Presenze in Italia del cognome Russo
- 16298 Campania 9555 Sicilia 4956 Puglia 4114 Lombardia 3774 Lazio 2871 Calabria 2279 Piemonte 1293 Toscana 1105 Emilia Romagna 997 Liguria 703 Basilicata 680 Veneto 377 Abruzzo 312 Friuli V.G. 268 Molise 208 Sardegna 133 Trentino A.A. 119 Umbria 29 Valle d’Aosta
Per molti etimologisti il termine RUS’ viene da “rooth” , parola di origine germanico-svedese, che indica,come già visto, l’atto del “remare”. Secondo questi etimologisti anche il termine “ruotsi” con cui i finlandesi chiamano la Svezia, dimostrerebbe proprio che Rus’ identificava i guerrieri e mercanti scandinavi che scendevano attraverso i vari fiumi verso le zone del Dnjepr non solo per commerciare ma spesso anche per imporre tributi alle popolazioni locali.
Gli studiosi svedesi non concordano con queste teorie e propongono le loro che sono più di una. In base alla prima versione il termine deriverebbe dai “Roxolani“, una tribù sarmata che abitava il sud dell’Ucraina e la Romania già dal I secolo a.C., citati anche da Tacito, che vennero poi sconfitti dagli Unni nel IV secolo.
Una seconda versione vede nel termine RUS’ una derivazione dal fiume “Ros” non lontano da Kiev. Per avvalorare questa ipotesi mettono in evidenza come in russo e in altre lingue slave termini come Rosa/Рoca significhi rugiada , “Rusalka/Русаnка” stia per sirena e Ruslo/Рycjio letto del fiume abbiano tutte la stessa radice RUS, con un richiamo comune all’acqua.
Una terza versione fa riferimento invece all’aggettivo “Rusyj-Рycbih”, nel suo significato di chiaro, biondo, come tipico colore dei capelli di queste popolazioni slave. Questa versione è considerata plausibile anche dagli studiosi scandinavi che vedono in ciò una conferma della presenza dei loro antenati nell’antica Rus’.
Comunque una delle ipotesi più accreditate in Italia, è quella di un riferimento al colore “rosso”, collegato al termine latino classico “rubeis ” o “rubeo” con un collegamento chiaro a popoli barbari, discesi dal nord Europa e che occuparano a fine 300 d.C, stabilmente alcune zone dell’Italia meridionale dove la presenza del cognome è maggiore . Il riferimento a genti del nord e nord-est europeo spiega meglio la loro pecularietà fisica di avere in comune il colore rossigno dei capelli e alla conseguente abitudine di indicarli genericamente come i “Russus” o ‘Rubeis”, o Rubeo ed infine Russo.
Tra tutti i ceppi quello “amalfitano”è considerato il più antico. Pare documentata l’occupazione avvenuta nel territorio di Amalfi nel IV secolo d. C. da parte di un certo Rubeis-Rubeo, nobile e mercante che sarebbe il capostipite del casato . Il nome poi si trasformò in Russo come risulta da successivi documenti tra cui uno che lo indica come possessore di una parte della Chiesa dì S. Michele Arcangelo o di S. Angelo di Capo di Croce di Amalfi. Nel 1018 erano nel pieno della loro potenza economica e a Ravello furono tra le Case fondatici della parrocchiale Chiesa di S. Giovanni del Toro.
I Russo poi si consolidarono e radicarono nella Campania sud-orientale, nel salernitano e nelle propaggini irpine.
Tale spiegazione potrebbe fare riferimento ai membri di una comunità barbara che, dal nord Europa, raggiunse l’Italia meridionale, con la relativa diffusione del nome a partire dal 300 d. C. Sono tutte ipotesi, ovviamente.
