Ci sono circa 345 famiglie Tardito in Italia.(Sito Cognomix.it)
- 202 Piemonte 113 Liguria 7 Lombardia 7 Emilia Rom. 6 Lazio 4 Toscana 2 Molise 1 Trentino A.A. 1 Campania 1 Sardegna 1 Valle d’Aosta.
E’ quasi scontata l’associazione con il termine “tardi” e con tutte le sue accezioni, componenti e varianti, dal latino tardare, infinito presente attivo di tardo, che deriva da tardus cioè “lento”
Mantiene l’etimo diretto dal latino. È utilizzato per descrivere movimenti lenti, una certa mancanza di prontezza di riflessi o un’età o fase molto avanzata (es. nella tarda serata).
Chiara la parentela con Tardivo / Tardio dal latino tardivus (da cui l’arcaico tardìo). Si riferisce a qualcosa che si manifesta, matura o arriva molto tempo dopo il dovuto, come un frutto o un rimedio.
Tardito: Non è un termine standard del vocabolario italiano, ma si configura come un participio passato arcaico o regionale (es. il sardo trigadiu) che condivide la medesima radice semantica e indica l’azione dell’essere stato rallentato
Due le teorie sulle probabili origini del Il cognome Tardito : per la prima ipotesi deriverebbe dal nome medievale “Tarditus- Tardivus” che significa tardivo, lento o che avviene in ritardo. Storicamente, veniva attribuito con valenza augurale o per descrivere bambini che si erano fatti aspettare andando oltre il normale tempo di gestazione.
Per la seconda si tratterebbe di una derivazione dal nome medioevale latino “tardus”, che significa “lento” o “tardo”. In origine, potrebbe essere stato attribuito a una persona di carattere pacato, riflessivo o abituato ad agire con calma e ponderatezza. Il cognome si è poi evoluto e diffuso in diverse regioni italiane. Da “Tarditi” possono derivare varianti come “Tardi”, “Tardo”, “Tardivo” e altri cognomi simili, oppure indicare una persona dal temperamento calmo, riflessivo o “tardivo.
Comunque il nome medioevale Tardus è strettamente imparentato, come è ovvio intuire, con il nome Tarditus con la stessa valenza di attribuizione a figli nati oltre il normale tempo di gestazione previsto, oppure da una modificazione di nomi come Ardito, Ardizzo, Arduino (con il significato di “ardito, coraggioso“).
Una variante con una storia a sè stante è il cognome Tardini, poco diffuso nel Modenese, par risalire ad una forma aferetica del nome proprio medievale (Gon)tardinus, presente anche in una carta modenese del 1162 «Guidoctus de Gontardino». Esso è l’ipocoristico del longobardo Gundhard «forte in battaglia» (dal germ. *gundh – «battaglia» e da *hardhu- «potente, forte, valoroso»), latinizzato in Contardus, da cui l’ital. Contardo. Poco probabile una derivazione dal lat. tardus.
Con il passare dei secoli, l’attribuzione del cognome si è sempre più consolidata, passando da semplici soprannomi legati a caratteristiche fisiche o comportamentali, mestieri, attività specifiche, provenienza geografica, fino ad arrivare a veri e propri cognomi ereditari. Tardito, nel suo piccolo, è stato testimone e partecipante di questo processo di stratificazione e sedimentazione culturale.
Come aggettivo dispregiativo esiste anche “tardona”, un aggettivo al femminile che indica una donna matura, di età media, non ancora anziana. Si usa quando questa donna vuole sembrare più giovane nonostante l’età non più giovanissima.
In conclusione, il cognome Tardito è un bagaglio culturale, la tramandazione di epoche, usi e costumi , un eredità linguistica di inestimabile valore che ha segnato un pò tutta la nostra storia. Un cognome che ha vissuto un incredibile viaggio attraverso il tempo e la cultura italiana.
