Ci sono circa 4608 famiglie Valerio in Italia.(Sito Cognomix.it).
- 724 Veneto 709 Lombardia 708 Puglia 489 Lazio 355 Piemonte 266 Emila Rom. 261 Abruzzo 185 Toscana 180 Campania 138 Sicilia 128 Friuli V.G 105 Molise 90 Liguria 73 Trentino A.A. 65 Marche 59 Calabria 25 Sardegna 22 Basilicata 17 Umbria 9 Valle d’Aosta
Ha alla base il nomen romano Valerius, tipico della gens Valeria, che deiva a sua volta dal verbo valere, che vuol dire “essere forte”, “essere vigoroso”, “stare bene”, con un ovvia valenza augurale di “valoroso”, “robusto”, “forte”, “sano”, strettamente imparentato col cognome Valente con la stessa origine etimologica. Altri nomi ha lo stesso significato quali Indalecio, Nerone, Drusilla.
La forma latina del nome è “Valerius”, un cognome romano che si è trasformato nel nome proprio nel corso dei secoli. In Italia, Valerio è un nome sia maschile che femminile, anche se è molto più comune come nome maschile. La sua diffusione è legata a vari fattori storici e culturali, e ha mantenuto una certa popolarità nel corso del tempo.
Il significato associato al nome Valerio di indicare “forza” e “valore”, conferisce al portatore del nome un’intrinseca valenza di nobiltà e dignità. Questa caratteristica positiva ha ovviamente contribuito alla diffusione del nome in molte culture e lingue, legata quindi anche ad un auspicio ed augurio attribuito ai figli di essere portatori di quella “forza” e di vivere la futura vita con coraggio e determinazione . Infatti già in epoca romana, il nome era comune tra le classi nobili e militari dove identificava spesso figure di spicco e di rilievo nella realtà sociale e politica del contesto.
Ovvio quindi che Valerio abbia anche avuto una notevole presenza in campo culturale, protagonista in contesti letterali ed artistici delle varie epoche succedutesi nel corso dei secoli. Il cognome ebbe anche un chiaro rilevo nelle tradizioni europee e nel relativo contesto religioso. Infatti, la figura di Valerio è spesso associata a santi e figure religiose, come San Valerio, che è venerato in diverse località, soprattutto in Italia.Basti pensare fra i più noti ai martiri San Valerio di Treviri e San Valerio di Saragozza che ne hanno favorito la diffusione anche in tutta Europa. Come già detto questa diffusione sottolinea la sua importanza in ambito cristiano, come tramite evocativo di potere e protezione divina.
Ha origine latina (ma, secondo un’altra fonte, etrusca: ‘Vala’ o ‘Valius’). Valerio e Valeria con tutta la loro numerosa famiglia onomastica gravitano nell’alveo etimologico e semantico di “Valentino”: derivano tutti dal verbo latino ‘valeo’ che significa “star bene”. Da ciò il saluto: ‘Vale!’ ossia “stai bene!” o ‘Valete!’: “State bene!”. La pianta medicinale valeriana prende nome dalla regione Valeria, in Pannonia da dove proviene. Nella storia, i Valerii furono una nota ‘gens’ romana da cui uscì perfino l’imperatore Valeriano (che perseguitò i cristiani). Fra i letterati, sono da ricordare lo storico Valerio Flacco e il poeta Gaio Valerio Catullo.
Quindi per sintetizzare l’rigine del cognome è antichissima, legata soprattutto alla gens Valeria, una delle famiglie più illustri e influenti della Roma repubblicana, che ebbe tra i suoi esponenti figure di grande rilievo quali consoli e dittatori fra cui, forse, il più importante fu l’imperatore Valeriano noto anche per le sue persecuzioni ai cristiani.
Molti sono altri portatori del cognome e nome Valerio che si sono messi in mostra nella vita culturale e sociale della propria epoca. Uno dei più noti è lo storico Valerio Massimo, del periodo romano del I secolo d.C., che con le sue opere ha sicuramente contribuito alla conoscenza e preservazione della storia e della cultura romana. Altra figura storica lo scrittore Valerio Flacco, un poeta romano del I secolo d.C., noto soprattutto per la sua epica “Argonautica”, che descrive le mitiche imprese di Giasone e degli Argonauti. Queste figure hanno decisamente contribuito alla salvaguardia del nome Valerio nel trascorrere dei secoli.
Per queste ragioni , in campo etimologico, il nome ha sempre continuato a trasmettere un senso di resilienza fisica, morale e caratteriale, riuscendo a mantenere intatta la sua matrice latina evocativa del concetto di potenza vitale e salute psicofisica. Alcuni nomi derivati ed imparentati comprendono la variante femminile Valeria, nonché forme tipicamente ipocoristiche affini come Valeriano, Valerio, Valeriano e, per estensione semantica, nomi che richiamano la forza come Valentino o Valente.
Capostipite della Gens Valeria sarebbe stato il leggendario Volusus o Valesus, che si sarebbe trasferitoda Cures Sabini, un’antichissima città della valle del Tevere fondata da un certo Modius Fabidius a Roma insieme a Tito Tazio, un sovrano curita sabino di cui si hanno pochissime conoscenze. Dal praenomen Valesus nacque poi il nomen Valesius (testimoniato da epigrafi del VI secolo a.C.), trasformato poi in Valerius sulla base del tipico rotacismo usato nel latino arcaico
Per concludere bisogna sottolineare come anche nei tempi moderni, Valerio non ha affatto perso la sua popolarità restando un nome apprezzato e scelto da molte famiglie, che testimoniano la sua resilienza nel portare avanti, nel tempo, i suoi tipici valori e tradizioni.
