
Ci sono circa 1717 famiglie Mancin in Italia. (sito Cognomix.it).
- 579 Veneto 510 Piemonte 294 Lombardia 153 Emilia Rom. 63 Lazio 47 Toscana 22 Liguria 20 Firuli V. G. 20 Trentino A.A. 2 Calabria 2 Sardegna 2 Puglia 1 Abruzzo 1 Basilicata 1 Marche
Il cognome Mancin deriva dal soprannome che veniva dato ai capostipiti che erano mancini cioè che usavano la mano sinistra. Il termine non era particolarmente positivo in quanto traeva origine dal latino “manca, mancum” col significato di “debole, imperfetto”. Quindi questa caratteristica fisica era poco apprezzata.
Nel Medioevo, infatti era considerata una pecularietà negativa o insolita, l’utilizzo della mano sinistra era visto come un tratto caratteristico delle persone che non potevano “fare le cose dritte” o ancora i mancini erano additati come “fatti al contrario”. Essere mancini dunque era considerato una forma di devianza.
Fu però soprattutto la chiesa romana che nel medioevo dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente e fino alla seconda metà del Novecento raggiunse la sua egemonia culturale e capacità d’influenza sociale a rafforzare in modo determinante il concetto negativo e simbolico dei mancinismo sino ad arrivare alla sua demonizzazione , i mancini diventavano così addirittura servi e discepoli del diavolo.
La mano sinistra divenne persino considerata come un prolungamento di quella del diavolo. Spesso una donna mancina veniva tacciata di essere una strega, in Giappone le donne mancine erano costrette a tacere il loro “difetto” ai mariti per non essere ripudiate. Eva colse il frutto proibito con la mano sinistra, sempre con la mano sinistra Adamo la accettò. Gestas, che come si sà rifiutò il perdono deridendo il Figlio di Dio venne crocifisso alla sua sinistra. Nei Paesi musulmani è ammesso lavarsi e mangiare solo con la mano destra, perché la sinistra è considerata “impura” .
Con la fine della pressione ideologica della Chiesa e con l’avvento dell’illuminismo finì anche questa assurda e tendenziosa volontà di condanna dei mancini.
Nel terzo capitolo del libro dei Giudici, viene menzionato e ricordato un eroe che libera il popolo di Israele dal dominio dei moabiti: “[…]un salvatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era “mancino”. La sua abilità con la sinistra acquista finalmente una meritata valenza positiva e la sua azione una testimonianza di utilità collettiva.
Studi approfonditi dimostrarono che nei mancini è più attivo l’emisfero destro, che controlla il lato sinistro del corpo. L’emisfero destro è la sede delle emozioni, della percezione dello spazio, della creatività e dell’immaginazione. I mancini, dunque, sviluppando maggiormente l’uso di questo emisfero, sono, a livello genetico, persone più creative e intuitive dei destrorsi. Sono quindi in grado di memorizzare meglio, sono generalmente più creativi e dotati di inventiva, sono anche più spigliati e dotati di naturale predisposizione alla socializzazione, cosa che, secondo alcune ricerche statunitensi, facilirebbe lo sviluppo di relazioni amorose.
Quindi , le persone con cognome Mancin possono andare orgogliose del loro nome, poiché evidenzia la loro eredità e ricchezza culturale e patrimonio storico.
Per altri etimologisti Il cognome potrebbe anche essersi evoluto da un patronimico, dove “Mancin” sarebbe un diminutivo o affettuoso di un nome proprio, o da un toponimo, collegato ad una località o una caratteristica geografica con un nome simile.
Il cognome si è poi diffuso in tutta Italia, con diverse varianti regionali. Tra i nomi derivabili o associati si trovano “Mancia,” Mancini” “Mancinelli,” e “Mancuso.”
Millenarie sono le radici della famiglia Mancini, un’antica famiglia patrizia di origine romana, considerata una delle più illustri di tutta Italia. La discendenza sarebbe dalla Gens Hostilia. Da questa si creò un ramo Mancinus del quale si ricorda il console Hostilius Mancinus. Un altro storico rappresentante certo dei Mancini, che in passato furono chiamati anche Lucij, fu Lucio, che visse intorno all’anno 1000 che fu Gran Conte Romano, e Lorenzo , Signore di Leprignana.. La famiglia dette numerosi Conservatori all’Urbe, ufficiali con molti incarichi pubblici tra cui il governo dello Stato, impegno da loro svolto con grande autorità.