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Cognome Magistrali

21 Maggio 2026 by Gianfranco

Cognome Magistrali

Ci sono circa 271 famiglie Magistrali in Italia.(Sito Cognomix.it).

  • 130 Emilia Rom.       92 Lombardia        11 Liguria        10 Toscana        10 Piemonte        4 Sardegna        3 Lazio        2 Trentino A.A.       2 Marche       2 Abruzzo        2 Veneto        1 Calabria       1 Friuli V.G.       1 Campania
Il termine magistrale deriva dal latino “magistralis”, a sua volta derivato da “magister”, col significato di “maestro” o “capo”. 
Il suo significato storico è strettamente legato a tutte quelle qualità tipiche del maestro  che deve eccellere nella  trasmissione del sapere.
Infatti sin dal XIV secolo, l’aggettivo è passato a definire tutto ciò che concerne o identifica un maestro, rappresentante per antonomasia  perizia e maestria, cioè la capacità di svolgere un lavoro o una professione con mirabile maestria.

Per tali intrinseche qualità la radice di base “magister” deriva da “magis”. Dall’unione di magis con il suffisso -ter deriva magister che letteralmente ha la valenza di  “il più grande” o “superiore”, praticamente il più competente in qualcosa da cui si è poi originato la voce italiana maestro. Per contrasto, da “minus” (meno) deriva “minister” , ovvero “servitore”.

Alle sue origini indicava  un capo, un comandante o una persona che eccelleva in un’arte, un mestiere o un’abilità, quindi un vero e proprio punto di riferimento nel contesto sociale in cui si collocava. Alla base il termine “magnus”cioè grande e “major” il più grande  a formare con l’aggiunta del suffisso”ter”che sta per “istro” appunto il termine “magister”. Lo stesso significato di comparazione si riscontra già nel greco “teros” e sanscrito “tara” sempre con la stessa valenza di “il più grande”, il “maggiore”.

 Nel mondo romano, magister era usato soprattutto come titolo attribuito a funzionari, dignitari , e soprattutto in ambito militare a comandanti e condottieri (es. magister equitum cioè comandante della cavalleria).

In un primo tempo i magistrati supremi (consoli, pretori, censori, dittatori) rappresentavano l’intero Stato, ricevendo il potere esecutivo dal Senato e dal popolo
Nel trascorrere dei secoli , un pò alla volta, la valenza del termine si ridimensionò al comunque non meno nobile significato di esperto, di impareggiabile conoscitore di una scienza, in un’arte o mestiere, da cui appunto il concetto di precettore, insegnante.

Fatto come si diceva  con grande maestria, in modo impeccabile, superbo (es. un’esecuzione magistrale, un discorso magistrale). Per questo è magistrale ciò che viene fatto in tono o con autorità da maestro, che denota una perizia o un talento al di sopra del comune: un discorso, una lezione – lectio magistralis – che quando sono svolti con sfoggio di perizia e di talento sono una “magistralità” cioè fatti “magistralmente“ ossia in modo impeccabile.

In ambito scolastico il nome plurale “le magistrali” proviene da un troncamento di “scuola magistrale” o “istituto magistrale”, ovvero l’indirizzo di studi per l’appunto storicamente dedicato alla formazione dei maestri per le scuole elementari.

Nel mondo ecclesiastico definisce l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica, il “magistero” del Papa e dei vescovi. Si riferisce alla dottrina, all’interpretazione della Bibbia e alla trasmissione della fede. Il delicato compito è affidato al giudice ecclesiastico che deve possedere una specifica laurea in Diritto Canonico e dimostrare una maturità umana e spirituale così spiccata da definirlo appunto magistrato.

Infatti al di là degli obblighi di profonda conoscenza sia giuridica che teologica nell’esercizio del suo ministero il giudice deve dimostrare grande perizia nel diritto, obiettività di giudizio ed equità,  con imperturbabile e imparziale distacco da qualsiasi condizionamento. Inoltre nella sua attività deve soprattutto  tutelare la verità, nel rispetto della legge, senza però mai dimenticare essendo un pastore di anime la misericordia e l’umanità e mantenere ben radicata nel cuore l’idea di cura e sostegno di ogni persona.

Il magister è sempre stato il simbolo e il massimo interprete di tutte queste esigenze della comunità religiosa. Ha da sempre  rappresentato un punto di riferimento al di fuori della famiglia. E il sommo educatore a cui viene affidato il compito di indirizzare ed aiutare un bambino o adolescente verso lo studio, la conoscenza e la comprensione non solo del sapere ma anche della vita stessa e dei suoi valori imprescindibili e a volte misteriosi.

Il magister (maestro) ha avuto un ruolo fondamentale nella storia come figura cardine per la trasmissione del sapere, la formazione morale e l’educazione dei giovani, agendo come ponte tra generazioni. Dalla figura pedagogica nell’antichità al maestro di bottega medievale, ha plasmato le abilità pratiche e intellettuali, promuovendo la crescita umana e professionale. 

In sintesi, il magister è stato essenziale per la tramandazione culturale del passato e la formazione della coscienza individuale e sociale nel corso della storia. Da qui l’importanza del cognome Magistrali come simbolo della tradizione, della cultura, degli usi e costumi delle comunità in cui era presente nelle epoche passate.Giustificato quindi l’interesse e l’amore per le proprie origini degli attuali portatori.

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