Ci sono circa 271 famiglie Magistrali in Italia.(Sito Cognomix.it).
- 130 Emilia Rom. 92 Lombardia 11 Liguria 10 Toscana 10 Piemonte 4 Sardegna 3 Lazio 2 Trentino A.A. 2 Marche 2 Abruzzo 2 Veneto 1 Calabria 1 Friuli V.G. 1 Campania
Per tali intrinseche qualità la radice di base “magister” deriva da “magis”. Dall’unione di magis con il suffisso -ter deriva magister che letteralmente ha la valenza di “il più grande” o “superiore”, praticamente il più competente in qualcosa da cui si è poi originato la voce italiana maestro. Per contrasto, da “minus” (meno) deriva “minister” , ovvero “servitore”.
Alle sue origini indicava un capo, un comandante o una persona che eccelleva in un’arte, un mestiere o un’abilità, quindi un vero e proprio punto di riferimento nel contesto sociale in cui si collocava. Alla base il termine “magnus”cioè grande e “major” il più grande a formare con l’aggiunta del suffisso”ter”che sta per “istro” appunto il termine “magister”. Lo stesso significato di comparazione si riscontra già nel greco “teros” e sanscrito “tara” sempre con la stessa valenza di “il più grande”, il “maggiore”.
Nel mondo romano, magister era usato soprattutto come titolo attribuito a funzionari, dignitari , e soprattutto in ambito militare a comandanti e condottieri (es. magister equitum cioè comandante della cavalleria).
Fatto come si diceva con grande maestria, in modo impeccabile, superbo (es. un’esecuzione magistrale, un discorso magistrale). Per questo è magistrale ciò che viene fatto in tono o con autorità da maestro, che denota una perizia o un talento al di sopra del comune: un discorso, una lezione – lectio magistralis – che quando sono svolti con sfoggio di perizia e di talento sono una “magistralità” cioè fatti “magistralmente“ ossia in modo impeccabile.
In ambito scolastico il nome plurale “le magistrali” proviene da un troncamento di “scuola magistrale” o “istituto magistrale”, ovvero l’indirizzo di studi per l’appunto storicamente dedicato alla formazione dei maestri per le scuole elementari.
Nel mondo ecclesiastico definisce l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica, il “magistero” del Papa e dei vescovi. Si riferisce alla dottrina, all’interpretazione della Bibbia e alla trasmissione della fede. Il delicato compito è affidato al giudice ecclesiastico che deve possedere una specifica laurea in Diritto Canonico e dimostrare una maturità umana e spirituale così spiccata da definirlo appunto magistrato.
Infatti al di là degli obblighi di profonda conoscenza sia giuridica che teologica nell’esercizio del suo ministero il giudice deve dimostrare grande perizia nel diritto, obiettività di giudizio ed equità, con imperturbabile e imparziale distacco da qualsiasi condizionamento. Inoltre nella sua attività deve soprattutto tutelare la verità, nel rispetto della legge, senza però mai dimenticare essendo un pastore di anime la misericordia e l’umanità e mantenere ben radicata nel cuore l’idea di cura e sostegno di ogni persona.
Il magister è sempre stato il simbolo e il massimo interprete di tutte queste esigenze della comunità religiosa. Ha da sempre rappresentato un punto di riferimento al di fuori della famiglia. E il sommo educatore a cui viene affidato il compito di indirizzare ed aiutare un bambino o adolescente verso lo studio, la conoscenza e la comprensione non solo del sapere ma anche della vita stessa e dei suoi valori imprescindibili e a volte misteriosi.
Il magister (maestro) ha avuto un ruolo fondamentale nella storia come figura cardine per la trasmissione del sapere, la formazione morale e l’educazione dei giovani, agendo come ponte tra generazioni. Dalla figura pedagogica nell’antichità al maestro di bottega medievale, ha plasmato le abilità pratiche e intellettuali, promuovendo la crescita umana e professionale.
