
Circa 8740 persone hanno il cognome Basso in Italia (Sito Cognomix.it)
- 3040 Veneto , 1351 Piemonte , 859 Lombardia , 853 Friuli V. G. , 834 Liguria , 537 Campania , 250 Lazio , 240 Puglia , 157 Sicilia , 126 Emilia – Romagna , 118 Toscana, 83 Marche , 76 Trentino A. A. , 59 Basilicata , 58 Molise , 37 Sardegna , 23 Calabria , 14 Abruzzo , 13 Valle d’Aosta , 8 Umbria.
Origine Cognome Basso
Possono esserci diverse origini: o direttamente dal cognomen latino Bassus, o tramite ipocoristici, come possiamo vedere in un contratto di vendita del 1502 a Bergamo, dove è citato un tale Bassettus de Gerardis della Costa. Bassus è una forma volgare tarda derivata da “humilis”ed “inferus”, “che sta sotto”, un termine che significa “basso”, “vicino a terra”, o figurativamente “umile”, derivato da “humus” (terra).
Indica quindi qualcosa e qualcuno poco elevato, sia in senso fisico che sociale, il più delle volte alla base un soprannome per identificare un individuo grosso e tarchiato ma anche con caratteristiche intrinseche di grossolanità, rozzezza e scarsa capacità di meditazione profonda, generalmente meschino e naturalmente portato alla sottomissione e alla vigliaccheria. Humilis traduce il greco “tapeinos” che significa appunto basso, piccolo, misero, servile, spregevole, di modesta condizione sociale e senza aneliti di migliorare la propria situazione.
In modo analogo, con lo stesso significato di chi sta in un “posto in basso, inferiore” è il termine “inferus”strettamente collegato al latino “infernus” cioè l’inferno da “infer” appunto “sotto” indicando in origine un mondo sotterraneo che si trova molto al di sotto e quindi legato al concetto dell’oltretomba.
D’altronde anche in botanica, è spesso usato come epiteto per piante nane o striscianti (es. Chamaerops humilis) che vivono striscando appunto sul terreno.
Quindi in definitiva associato all’idea di miseria, debolezza, assenza di gloria e anche modestia. Il vocabolario descriverebbe un essere meschino, pusillanime, vigliacco, servile, sempre disposto a vendere se stesso, a volte anche depresso.
Ma questo concetto così negativo fu solo iniziale lasciando rapidamente spazio ad un idea molto diversa e del tutto positiva dell’umiltà fondata sulla nota affermazione di Gesù stesso nel vangelo “Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” diventando così portatrice di una virtù altissima basata sulla negazione della superbia e presunzione.
L’umiltà rappresenta il modo più efficace per conoscere e fare proprio il punto di equilibrio fra la valorizzazione di se stessi e il riconoscimento dei propri limiti. L’umile nel contesto non si ritiene mai superiore a chiunque altro, è cosciente dei propri limiti ma anche del proprio valore, dei propri doveri così come dei propri diritti e quindi di quelli degli altri senza mai venire meno al rispetto che comporta per stessa volontà divina.
Tutti gli esseri umani hanno in comune questa realtà e questa dipendenza da Dio che li accomuna , tutti hanno automaticamente con la nascita l’acquisto di questa valenza e quindi diritto al rispetto.
Basso quindi non ha nulla a che vedere con la negatività presunta, una effettiva situazione di povertà e miseria spesso non intacca minimamente un altissima valenza morale e spirituale del termine.
Oltre questa evidente e più considerata origine etimologica del cognome gli studiosi non ne escludono altre.
Alcuni esperti lo riconducono al greco antico “βασσος” (bassos, “volpe”) ma non ci sono documenti che confermino l’affermazione e molti contestano il nesso.
Probabile per alcuni ceppi una derivazione anche dal soprannome della gens latina Bassa o Bassia con riferimento alla bassa statura dalla radice latina “bassus”che significa come abbiamo visto appunto “piccolo, tozzo”.
Un’altra ipotesi riguarda un possibile legame con il nome di località o toponimi. È infatti possibile che Basso indichi l’appartenenza a una famiglia proveniente da un luogo chiamato Basso o da una zona che geograficamente fosse bassa (ad esempio una bassa valle, una pianura, o una zona costiera bassa).
In molte regioni italiane, l’uso di “Basso” come parte del nome di un luogo è comune per designare aree geografiche che si trovano a bassa altitudine rispetto ad altre zone circostanti. Ad esempio le varie unioni di comuni con il prefisso basso tipo Basso Vicentino, Basso Campidano, Basso Biferno, Basso Monferrato ed anche luoghi come Bassiano, Bassano del Grappa anche se nello specifico l’origine sembra diversa, ect.
Il borgo medievale di Bassiano in provincia di Latina, pur trovandosi in area latina, ha origini incerte. In base ad alcune tradizioni locali si fa l’ipotesi che il nome possa derivare da un Bassius, un ipotetico proprietario terriero romano di epoca imperiale (colono), o dall’imperatore Caracalla, il cui nome era Bassiano (Marcus Aurelius Bassianus Antoninus).
Anche Bassano del Grappa ha la stessa origine da un Bassius o Bassus proprietario del latifondo.
Potrebbe quindi derivare dal cognomen latino Bassus oppure da un soprannome con riferimento appunto alla statura del capostipite. Il cognome si diffuse a partire dall’alto Medioevo grazie anche al culto di San Basso primo vescovo di Nizza, patrono di Cupra Marittima, martire del III secolo molto venerato.
Tra gli uomini illustri indicati da questo cognome ci sono oltre a San Basso, Matteo Bassi fondatore dell’ordine dei Capuccini nel 1528 e il bolognese Ugo Bassi, frate barnabita del 1800.
In alcuni casi non si può escludere che possa trattarsi di una forma aferetica ipocoristica del nome Iacopo (Iacopo, Iacobo, Iacopazzo, Iacobazzo, Iacobasso, Basso, Bazzo, Pazzo).
Il cognome può avere radici anche in mestieri. Nell’Italia medievale, i cognomi erano spesso basati sull’ attività e professione di un individuo, e il nome Basso avrebbe potuto essere dato a qualcuno che lavorava come bassista in un’orchestra, oppure un pescatore che lavorava in acque basse o qualcuno che viveva in una regione geograficamente bassa.
Il cognome Basso, in assoluto uno dei più antichi d’Italia, era presente in Italia già prima della nascita di Cristo. Si hanno documenti della sua presenza anche nell’antica Grecia (Lollio Basso era un poeta epigrammatico greco), lungo le sponde dell’Africa settentrionale e, particolarmente, nella penisola italiana e a Roma. Qui portarono questo nome personaggi noti ed illustri in campo civile, militare e religioso.
E anche nelle epoche successive, questo cognome appartenne a casate illustri: Un ramo lodigiano della famiglia Bassi compare dal 1500, famiglia nobile che diede Decurioni alla città. (i Decurioni erano i Consiglieri della consulta nobiliare della città), nella seconda metà del 1600, a Trento, troviamo il Cancelliere Claudius Vigilius Bassettus cancellarius. Ramo Ligure (Basso della Rovere): Giovanni Basso, discendente di Guglielmo (podestà a Savona nel 1400), sposò Luchina della Rovere, sorella di Papa Sisto IV. Questa unione portò al titolo di Conti di Bistagno e Monastero
Antonio Basso della Rovere fu conte di Aliano, patrizio napoletano e personaggio influente del XVII secolo.
Nel XIII secolo, un certo Guglielmo Basso fu più volte podesta della città di Savona, un suo erede, Giovanni Basso notaio e nobile del Baldacchino, per i servizi resi ai Savoia, divenne conte e signore di Monastero Bormida e Bistagno.
Moltissime le varianti e gli alterati: Bascio, Basciu rispettivamente meridionale e ligure, De Bassis, Bassich sono veneti , Lo Basso, Li Bassi predominano al Sud (soprattutto Napoletano), Lobasso, Lobascio, Lovascio, Bassini, Bassin, Bassetti, Bassolino, Bassotti, Bassoni, Bassuto, Bascini.
La forma Basciano può derivare nel meridione dal cognome latino Bassanus o Bassianus e nel nord dal culto di San Bassano e dal toponimo Bassano (comune di Bassano del Grappa).
Etimologia stupidaria
Per cambio di consonante da “passo”col senso derivato dall’idea di “io ci passo” “Io li sotto ci passo ” per tanto che sia basso.