppie,<br />il percorso si snoda sul  perimetro delle mura del castello intorno al quale si protende il paese,vince la coppia che copre la distanza con il minor numero di lanci Molte le attrazzioni parallele,già dal sabato sera  cena con menù ovviamente a base di stoccafisso preparato in svariati modi(naturalmente per chi non ama questo tipo di pietanza ci saranno piatti alternativi)Si replica con il grande pranzo della domenica.Parallelamente al lancio dello stoccafisso tanti gli intrattenimenti,innanzitutto numerose bancarelle di prodotti tipici locali,degustazione vini,poi tanta musica,gli Sbandieratori musicisti e Figuranti Storici di San Damiano D&#8217;Asti.Per i più piccoli anche lo spettacolo di magia del mago Andrea Marasso</p>
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