Il territorio delle Langhe-Monferrato, in Autuno, è uno spettacolo davvero mirabile e fuori dal comune. Questa prerogativa è dovuta al fenomeno del “foliage” cioè a quel particolarissimo periodo che va dalle fine di Ottobre ai primi giorni di Dicembre quando il verde tipico dell’estate lascia spazio, poco alla volta, a quella vera e propria tavolozza di colori dell’Autunno.
Colori dalle centinaia di sfumature oro, marrone, rosso , arancione, giallo che si amalgono fra di loro, che si intersecano e si condensano in maniera miracolosa dando vita ad un esperienza sensoriale unica nel suo genere che coinvolge mente, cuore e spirito; una sorta di cammino mistico e trascendentale che conduce al riappropriarsi della propria essenza.
Questa danza di colori si coglie soprattutto nei vigneti del territorio Unesco Langhe-Roero e Monferrato riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel mese di giugno 2014, L’eccezionalità del territorio risiede nello stupendo equilibrio tra un paesaggio unico ed il lavoro di generazioni di produttori che ha saputo invece di snaturare il proprio habitat trovare il modo di modellare quelle colline che gli davano sostentamento, senza appunto profanarle anzi migliorandone l’ecosistema generando un paesaggio mutevole ma sempre coerente e straordinario.
E’ proprio in questi rapporto che risiede la candidatura Unesco, il giusto riconoscimento a un paesaggio rurale come abbiamo detto stupendo, colto però nel suo rapporto con l’agricoltura delle genti che lo abitano fatta di amore, di grande e costante impegno nel tempo e di storia fatta di persone di una generazione precedente e quella attuale che hanno dedicato la loro vita allo sviluppo di una vitivinicoltura basata sulla qualità e la tipicità di prodotti, improntata su un costante legame ed amore del territorio.
E’ il discorso arcinoto che parla di viticoltura sostenibile in Italia basata il rispetto e l’esaltazione del “terroir”. Il terroir è un termine francese coniato nel XII secolo traducibile in italiano col termine “terra, suolo” ma questa realtà è solo la base, la partenza. Infatti il terroir ha una valenza molto più estesa, un concetto variegato che racchiude e compendia tutte le caratteristiche capaci di contraddistinguere un territorio nello spazio e nel tempo, e di conferirgli quella intrinseca diversità che lo rende unico. Un insieme di fattori tra i quali rientrano l’ambiente biologico della vite, la composizione dei terreni , e le condizioni climatiche naturali , e le varietà coltivate L’ecosistema in cui il vigneto è inserito è anch’esso molto importante, perché è a sua volta caratterizzato da elementi unici e irripetibili
Tutte condizioni che si devono compenetrare ovviamente con il fattore umano composto, a sua volta, da tante variabilili e dalle caratteristiche del luogo con la sua storia, cultura e tradizioni. L’uomo quindi che è nato e cresciuto i questi luoghi, che ha imparato il senso del rispetto e dell’attacamento imparato dai genitori, che ne ha assimilato valori , tradizioni e cultura.
E’ con il suo lavoro strettamente collegato all’insieme di fattori naturali che fa di un vino un prodotto unico. Sono le sue scelte, le sue conoscenze il suo continuo studio sulla vinificazione e l’invecchiamento, il profondo desiderio di migliorare il prodotto che hanno una parte determinante nella realizzazione appunto di vini con caratteristiche specifiche di un luogo, di una provincia o di una regione.
Prioritaria rimane, come intenzione, la ricerca della tipicità, della qualità e sostenibilità di un vino che quindi oltre ad essere una passione diventa anche veicolo di tutela dell’ambiente. Per questo sta prendendo sempre più piede la coltivazione biologica e biodinamica che sta riducendo in modo drastico l’utilizzo di pesticidi sintetici e di ammendanti non naturali.
Queste realtà mantengono la fertilità e la salute del suolo e consentono innanzitutto la coltivazione di un prodotto bio con tutto quello che comporta tale scelta nella salute dei consumatori e non da meno la conservazione e tutela delle bellezze naturali e la salute degli ecosistemi viticoli di ogni luogo specfico.
Questo è un decisivo incentivo a visitare le nostre colline che in questo periodo autunnale si tingono di mille sfumature di oro, giallo e marrone, a percorrere itinerari straordinari spesso su sentieri tra borghi camminando nel dolce fruscio del fogliame incontrando paesaggi multicolori e paesini ricchi di storia, cultura e tradizioni locali caratterizzati dalla presenza di castelli, chiese, torri medioevali, ponti, piazze stupende. Un invito quindi a scoprire le Langhe e il Monferrato Astigiano nel periodo fantastico del foliage, che, come già detto, è un esperienza incredibile , spirituale, quasi mistica.
E poi il discorso ospitalità, sempre un pò riservata ed educata come è nello stile piemontese, ma sempre cordiale, sincera e schietta. Basta battere su Google la frase tipica “dormire in piemonte” per trovare centinaia di strutture turistiche che offrono un servizio più che accogliente con prezzi spesso convenienti.


