Per terminare con le leggendarie origini che popolano la storia di Messina citiamo quella di “Colapesce”, l’uomo-pesce che per salvare la Sicilia e la città di Messina impedendo il loro inabissarsi nel mar Tirreno decise di sacrificare la propria vita pur di impedirlo. Infatti Nicola, (il suo nome di Battesimo) si accorse presto di avere lo straordinario potere di poter nuotare senza bisogno di respirare negli abissi impenetrabili del mare. Un giorno accettanndo la sfida del suo re ad esplorare il fondo del mare si rese conto che l’intera Sicilia poggiava su tre colonne di cui quella situata proprio sotto Messina era pericolosamente fragile in quanto incrinata. Il giovane resosi conto della estrema precarietà della situazione decise di sostituirsi alla fragile colonna vivendo da quel giorno per sempre negli abissi a sostenere la sua amatissima terra.
Cognome Messina
Ci sono circa 12294 famiglie Messina in Italia.(Sito Cognomix.it).
7045 Sicilia 1129 Lombardia 688 Piemonte 643 Lazio 602 Campania 478 Calabria 357 Toscana 277 Liguria 260 Emilia Rom. 230 Puglia 156 Veneto 106 Basilicata 93 Friuli V.G. 64 Sardegna 38 Marche 37 Abruzzo 34 Umbria 31 Trentino A. A. 18 Molise 8 Valla d’Aosta
Ovviamente questo cognome è strettamente collegato a Messina come città. Infatti, come si può estrapolare dalla ricerca Cognomix predomina nettamente in Sicilia.
Per questi motivi non si può prescindere nello studio dell’origine del cognome quella del nome attribuito alla città e alla sua seducente ed integrante storia.
Alle origini il nome della città era “Zancle” che deriva dal termine siculo zancle (o zanklon), il cui significato è “curva, falce” e per estensione “striscia di terra a forma di falce” riferito alla caratteristica forma a falce della penisola naturale di San Raineri, che avvolge e protegge il porto storico di Messina.
L’etimologia della parola risale a molti secoli a.c. e proviene dal greco Messanion, nome antico all’origine della città di Messina, così chiamata dal tiranno greco Anassilao di Reggio, che, con il suo potente esercito scaccia i Samii e cadmi e conquista Zancle, che ribattezza Messana in onore della patria d’origine da cui provenivano i suoi antenati, la Messenia in Grecia. Al pari di tutti quei cognomi che indicano nomi di località, (retaggio di appellativi che si basavano sulla provenienza di colui al quale erano riferiti), l’origine del cognome Messina deriva dall’omonima città sicula.
In realtà la città di Zancle fu fondata da un gruppo misto di Greci. Alcuni erano dei pirati provenienti da Cuma, in Campania. Inizialmente, le prime occupazioni della Sicilia ebbero inizio molto tempo prima da parte dei greci provenienti dalle città ioniche dell’Eubea (Calcide e Eretria) in cerca di nuove patrie e possedimenti.
Infatti prima di fondare una vera e propria città nello Stretto di Messina, gli eubei si erano insediati in Campania dove fondarono “Cuma“, la più antica colonia greca della penisola italiana. In base alle affermazioni dello storico Tucidide, un gruppo di pirati e predoni provenienti proprio da Cuma si spinse più a sud occupando il porto naturale dello Stretto spinti da una motivazione soprattutto strategica cioè per avere il controllo e quindi la possibilità di depredare il passaggio delle navi commerciali.
Ai Cumani si affianco nella conquista di Messina un secondo contingente proveniente dalla città di Calcide. Questi greci iniziarono ad insediarsi lungo le coste della Sicilia, costringendo le popolazioni autoctone preelleniche formate da Siculi, Elimi e Sicani a trasferirsi sempre più verso l’interno dell’isola.
Esistono anche diverse suggestivi leggende sull’origine della città. La più considerata è quella che la attribuisce ad Orione, figlio di Poseidone . Questi nella mitologia greca, era un gigante dotato di straordinaria bellezza e di grande abilità nella caccia. Orione oltre che eroe mitologico, rappresenta anche una metafora universale dell’energia creatrice, e dell’armonia tra l’uomo e la natura. Per questo la sua trasformazione in costellazione ha valenza di eternità e collegamento tra il cielo e la terra, valori molto sentiti e motivo di orgoglio nella cultura messinese.
Un altra storia davvero affascinante è quella dei giganti Mata e Grifone sulla quale esistono due ipotesi. La prima ci riporta all’invasione dei Saraceni , popoli provenienti dalla penisola Araba, che intorno al 970 d.C , occuparono la Sicilia, . I protagonisti della storia sono due giganti, lui un invasore moro, che pare si chiamasse Hassas Ibn-Hammar, lei la cammarota Marta (in dialetto messinese Mata). L’uomo che si innamorò subito della prosperosa fanciulla giunse a convertisi al cristianesimo per poterla sposare tramutando il suo nome in Grifo (da cui appunto Grifone).
Ma l’ipotesi più avvalorata è la seconda legata ad un fatto storico ben documentato ed al famoso re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone ed al suo arrivo nell’isola nel 1190 nei frangenti della Terza Crociata. La città è ormai meta di conquista normanna, ma in quel particolare periodo di contesa in cui parte del potere era ancora nelle mani dei greci. È in questo contesto storico che il re con scopo intimitadorio e monito di difesa della città ordinò la costruzione della fortezza chiamata “Matagrifone” come monito a difesa dei cittadini. Il nome della costruzione prende origine dal verbo latino “mateare” (uccidere) e da “grifoni” che era il nome con cui venivano identificati a Messina i greci.
Un altra leggenda ancora tramandata dai coloni greci, racconta del Titano Crono (per i romani Saturno) che evirò il padre Urano con una falce per sottrargli il potere. Dopo il gesto, gettò la falce in mare, questa cadendo proprio nei pressi dello Stretto di Messina, si conficco nella costa e dando appunto vita alla caratteristica penisola a forma di falce (il braccio di San Raineri) che chiude il porto naturale della città. Per questo motivo, nella tradizione antica, Crono e sua moglie Rea furono considerati i mitici fondatori del luogo.
Ma in fatto di leggende non finisce qui, ne esiste infatti un altra legata ad un mitico re eponimo di nome “Zanclo”, a cui i greci attribuirono la fondazione della città e il nome legato alla forma falcata del promontorio e alla protezione divina del mare.
Molti studiosi sostengono dunque che il cognome Messina altro non sia che un toponimo omonimo derivato dal nome della città. Gli studi e le ricerche portano a ritenere che si tratti diuno di quei cognomi tipicamente attribuibili a famiglie di religione ebraica o di origine ebraica.
L’origine del cognome Messina risale al 1492, anno in cui nella Spagna di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, fu emesso un decreto che costringeva gli Ebrei ad abbandonare il regno di Spagna che comprendeva, allora, anche la Sicilia oppure a convertirsi al cattolicesimo. Molte famiglie ebree siciliane, per restare fedeli al loro credo accettarono il battesimo solo per restare nel territorio continuando in realtà a praticare in totale segreto la religione ebraica. Siccome, nel contesto l’inquisizione faceva un indagine costante con continui arresti e vessazioni di ogni genere questi ebrei nel tentativo di mimetizzarsi e rendere più difficile la loro individuazione, assunsero prevalentemente nomi di città commerciali quali “Messina e Genova”.
Questi “finti” cattolici vennero chiamati con valenza dispregiativa col termine “marranos”, usato inizialmente come insulto popolare legato al rifiuto di cibarsi di carne suina. Il termine deriva probabilmente dallo spagnolo antico marrano (giovane porco). L’origine etimologica più accreditata lo collega all’arabo maḥram (o muharram), che significa “cosa proibita” o “illecita”. Quindi chiamarli “maiali” (marrani) era un insulto mirato, poiché il maiale è un animale impuro per la religione ebraica e islamica.
In conclusione, il cognome Messina è la cognominizzazione di un soprannome portato dalla famiglia del capostipite indicando che fosse stata originaria di Messina, magari d’origine ebraica. In altri casi potrebbe anche trattarsi di un cognome dato a un trovatello.
Il cognome Messina come si può vedere dalla ricerca Cognomix è presente un pò in tutt’Italia, ma è specifico del Sud con una notevole presenza appunto in Sicilia e nelle sue città.
